Il Padiglione Italia al Seafood Expo Asia 2026 è stato inaugurato ieri, 2 settembre, alla presenza dell’ambasciatore Dante Brandi, della Senior Minister of State Low Yen Ling e dei vertici della Direzione pesca del MASAF. Nello stand dieci imprese provenienti da sette regioni italiane cercano nuovi sbocchi commerciali in Asia.
Per la filiera ittica italiana il passaggio decisivo comincia dopo il taglio del nastro: incontrare importatori, distributori e operatori della ristorazione asiatica interessati a prodotti tracciabili e ad alto valore aggiunto.
All’apertura sono intervenuti Dante Brandi, ambasciatore d’Italia a Singapore, e Low Yen Ling, Senior Minister of State presso i ministeri singaporeani del Commercio e dell’Industria e della Cultura, Comunità e Gioventù.
Per il MASAF erano presenti Graziella Romito, direttrice generale della Pesca marittima e dell’Acquacoltura, e Roberta Cafiero, dirigente dell’Ufficio PEMAC IV, responsabile della programmazione e dell’attuazione delle politiche europee strutturali per il settore.
Un’apertura istituzionale, con un obiettivo commerciale
La partecipazione del MASAF non si limita alla rappresentanza istituzionale. Lo stand E26 funziona come piattaforma comune per imprese che, affrontando singolarmente il mercato asiatico, avrebbero maggiori difficoltà a intercettare buyer qualificati e distributori locali.
Il Seafood Expo Asia riunisce quest’anno operatori provenienti da 35 Paesi e 22 padiglioni nazionali e regionali. La presenza italiana punta soprattutto sui segmenti nei quali origine, lavorazione, sostenibilità e tracciabilità incidono sulla scelta d’acquisto.
Dieci imprese da sette regioni
La delegazione comprende aziende di Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Sicilia e Veneto. L’offerta attraversa più comparti: molluschicoltura, maricoltura, crostacei, storionicoltura e caviale, prodotti affumicati, trasformati e pronti al consumo.
Coldiretti Pesca accompagna le imprese con workshop, degustazioni e show cooking dedicati alla pesca e all’acquacoltura italiane. Il programma coinvolge anche lo chef Simone Fraternali, chiamato a presentare i prodotti in formati vicini alle esigenze del food service internazionale.
Singapore importa oltre il 90% degli alimenti
La scelta di Singapore risponde a una condizione precisa: la città-Stato dipende largamente dalle forniture estere e rappresenta un punto di accesso commerciale al Sud-Est asiatico.
Secondo le Singapore Food Statistics 2025, Singapore importa oltre il 90% degli alimenti consumati e si rifornisce da più di 180 Paesi e territori. È quindi un mercato molto aperto, ma anche affollato e selettivo.
Il risultato si misurerà dopo la fiera
La cerimonia di ieri apre dunque una presenza istituzionale; non costituisce ancora un risultato commerciale. La verifica arriverà dagli incontri con i buyer e dalla capacità delle imprese di trasformare i contatti raccolti durante i tre giorni di fiera in ordini, accordi distributivi e relazioni continuative.
La missione è finanziata nell’ambito del PN FEAMPA 2021-2027, il programma europeo dedicato agli affari marittimi, alla pesca e all’acquacoltura.













