[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/pesceinrete-intervista-davide-valsecchi\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/pesceinrete-intervista-davide-valsecchi\/","headline":"Pesceinrete intervista Davide Valsecchi","name":"Pesceinrete intervista Davide Valsecchi","description":"La semplicit\u00e0 di fruire dei mezzi di comunicazione e la conseguente agevolezza nel comunicare offrono oggi facili opportunit\u00e0 di successo, ma affinch\u00e9 esso perduri nel tempo e si consolidi negli anni, il protagonista di tale successo si deve distinguere per capacit\u00e0, conoscenza, passione, originalit\u00e0. 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Insomma occorre che abbia una forte personalit\u00e0 e la spiccata capacit\u00e0 di reinventarsi continuamente, segni particolari che, senza ombra di dubbio, potremmo trovare nella carta d\u2019identit\u00e0 di Davide Valsecchi, chef, pescivendolo, imprenditore.Con lui abbiamo parlato con semplicit\u00e0 di semplicit\u00e0, l\u2019elemento prezioso che arricchisce ogni\u00a0 suo piatto.Dall\u2019acquisto al piatto, il prodotto ittico attraversa una serie di passaggi che \u00e8 necessario abbiano un unico e comune denominatore: il consumo consapevole.Assolutamente si, un\u2019idea di base, per quanto mi riguarda, talmente forte che ha caratterizzato la mia prima esperienza televisiva, circostanza che nasce proprio da un particolare che \u00a0voglio raccontare poich\u00e9 attesta quanto io creda seriamente nell\u2019importanza della consapevolezza del giusto consumo del pesce. Quando mi hanno chiamato per la trasmissione \u201cI men\u00f9 di Benedetta\u201d io dissi che, se non avessi fatto quello che faccio tutti i giorni cio\u00e8 consigliare il modo migliore di consumare il pesce, non avrei avuto nessun interesse ad apparire, proprio perch\u00e9 sono stufo di vedere che ormai, all\u2019interno del piatto, soprattutto quando si tratta di pesce, il contenuto \u00e8 veramente limitatissimo. Abbiamo un miliardo di ricette, ma nessuno si sofferma mai a spiegare quale sia il prodotto ittico da utilizzare. Il consumo consapevole \u00e8 la base di tutto, tutt\u2019ora io nella trasmissione RAI \u00a0\u201cDetto e Fatto\u201d mi presto, pi\u00f9 che altro con gli autori, a cercare di spiegare alla gente come si leggono i cartellini, il mezzo migliore per tutelare il nostro mare, per tutelare il nostro prodotto, pratica gi\u00e0 in uso nell\u2019acquisto della verdura e di tanti altri prodotti ma che nel pesce \u00e8 lontana anni luce. Qualche segnale positivo comincia comunque a farsi sentire, in questo ultimo anno sono stato \u00a0contattato e chiamato per partecipare ad eventi organizzati da Slow Food e Slow Fish, con la funzione di\u00a0 filtro fra i vari passaggi commerciali del pescato fino ad arrivare al \u00a0consumatore finale. \u00a0Il concetto di consumo consapevole va comunque chiarito, trovo che sia assolutamente troppo semplice pensare che l\u2019acquirente quando compera del pesce fresco ha per forza comperato bene. Nella mia attivit\u00e0 io vendo sia il surgelato che il fresco, solo in questa maniera sono sicuro di riuscire a dare a 360 gradi il consiglio adatto. La gente compra il pesce spada fresco ma non si cura di vedere se nel cartellino sia segnata la zona di cattura FAO 37, che sia quindi un prodotto del nostro mare, che sia di una filiera corta. Potrebbe trattarsi di uno spada del Pacifico, potrebbe essere uno spada dell\u2019Atlantico, vedendolo fresco gli acquirenti sono sicuri che si tratti di una scelta giusta. Non sempre la freschezza \u00e8 sinonimo di qualit\u00e0, a volte si confonde il fresco con il decongelato. Fare luce su queste situazioni \u00e8 la battaglia che faccio costantemente. Io sono innamorato del prodotto surgelato e meno male che esiste. Non tutti viviamo nelle vicinanze del mare, non tutti possono avere la pescheria col prodotto a filiera corta a portata di mano, ma ci\u00f2 non significa che non sia possibile mangiare del buon pesce, genuino e fresco, quello surgelato.Stai dicendo che il prodotto congelato o surgelato \u00e8 buono come il fresco qualora quest\u2019ultimo sia veramente buono e di certa provenienza?Io dico che \u00e8 pi\u00f9 buono. Faccio un esempio pratico: il pesce spada congelato, da sashimi grade per intenderci, con un\u2019 ottima congelatura \u00a0\u00a0raggiunta con i metodi sofisticati delle navi fattoria, secondo me \u00e8\u00a0 a pari mare. Attenzione, io sto mettendo allo stesso livello il pesce oceanico, quindi se scegliamo uno spada dell\u2019Oceano Atlantico o dell\u2019 Oceano Pacifico e lo compriamo congelato oltre a pagarlo meno siamo sicuri di avere un prodotto migliore dello stesso spada comperato nel bancone del fresco che ovviamente non sia del Mar Mediterraneo. Il gambero argentino congelato \u00e8 un altro esempio di un prodotto fantastico, sicuramente sempre meglio di un gambero argentino decongelato che, a chi non \u00e8 molto attento, potrebbe essere venduto per fresco.Per incoraggiare la fiducia del consumatore nei confronti dei prodotti della pesca \u00e8 auspicabile migliorare le informazioni fornite sulle etichette. Quanto i nuovi metodi di etichettatura sono garanti della salute dell\u2019acquirente?Molto, ritengo siano sufficientemente garanti. Pi\u00f9 diventiamo fiscali, pi\u00f9 ci preoccupiamo di quello che viene scritto nel cartellino, meno sottovalutiamo l\u2019importanza e la necessit\u00e0 di fornire alla gente le giuste informazioni. \u00c8 necessario che chi opera nel settore, facendo anche leva sulla popolarit\u00e0 come nel mio caso, faccia presente l\u2019importanza di leggere bene le indicazioni riportate nelle etichette. Dal metodo di pesca, alla zona di cattura tutte le informazioni sono davvero utili per il consumatore finale, un acquirente meglio informato \u00e8 meno raggirabile. Non dimentichiamoci che fino a qualche anno fa era facile trovare\u00a0 nei banchi del congelato il pesce ghiaccio venduto come\u00a0 bianchetto, oggi questo non \u00e8 pi\u00f9 possibile, i venditori, i commercianti, i dettaglianti, adesso come adesso avrebbero il timore di fare una cosa del genere. \u00a0Io sono per le migliori e pi\u00f9 dettagliate informazioni affinch\u00e9 si possa maggiormente diffondere la conoscenza del buon pescato. Spesso nei programmi in tv ricordo che anche un\u00a0 calamaro patagonico \u00e8 un prodotto buono da mangiare e noto con piacere che la gente si va abituando e quando va in pescheria acquista con maggior consapevolezza. \u00a0La consapevolezza, la conoscenza del prodotto da parte dell\u2019acquirente \u00e8 sicuramente un ottimo deterrente per il venditore di indubbia seriet\u00e0.Consumo consapevole e sostenibilit\u00e0 vanno di pari passo?Sostenibilit\u00e0 \u00e8 una parola dal significato molto importante, secondo me combacia un po\u2019 come la parola onest\u00e0. Ma chi decide la sostenibilit\u00e0? L\u2019etica o il mercato?\u00a0 A volte si pensa di andare in una direzione per salvaguardare una determinata specie ittica e poi ci accorge che invece si arreca un danno. Pensiamo ad esempio alla pesca del tonno nel Mediterraneo, cattura limitata dall\u2019 Unione Europea con l\u2019applicazione delle quote tonno e al conseguente esubero della specie che si nutre di sarde e acciughe. Le conseguenze sono negative e come ovvio l\u2019ecosistema ne risente. Quindi il concetto di sostenibilit\u00e0 apre dei grandi dibattiti ed \u00e8 veramente difficile capire cosa sia meglio per l\u2019uomo e cosa per il mare.La tua cucina \u00e8 sempre un inno e un invito alla semplicit\u00e0?Per me il pesce \u00e8 un prodotto semplice e quindi alla portata di tutti. Bisogna cambiare il concetto obsoleto del pesce difficile da cucinare, questo \u00e8 possibile baypassando alcuni passaggi come la pulizia e la sfilettatura magari facendosi aiutare dal proprio pescivendolo. Essenzialmente, quando il prodotto \u00e8 quello giusto la ricetta non pu\u00f2 che essere veramente semplice, l\u2019acciuga ad esempio \u00e8 gi\u00e0 buona di suo! Capita che in cucina si cerchi di elaborare ricette a base \u00a0pesce per far risaltare l\u2019impronta dello chef ma il pesce \u00e8 gi\u00e0 buono di suo, cuoce in poco tempo, non ha bisogno di particolari arricchimenti. Credo piuttosto che sia pi\u00f9 coraggioso presentare un carpaccio di palamita, usando un prodotto davvero fresco, senza doverlo necessariamente impreziosire. Il pesce \u00e8 semplice, se \u00e8 buono \u00e8 buono. S\u00ec, per me l\u2019idea di semplicit\u00e0 \u00e8 sta proprio nella parola pesce, quindi, una cucina a base di pesce non pu\u00f2 che essere una cucina semplice.Davide tu hai al tuo attivo un libro di grande successo, la presenza in diverse trasmissioni televisive, rubriche giornalistiche ed ora anche un\u2019interessante progetto che la pone come garante di qualit\u00e0. Che pesci pigliare consigliato da \u00a0Davide Valsecchi ora \u00e8 anche un sigillo di garanzia dei prodotti ittici a tutela del consumatore, ce ne parli!Il libro \u201cChe pesci pigliare?\u201d secondo me \u00e8 l\u2019anello mancante, anche la mia casa editrice ha sposato l\u2019idea che, pi\u00f9 che nel cucinare (ormai le ricette si trovano dovunque) la difficolt\u00e0 la si ritrova nella scelta del prodotto giusto. Spesso ricevo e-mail in cui mi scrivono: \u201cDavide ti sentiamo parlare in televisione, per\u00f2 bisognerebbe averti al supermercato\u201d. Da qui, mi \u00e8 venuto in mente che in effetti sarebbe stato necessario avere un tramite fra i prodotti e il consumatore. Certo, siamo tutti consapevoli che, parlando ad esempio di gambero, quello di Mazara del Vallo \u00e8 il migliore, ma \u00e8 necessario considerare anche che viviamo in un periodo in cui non \u00e8 semplice arrivare a fine mese e non tutti possono permettersi il meglio. \u00c8 pur vero che ci sono anche degli ottimi gamberi che necessitano solo di essere controllati e di avere una certificazione che ne garantisca la bont\u00e0. Un controllo di qualit\u00e0 che risulterebbe anche una valida certificazione per le aziende che vogliono lavorare bene. E allora, collocare un bollino di \u201cChe pesci pigliare? Consigliato da Davide Valsecchi\u201d diventa un modo per dire \u201csecondo me questo prodotto, pur non essendo il migliore sulla piazza, \u00e8 un prodotto comunque buono e idoneo\u201d. Cosa intendo per idoneo? Intendo salato a mano, con una giusta affumicatura, non siringato. L\u2019intento di \u201cConsigliato da Davide Valsecchi\u201d \u00e8 quello di dare un aiuto, un aiuto soprattutto alle aziende che vogliono fare leva sulla qualit\u00e0, del resto la qualit\u00e0 paga.Pescivendolo, chef, imprenditore, come preferisci essere chiamato?Io faccio principalmente il pescivendolo e ci tengo anche a precisare che\u00a0 sono una persona veramente umile. Non ho la presunzione di considerarmi il pescivendolo pi\u00f9 bravo in assoluto, per\u00f2 sono sicuro che Davide Valsecchi sia il tramite giusto per far arrivare degli ottimi prodotti sul mercato. A conferma di ci\u00f2 nel mio libro ho inserito \u201cI top 18\u201d cio\u00e8 i 18 prodotti pi\u00f9 venduti. La mia oggi\u00a0 \u00e8 una voce, un\u2019opinione, che viene ascoltata perch\u00e9 \u00e8 quella pi\u00f9 vicina alle persone, vicina a chi va a comperare per poi cucinare. Saper riconoscere un buon pesce e saperlo cucinare e per far questo bisogna che le ricette non siano complicate. Io adoro abbinare il pesce alla verdura, credo sia un abbinamento facile e molto buono. Acquista il libro di Davide ValsecchiOra in estemporanea ti chiedo una ricetta inedita per i lettori di Pesceinrete.A me viene in mente una mille foglie con del pesce lama, capperi, puntarelle, pinoli e olive taggiasche denocciolate.Con u po\u2019 di pazienza si sfiletta il lama, si pu\u00f2 anche comprare gi\u00e0 sfilettato, la sua \u00e8 una carne e bella soda e si presta perfettamente per comporre delle mille foglie.La ricetta \u00e8 semplicissima, si usa della puntarella, ormai sdoganata dai confini romani e molto utilizzata anche nel resto d\u2019Italia, in Piemonte e in Liguria \u00e8 richiestissima, si fa saltare appena un po\u2019 in padella con un goccino d\u2019olio e si aggiungono due capperi e due olive. A parte si fanno tostare dei pinoli, a me il pinolo tostato piace parecchio, dopodich\u00e9 non si fa altro che assemblare un ciuffetto di puntarelle insieme agli altri ingredienti, una fettina di pesce lama, nuovamente un piccolo strato di puntarelle, fettina di lama e sopra aggiungerei un bel pane pugliese frullato, condito con del prezzemolo, tostato in padella.Passare in forno otto minuti ed \u00e8 pronto. L\u2019abbinamento puntarella e lama \u00e8 sicuramente qualcosa di fantastico."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Pesceinrete intervista Davide Valsecchi","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/pesceinrete-intervista-davide-valsecchi\/#breadcrumbitem"}]}]