[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/relazione-masaf-2024-capacita-e-possibilita-di-pesca\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/relazione-masaf-2024-capacita-e-possibilita-di-pesca\/","headline":"L\u2019Italia della pesca tra resistenza e stanchezza: il 2024 visto dal MASAF","name":"L\u2019Italia della pesca tra resistenza e stanchezza: il 2024 visto dal MASAF","description":"C\u2019\u00e8 un filo sottile che lega le cifre fredde della Relazione annuale sugli sforzi compiuti dall\u2019Italia nel 2024 per il raggiungimento di un equilibrio sostenibile tra la capacit\u00e0 e le possibilit\u00e0 di pesca, pubblicata dal MASAF lo scorso 29 ottobre. 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La flotta italiana continua a ridursi, ma il mare resta il suo orizzonte necessario.Un ridimensionamento che non \u00e8 solo quantitativoAlla fine del 2024 le imbarcazioni registrate erano 9.642, con una stazza complessiva di 137.438 tonnellate lorde e 908.086 kW di potenza motrice.Pochi numeri, ma densi di significato: la flotta ha perso altre 73 unit\u00e0 in un solo anno, e il calo non \u00e8 pi\u00f9 soltanto statistico. \u00c8 il segnale di un\u2019economia che si contrae, di un ricambio mancato, di una generazione che fatica a trovare eredi.Eppure, la pesca italiana continua a rappresentare un presidio produttivo e sociale in decine di porti, soprattutto al Sud, dove l\u2019identit\u00e0 di un territorio coincide ancora con il ritmo delle maree.Un patrimonio che invecchia e consuma troppoPi\u00f9 del 60% delle barche italiane supera i trent\u2019anni di et\u00e0.Una fotografia che racconta molto pi\u00f9 di un problema tecnico: racconta la difficolt\u00e0 di investire, la lentezza di un apparato normativo che rende quasi impossibile sostituire i motori, l\u2019assenza di strumenti davvero efficaci per stimolare l\u2019innovazione.Le barche pi\u00f9 moderne operano nella piccola pesca, ma \u00e8 lo strascico, con appena il 16% delle unit\u00e0, a detenere oltre la met\u00e0 della capacit\u00e0 di pesca nazionale.Una flotta pesante, costosa, energivora \u2014 che continua a lavorare in acque fragili dal punto di vista biologico e sociale.Il Sud tiene in piedi la pesca, ma a faticaIl 57% della flotta italiana naviga tra Sicilia, Puglia e Campania.Il Sud rimane il cuore pulsante della pesca nazionale, ma \u00e8 anche il luogo dove pi\u00f9 evidente \u00e8 la fatica.In molte marinerie la pesca artigianale sopravvive grazie alla tenacia di famiglie che non hanno mai lasciato il mare, mentre i giovani guardano altrove.Nel Nord Adriatico, invece, le imprese sono pi\u00f9 strutturate, pi\u00f9 forti sul piano organizzativo e pi\u00f9 capaci di accedere ai fondi europei.L\u2019Italia della pesca \u00e8 sempre pi\u00f9 divisa tra chi riesce a innovare e chi, pur volendo, non pu\u00f2.Il prezzo dell\u2019energia e quello del tempoIl carburante resta il vero ago della bilancia economica.Nel 2024 la volatilit\u00e0 dei prezzi ha inciso in modo diretto sulla redditivit\u00e0, spingendo molti armatori a ridurre le uscite in mare.La Relazione del MASAF non lo dice apertamente, ma tra le righe emerge una verit\u00e0 chiara: senza un piano energetico per la pesca, la transizione ecologica rischia di restare solo una dichiarazione d\u2019intenti.Il mare costa, e senza incentivi mirati alla sostituzione dei motori e all\u2019efficienza dei consumi, la sostenibilit\u00e0 resta un orizzonte lontano.Un mestiere senza erediIl documento ministeriale dedica spazio anche a un tema spesso sottovalutato: il ricambio generazionale.Ogni anno crescono i pescatori con pi\u00f9 di cinquant\u2019anni e diminuiscono quelli sotto i trenta.Non bastano i fondi del FEAMPA a invertire la tendenza. Mancano percorsi di formazione tecnica, ma soprattutto manca una visione che renda la pesca un mestiere dignitoso e contemporaneo.La flotta italiana non pu\u00f2 rinnovarsi se prima non si rinnova la narrazione del mare.Un futuro da costruireL\u2019analisi del MASAF restituisce un quadro complesso ma non privo di segnali positivi: la capacit\u00e0 di pesca risulta oggi coerente con lo stato degli stock, segno che gli sforzi di gestione stanno funzionando.Il problema, semmai, \u00e8 come trasformare questa sostenibilit\u00e0 biologica in sostenibilit\u00e0 economica.La pesca italiana ha bisogno di regole pi\u00f9 snelle, incentivi reali e un piano industriale che la consideri parte dell\u2019economia blu, non un settore residuale.Perch\u00e9 nel 2024, come nel 2030 e oltre, non si pu\u00f2 parlare di mare italiano senza parlare di chi lo vive ogni giorno."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"L\u2019Italia della pesca tra resistenza e stanchezza: il 2024 visto dal MASAF","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/relazione-masaf-2024-capacita-e-possibilita-di-pesca\/#breadcrumbitem"}]}]