[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/reti-abbandonate-e-microplastica-minacciano-l-industria-ittica\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/reti-abbandonate-e-microplastica-minacciano-l-industria-ittica\/","headline":"Reti abbandonate e microplastica minacciano l&#8217;industria ittica","name":"Reti abbandonate e microplastica minacciano l&#8217;industria ittica","description":"L&#8217;inquinamento da plastica costituisce una grave minaccia per i produttori ittici in tutto il mondo. Le attrezzature di pesca abbandonate intrappolano pesci e uccelli marini, spesso uccidendoli. Le reti perse o abbandonate, rimangono incastrate in attrezzi ed eliche di barche danneggiandole. Microplastiche e microfibre di plastica provenienti dalla produzione tessile vengono ingerite dai pesci. 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Le attrezzature di pesca abbandonate intrappolano pesci e uccelli marini, spesso uccidendoli. Le reti perse o abbandonate, rimangono incastrate in attrezzi ed eliche di barche danneggiandole. Microplastiche e microfibre di plastica provenienti dalla produzione tessile vengono ingerite dai pesci.Le minuscole plastiche invisibili all&#8217;occhio nudo, rappresentano un pericolo maggiore rispetto alle macro plastiche. Solo una parte di rifiuti plastici galleggia, una quantit&agrave; superiore finisce nelle pancia dei pesci.&#8220;Le microplastiche che vengono ingerite dai pesci costituiscono una potenziale minaccia per l&rsquo;industria alimentare ittica e potenzialmente per gli esseri umani quando consumano pesce&#8221;, ha dichiarato Dave Glaubke (Sea Port Products Corp.). I pescatori e gli allevatori in mare aperto sono molto preoccupati, ha aggiunto Glaubke.La consapevolezza del problema &egrave; nata quando le attrezzature in plastica hanno iniziato a sostituire corde, reti e altri attrezzi da pesca negli anni &#8217;60 e &#8217;70, ha dichiarato Glaubke. Tuttavia, la preoccupazione per i pericoli da microplastiche &egrave; aumentata nell&#8217;ultimo decennio.La minaccia della plastica &egrave; varia. La morte di pesci per l&#8217;ingestione di pezzi di plastica danneggia direttamente le attivit&agrave; di pesca e le entrate, mentre i danni causati alle imbarcazioni che si imbattono nei derelitti, gravano sui pescatori che devono riparare le attrezzature. Come rilevato da uno studio del 2013, ogni anno, a causa delle ridotte entrate di cattura e dei costi di rimozione, i rifiuti marini costano al settore della pesca dell&#8217;Unione europea circa 61,7 milioni di dollari.I consumatori, se preoccupati dalla presenza di plastica nelle carni dei pesci, potrebbero evitare di acquistare prodotti ittici.&ldquo;I professionisti del settore ittico dovranno stare attenti a come educare il pubblico sul problema, &#8211; sostiene Roy Palmer (Association of International Seafood Professionals) &#8211; e hanno bisogno di affrontare la questione con urgenza&rdquo;.&#8220;Ogni anno otto milioni di tonnellate di plastica entrano nell&#8217;oceano e questo dato peggiorer&agrave; se non facciamo tutti uno sforzo per eliminare l&#8217;inquinamento&#8221;, ha aggiunto Palmer.L&#8217;interesse per i detriti marini &egrave; cresciuto nel 2011 a seguito a del Marine Debris Conference voluto da United Nations e U.S. National Oceanic and Atmospheric Administration. Sessantacinque associazioni provenienti da 34 paesi hanno convenuto un piano strategico.&ldquo;Sebbene circa 260 progetti siano stati avviati dopo la conferenza, si tratta soprattutto di attivit&agrave; locali e sembra che ci sia una mancanza di iniziative globali&#8221;, ha detto Palmer.&nbsp;Per affrontare il problema, gli operatori del settore ittico devono esaminare attentamente le loro operazioni e capire come ridurre o addirittura eliminare le plastiche, ha aggiunto Palmer.&nbsp;Dovrebbero considerare modalit&agrave; per il riciclo della plastica e trovare alternative per il confezionamento.I governi dovrebbero proibire le microsfere di plastica, sostiene Palmer, e dovrebbero implementare regolamenti migliori su tutta la catena di fornitura di plastica. Dovrebbero inoltre sviluppare una migliore infrastruttura di gestione dei rifiuti per tutte le industrie, applicare un&#8217;imposta su tutte le materie plastiche non biodegradabili, e rendere disponibile del denaro per i fondi destinati a ripulire gli oceani, ha aggiunto Palmer.Una partnership tra l&#8217;industria privata e il governo sta gi&agrave; facendo progressi nella riduzione degli attrezzi da pesca abbandonati.La societ&agrave; per la gestione dei rifiuti Covanta, la National Fish and Wildlife Foundation, NOAA e Schnitzer Steel hanno collaborato per riciclare i mezzi di pesca inutilizzabili e abbandonati. Grandi scatole di raccolta sono collocate in porti e i pescatori commerciali possono smaltire l&#8217;attrezzatura, riducendo il rischio che i detriti marini diventino un pericolo per la navigazione, la pesca e la vita marina stessa.&ldquo;I pescatori hanno bisogno di maggiori informazioni sull&#8217;inquinamento plastico. &#8211; ha dichiarato Meg Morris (Covanta) &#8211; Oggi pi&ugrave; che mai la produzione della plastica &egrave; consistente, e il problema ha una fonte globale: i consumatori di tutto il mondo che utilizzano ogni giorno packaging e prodotti in plastica&rdquo;.&ldquo;Dal momento che sorge la consapevolezza pubblica del problema, i pescatori dovranno trovare soluzioni, tra queste anche un&#8217;alternativa all&#8217;imballaggio. &#8211; Ha dichiarato Morris &#8211; Se i pesci continuano a mangiare la plastica, l&#8217;industria ittica ne soffrir&agrave;&rdquo;."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Reti abbandonate e microplastica minacciano l&#8217;industria ittica","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/reti-abbandonate-e-microplastica-minacciano-l-industria-ittica\/#breadcrumbitem"}]}]