[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/riflessioni-sullo-stato-attuale-della-pesca-pt-2\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/riflessioni-sullo-stato-attuale-della-pesca-pt-2\/","headline":"Riflessioni sullo stato attuale della pesca. Pt 2","name":"Riflessioni sullo stato attuale della pesca. Pt 2","description":"Riflessioni sullo stato attuale della pesca. Pt 2 &#8211; Dopo l&#8217;approfondimento di ieri, oggi, con l&#8217;intervista a Francesca Biondo, direttore di Federpesca, apriamo la seconda parte del nostro scandagliamento con il quale ci proponiamo di tracciare un quadro esaustivo dello stato attuale del settore della pesca in Italia. 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Pt 2 &#8211; Dopo l&#8217;approfondimento di ieri, oggi, con l&#8217;intervista a Francesca Biondo, direttore di Federpesca, apriamo la seconda parte del nostro scandagliamento con il quale ci proponiamo di tracciare un quadro esaustivo dello stato attuale del settore della pesca in Italia.In un contesto caratterizzato dall&#8217;emanazione di nuove normative, sfide inedite sul fronte del mercato e crescenti preoccupazioni legate al cambiamento climatico, ci siamo posti l&#8217;obiettivo di analizzare attentamente le dinamiche che hanno plasmato questo periodo cruciale. Con il contributo delle pi\u00f9 rappresentatite associazioni nazionali del settore pesca, intendiamo fornire una comprensione approfondita di come tali fattori abbiano contribuito a modellare il panorama della pesca a livello nazionale.Quali sono le sfide pi\u00f9 significative che l&#8217;industria della pesca ha affrontato durante il 2023?Negli ultimi anni, il settore ittico italiano ha dovuto affrontare sfide senza precedenti. La pandemia di Covid-19 prima e la crisi energetica causata dall\u2019aggressione militare russa in Ucraina dopo, hanno pesantemente colpito le imprese di pesca nazionali, ponendo un\u2019ulteriore sfida alla conduzione dell\u2019attivit\u00e0 ittica. I nostri pescatori hanno dovuto reagire riducendo i giorni trascorsi in mare o interrompendo l\u2019attivit\u00e0, con gravi conseguenze sociali ed economiche per le proprie famiglie, imprese e per tutta la filiera ittica italiana. Nel corso del 2023, purtroppo, la situazione non \u00e8 migliorata nonostante una lieve riduzione dei costi energetici rispetto all\u2019anno precedente.Il settore sta dunque vivendo una fortissima crisi, la quale sta piegando l\u2019attivit\u00e0 di intere marinerie, con pesanti ripercussioni sulla capacit\u00e0 produttiva, sulla sostenibilit\u00e0 aziendale delle imprese e sulla capacit\u00e0 delle stesse di garantire l\u2019approvvigionamento di prodotto per i mercati italiani. Diventa quindi di emergenza assoluta sostenere il settore nel riorientamento commerciale e &#8211; a monte &#8211; nella rimodulazione della produzione in mare rispetto al mutato quadro di riferimento. \u00c8 questa la sfida del momento, \u00e8 questo il ruolo che le associazioni e le istituzioni possono e devono assolvere per assicurare la \u201ccontinuit\u00e0 aziendale\u201d che consenta alle imprese di restare sul mercato e sopravvivere alle difficolt\u00e0 odierne.Nella dimensione che \u00e8 maggiormente chiamata a garantire reddito alle imprese ed al lavoro, ad uniformarsi al sistema di regole per la sostenibilit\u00e0 dell\u2019ambiente marino e degli stock ittici, ad approvvigionare i mercati con prodotti di elevata qualit\u00e0 nell\u2019interesse dei consumatori italiani ed a sostegno dell\u2019enogastronomia turistica, la perdita di competitivit\u00e0 non \u00e8 ulteriormente protraibile e deve essere fermata da un\u2019azione di Governo forte e responsabile e con politiche industriali adeguate a sostenere questo settore.Le proposte di Federpesca per una gestione strategica della pesca sono volte a superare la fase di emergenza e dare un nuovo slancio al settore ittico italiano e intendono confermare la necessit\u00e0 di predisporre una strategia nazionale dell\u2019economia del mare che valorizzi il ruolo delle imprese di pesca e di tutta la filiera ittica nell\u2019economia nazionale, che definisca la strada da intraprendere per garantire che il settore della pesca possa avere un futuro sostenibile, dal punto di vista economico, sociale e ambientale.Come valutate l&#8217;impatto delle normative che regolano il settore pesca sull\u2019intero sistema produttivo?Sotto il profilo giuridico-legale, la flotta peschereccia di dimensioni maggiori opera in buona parte al di fuori delle acque territoriali nazionali, in un regime di mare libero, esposto al prelievo concorrente da parte di altre flotte (UE ed extra-UE). Le relazioni con le istituzioni comunitarie e con gli organismi internazionali non hanno prodotto, salvo poche eccezioni, un regime ordinato di pesca e commercializzazione a tutela dell\u2019ambiente marino e degli stock ittici innanzitutto, ma anche degli interessi nazionali e imprenditoriali. Sino alla definizione di misure gestionali condivise tra tutti i Paesi che hanno accesso agli stessi stock ittici, la regolazione unilaterale dello sforzo di pesca in capo alla flotta peschereccia italiana si traduce in un danno enorme, per effetto dell\u2019altrui dumping ambientale, sociale ed economico.In secondo luogo, le misure gestionali europee introdotte con cadenza ravvicinata ed in assenza di una visione di lungo periodo, non garantiscono stabilit\u00e0 e sono state adottate su risultanze scientifiche superate e dati statistici di settore non aggiornati, con scarsa attitudine al coinvolgimento attivo delle categorie economiche e sociali e delle loro rappresentanze. Negli ultimi tre anni la riduzione del numero autorizzato di giornate di pesca, che interagisce con la rigidit\u00e0 del calendario e le condizioni meteomarine, ha determinato una pericolosa contrazione dei margini di redditivit\u00e0, ad un livello ormai prossimo al limite della sostenibilit\u00e0 economica e sociale delle imprese. Secondo Federpesca, \u00e8 necessario cambiare prospettiva assegnando un congruo numero di giornate di pesca (plafond di giornate) ad ogni impresa. In questo modo le imprese sarebbero messe in condizione di poter di poter scegliere il calendario delle attivit\u00e0, in coerenza con le dinamiche dei processi di smercio, individualmente, come anche nell\u2019ambito di piani di gestione locale condivisi fra produttori, senza altri vincoli, se non quelli dettati dalle opportunit\u00e0 commerciali e di mercato. Restituire all\u2019imprenditore la possibilit\u00e0 di gestire la sua attivit\u00e0, pur in un limite quantitativo predeterminato nel rispetto delle risorse biologiche, senza improduttive rigidit\u00e0 gestionali, potr\u00e0 rivelarsi la vera innovazione di cui il settore ha bisogno, capace, se ben realizzata, di ridare fiducia e dignit\u00e0 a questo comparto e provare a modificare un destino di marginalizzazione, a cui le imprese unitamente a quanti vi lavorano, sembrano inesorabilmente e incolpevolmente segnati.In che modo state promuovendo pratiche sostenibili nel settore della pesca?In questi ultimi anni, il settore della pesca italiano ed europeo \u2013perch\u00e9 purtroppo nel resto del mondo non funziona allo stesso modo\u2013, ha\u00a0fatto dei passi da gigante rispetto alla tutela del mare, della biodiversit\u00e0, del rispetto del ripopolamento delle risorse biologiche.Le imprese di pesca associate operano nel rispetto delle normative sulle possibilit\u00e0 di pesca, della sicurezza e del Contratto collettivo nazionale, assicurando una sostenibilit\u00e0 sia tipo ambientale che sociale.In molte marinerie italiane Federpesca ha promosso progetti di raccolta dei rifiuti dal mare realizzando protocolli d\u2019intesa con le amministrazioni locali e isole ecologiche in cui conferire correttamente i rifiuti, con l\u2019obiettivo di contribuire alla pulizia dei mari senza sovraccaricare di oneri e costi le imprese di pesca.Federpesca partecipa ad alcuni progetti LIFE con l\u2019obiettivo di sensibilizzare gli operatori al rispetto di pratiche sostenibili in materia di selettivit\u00e0 degli attrezzi e tutela della biodiversit\u00e0.Inoltre quest\u2019anno Federpesca ha sottoscritto un memorandum of understanding con il Marine Stewardship Council al fine di avvicinare le imprese associate alle migliori pratiche di sostenibilit\u00e0 per avviare un percorso volto alla certificazione delle attivit\u00e0.Infine, nell\u2019anno 2023 Federpesca ha promosso anche una campagna social (in particolare su Facebook) proprio per trasmettere il proprio l\u2019impegno in questa direzione, che diventa base di ogni iniziativa, attivit\u00e0 e obiettivi. Di fatti, tutti i convegni, workshop e incontri di alto livello del 2023, sono stati organizzati da Federpesca sotto il nome \u201cPesca Futuro\u201d. Un futuro sostenibile del settore nel quale Federpesca crede e per il quale vuole impegnarsi perch\u00e9 le imprese ittiche e le loro famiglie possano averlo.Quali opportunit\u00e0 vedete per la crescita e lo sviluppo del settore?Federpesca considera la transizione energetica, digitale ed ecologica come un\u2019opportunit\u00e0 di crescita e di sviluppo per il settore. Un cambiamento necessario per garantire un futuro al settore ittico, che necessita per\u00f2 di essere accompagnato da strumenti di politica industriale e creditizia per mettere le imprese in condizione di poter investire.Dobbiamo uscire dall\u2019assioma della Commissione Europea per cui, ad esempio, un ammodernamento della flotta corrisponde necessariamente ad un aumento dello sforzo di pesca. Competitivit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 non sono concetti in contraddizione. Solo partendo da questa rinnovata consapevolezza si potr\u00e0 garantire un futuro al settore in termini di ammodernamento, digitalizzazione, decarbonizzazione e ricambio generazionale.Inoltre, per rafforzare il settore, \u00e8 fondamentale aiutare le imprese a competere sulla qualit\u00e0 e non sulla quantit\u00e0, attraverso investimenti nella prima trasformazione e nella valorizzazione e tracciabilit\u00e0 dei prodotti.Come affrontate i problemi ambientali e la pressione per ridurre l&#8217;impatto ecologico delle attivit\u00e0 di pesca?Da tempo Federpesca \u00e8 impegnata nel contrasto ai rifiuti marini. Federpesca ha difatti preso parte a progetti che prevendono il recupero, lo stoccaggio e la trasformazione di rifiuti marini accidentalmente pescati.Grazie all&#8217;adozione della Legge Salva Mare nel giugno 2022, questi progetti possono avere un impatto reale e incoraggiare i pescatori a tenere a bordo i rifiuti marini accidentalmente catturati durante la loro attivit\u00e0 in mare. Federpesca ha fortemente incoraggiato l\u2019adozione di questa legge e costantemente monitorato i lavori.Inoltre, come accennato sopra, per ridurre l\u2019impatto di Co2 \u00e8 fondamentale incentivare un ammodernamento della flotta (e non solo dei motori) che, tuttavia, il Feampa non prevede.Parliamo di transizione ecologica ma gli unici incentivi ai giovani pescatori sono riferiti all\u2019acquisto di imbarcazioni usate, spesso con pi\u00f9 di 30 anni. Vi sembra coerente? A noi, no.In che modo state collaborando con le istituzioni governative per influenzare le politiche che riguardano il settore?Federpesca \u00e8 in costante contatto con la Direzione Generale della Pesca con cui c\u2019\u00e8 un confronto quotidiano e costruttivo, nell\u2019interesse di migliorare le condizioni in cui operano i pescatori italiani e sostenere l\u2019intero comparto produttivo nell\u2019interesse del Paese.Il Ministro Lollobrigida \u00e8 molto attento a questo settore e in ascolto rispetto alle problematiche e alle soluzioni proposte dal sistema associativo.Allo stesso tempo, Federpesca viene spesso invitata a presentare le proprie proposte e osservazione sia alla Camera che al Senato.Quali iniziative avete messo in campo o metterete in campo per migliorare la qualit\u00e0 e la sicurezza dei prodotti ittici offerti sul mercato?Siamo convinti che la sfida della sovranit\u00e0 alimentare debba partire innanzitutto dal rendere la filiera ittica pi\u00f9 competitiva, a partire dalla prima fase di produzione, dalle imprese della pesca. La pesca rappresenta in questo senso una sfida e un\u2019opportunit\u00e0 per il Paese, essendo un settore agroalimentare che pu\u00f2 garantire sicurezza alimentare e un approvvigionamento alimentare equo, salutare, sostenibile e resiliente, di prodotti freschi e locali. Ed \u00e8 per questo che le nostre imprese si sentono orgogliose e protagoniste di questa sfida, impegnandosi per garantire sicurezza, qualit\u00e0, sostenibilit\u00e0, dignit\u00e0 del lavoro, approvvigionamento alimentare equo, salutare, sostenibile. Tutte caratteristiche distintive del settore della pesca italiano, anche e soprattutto nel confronto con prodotti di importazione che hanno metodi di produzione, sicurezza alimentare e del lavoro, tutele, tracciabilit\u00e0 molto diverse dalle nostre e che noi dobbiamo difendere. Per sostenere le nostre imprese \u00e8 quindi fondamentale valorizzare queste caratteristiche e non lasciarle sole nel mare magnum di un mercato globalizzato e troppo spesso spregiudicato.Per questo Federpesca, ha portato avanti azioni volte promuovere la qualit\u00e0 dei prodotti italiani del Mediterraneo, soprattutto attraverso attivit\u00e0 di comunicazione. Tra queste, di rilievo \u00e8 stato il programma su RAI 1 \u201cLinea Blu Discovery\u201d, visto da oltre 1, 5 milioni di persone, il cui obiettivo \u00e8 stato anche quello di far conoscere al grande pubblico televisivo il lavoro svolto dai pescatori che si impegnano ad offrire ogni giorno i migliori prodotti con passione, dedizione e sacrificio.Come state incoraggiando l&#8217;innovazione nel settore, sia dal punto di vista tecnologico che delle pratiche commerciali?L\u2019attuale congiuntura economica ed energetica pone con forza l\u2019attenzione verso la necessit\u00e0 di un rinnovo complessivo della flotta peschereccia italiana, al fine di renderla pi\u00f9 resiliente, competitiva e sostenibile, riducendo il fabbisogno di gasolio, introducendo motori meno energivori e, contribuendo a raggiungere gli obiettivi legati alla transizione verde e all\u2019Agenda 2030. Azioni volte a finanziare investimenti di ammodernamento e sostituzioni delle imbarcazioni in un\u2019ottica di maggiore sostenibilit\u00e0 e innovazione potrebbero invece garantire un miglioramento della competitivit\u00e0 delle imprese garantendo un impatto positivo in termini di sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale, oltre che economica, senza tuttavia sfruttare le risorse in maniera pi\u00f9 intensiva, ma anzi garantendo maggiore controllo e qualit\u00e0 del prodotto. Purtroppo, i dati Eurostat mostrano che quella italiana \u00e8 tra le flotte europee pi\u00f9 datate: la percentuale di imbarcazioni con et\u00e0 superiore ai 25 anni \u00e8 del 73% per l\u2019Italia, dato pi\u00f9 elevato rispetto alla media dell\u2019Unione Europea, pari al 68%. L\u2019avvio di un processo di modernizzazione della flotta peschereccia nazionale rappresenta quindi una precondizione per permettere al settore di mantenere un livello di significativit\u00e0 e di competitivit\u00e0 in ambito europeo e mediterraneo e per ridurre il fabbisogno di carburante, attraverso l\u2019utilizzo di motori meno energivori.Ad esempio, il 25 novembre 2020, Federpesca ha firmato con Fincantieri &#8211; il principale e pi\u00f9 avanzato polo cantieristico europeo &#8211; un MoU per promuovere il rinnovamento della flotta peschereccia italiana. Federpesca suggerisce di sviluppare ulteriormente questo tipo di collaborazione a livello nazionale e comunitario e una sinergia tra i settori della blue economy, in quanto ci\u00f2 rappresenta una grande opportunit\u00e0 per affrontare la sfida dello sviluppo della blue economy e della transizione tecnologica, ecologica ed energetica nei settori della pesca e della blue economy.In che modo affrontate la questione della pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU) e come potrebbe essere migliorata la collaborazione tra il settore privato e le autorit\u00e0 governative per contrastarla?Vogliamo dire molto chiaramente che coloro che pescano illegalmente vanno senza dubbio stigmatizzati e sanzionati, anche perch\u00e9 arrecano un danno oltre che all\u2019ambiente anche alla maggior parte dei pescatori che operano nelle regole. Tuttavia, in questi anni, abbiamo assistito ad una criminalizzazione generalizzata del settore che non \u00e8 giustificata n\u00e9 tollerabile.Le nostre imprese operano nella regolarit\u00e0 nonostante la concorrenza sleale di flotte extra europee nello stesso mare. Non \u00e8 possibile che le regole valgano solo fino a 12 miglia.\u00c8 innanzitutto necessario definire misure gestionali condivise tra tutti i Paesi che hanno accesso agli stessi stock ittici. Il Mediterraneo infatti non pu\u00f2 essere pensato come un luogo di confini da difendere, ma come uno spazio di cooperazione dove i singoli Paesi rispettano le stesse regole di gestione sostenibile, tracciabilit\u00e0 del prodotto e garanzie sociali al fine di tutelare un patrimonio comune. In questo senso, il settore ittico pu\u00f2 avere un ruolo di mediazione e cooperazione fondamentale nel Mediterraneo, dove il mare viene ripensato come una risorsa preziosa e un luogo di cooperazione privilegiato. La tutela della biodiversit\u00e0 del Mediterraneo, il contrasto al sovrasfruttamento della pesca, alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) e al cambiamento climatico dovrebbero diventare obiettivo comune e condiviso, in modo tale da creare un\u2019occasione di cooperazione e dialogo necessari per rafforzare la fiducia tra Paesi rivieraschi. Promuovere una gestione sostenibile e coordinata del settore ittico tra tutti i Paesi rivieraschi, significa valorizzare in termini economici il patrimonio di risorse offertoci dal mare, con tutti i conseguenti effetti sul benessere delle comunit\u00e0, dell\u2019occupazione, della sicurezza alimentare, delle condizioni reddituali di famiglie e imprese, dunque della sostenibilit\u00e0 dello sviluppo di ciascun paese. Italia e Stati rivieraschi hanno il dovere di custodire e proteggere le risorse naturali condivise, obiettivo che pu\u00f2 essere raggiunto in un mare semichiuso solo attraverso la cooperazione, poich\u00e9 il Mediterraneo ci rende naturalmente interdipendenti.&nbsp;Quali sono le vostre prospettive sulla digitalizzazione nel settore della pesca, e quali benefici o sfide prevedete per i vostri associati?La sfida della transizione digitale ed energetica sta mettendo a dura prova il settore della pesca e ne minaccia la redditivit\u00e0 complessiva, la sostenibilit\u00e0 e la resilienza. \u00c8 certamente necessario diventare pi\u00f9 efficienti dal punto di vista energetico e digitale, in linea con gli obiettivi di un&#8217;economia blu. Allo stesso tempo, Federpesca sostiene che la transizione dovrebbe rispondere non solo ai requisiti ecologici, ma sullo stesso piano anche economici e sociali, per garantire un futuro al settore della pesca che risponda ai tre pilastri della sostenibilit\u00e0. Gli investimenti per la transizione non dovrebbero tenere in grande considerazioni gli impatti economici e sociali sul settore.Federpesca \u00e8 ad oggi gi\u00e0 impegnata nell\u2019obiettivo di una transizione digitale, energetica e decarbonizzazione nel settore della pesca, attraverso il supporto a progetti, come \u201cSmart fishing &#8211; Remote Monitoring and Predictive Maintenance of Fishing Vessels\u201d. Questo progetto mira a offrire una soluzione di piattaforma hardware e software da collocare a bordo del peschereccio, che consenta il monitoraggio via satellite dello status dell\u2019imbarcazione e l&#8217;ottimizzazione delle attivit\u00e0 svolte dai pescherecci. Attraverso i dati raccolti, \u00e8 possibile predire eventuali problematiche, migliorare la manutenzione e le operazioni di lavoro della nave, aumentando cos\u00ec l&#8217;efficienza e la produttivit\u00e0 delle attivit\u00e0 di pesca, garantendo la sicurezza dell&#8217;equipaggio e monitorando e riducendo l&#8217;impatto ambientale della nave.Quali azioni avete previsto per \u201cringiovanire\u201d il settore e renderlo attrattivo per le nuove generazioni?Il futuro della pesca passa da una riqualificazione dell\u2019intero comparto: una flotta tecnicamente moderna, equipaggi preparati e conformi alle regole di sicurezza a bordo, rispetto delle risorse biologiche acquatiche e valorizzazione del prodotto. Per immaginare una strategia nazionale che guardi al nostro Paese nei prossimi 20 anni, \u00e8 dunque imprescindibile favorire il ricambio generazionale e rendere il settore ittico maggiormente attrattivo per i pi\u00f9 giovani, anche attraverso la promozione di percorsi di formazione e digitalizzazione. Va da se\u0301 che una nuova generazione di pescatori sar\u00e0 certamente pi\u00f9 propensa ad investire in termini di innovazione e sostenibilit\u00e0. Il Fondo europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l\u2019Acquacoltura (FEAMPA) 2021-2027, anche se continua a mantenere vincoli paradossali, diventa cos\u00ec un veicolo per promuovere il ricambio generazionale e il diritto dei giovani alla formazione culturale e professionale nel settore della pesca e dell\u2019acquacoltura, favorendone il primo insediamento. Ora pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario creare opportunit\u00e0 di sviluppo e lavoro per un comparto che rappresenta un\u2019eccellenza della filiera agroalimentare italiana, con uno sguardo diretto alla salvaguardia delle risorse marine e a una gestione sostenibile delle stesse.Tuttavia, mentre per le imprese agricole condotte da giovani sono previsti specifici interventi di sostegno, non sono attualmente disponibili misure di sostegno per i giovani che conducono imprese ittiche o che volessero intraprendere un\u2019attivit\u00e0 in questo settore. Alla luce delle disposizioni stabilite dal Regolamento FEAMPA, \u00e8 quindi necessario introdurre misure per favorire l\u2019ingresso dei giovani nel settore della pesca e acquacoltura, cos\u00ec come agevolazioni fiscali e incentivi alla formazione per facilitare l\u2019ingresso dei giovani nel settore.Inoltre, al fine di promuovere il diritto dei giovani alla formazione culturale e professionale nel settore della pesca e dell\u2019acquacoltura, una quota del Fondo per le politiche giovanili e del Fondo per il credito ai giovani potrebbe essere destinata a coloro che intendono seguire un percorso di formazione relativo alla pesca e all\u2019acquacoltura.Al fine di contribuire altres\u00ec alla realizzazione dell\u2019obiettivo \u201cRafforzare le attivit\u00e0\u0300 di pesca sostenibili dal punto di vista economico, sociale (ad eccezione di quelle beneficiarie di un sostegno a norma dell\u2019articolo 17 del Reg. FEAMPA)\u201d e promuovere il ricambio generazionale nonch\u00e9 migliorare l\u2019attrattivit\u00e0 del settore della pesca si propone di favorire il primo insediamento nel settore della pesca di giovani pescatori attraverso la corresponsione di un premio e incentivando, mediante l\u2019erogazione di risorse finanziarie, la costituzione e lo sviluppo di imprese competitive, rispettose dell\u2019ambiente e integrate nel territorio costiero. Si tratta di mutare il successo, rinveniente da diverse programmazioni, della misura \u201cpacchetto multimisura giovani\u201d applicata in agricoltura.Resta chiaro, a conclusione, che se non si interviene sulla competitivit\u00e0 delle imprese da un lato e sugli incentivi in termini di sostenibilit\u00e0 e modernizzazione dall\u2019altro, sar\u00e0 difficile garantire ai pi\u00f9 giovani salari e condizioni di lavoro a bordo adeguate. Dobbiamo fare presto a invertire questa rotta!L\u2019approfondimento segue domani con l\u2019intervista a Gennaro Scognamiglio di Unci Agroalimentare.Riflessioni sullo stato attuale della pesca. Pt 2\u00a0&nbsp;"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Riflessioni sullo stato attuale della pesca. Pt 2","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/riflessioni-sullo-stato-attuale-della-pesca-pt-2\/#breadcrumbitem"}]}]