[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/squadra-che-perde-non-si-cambia-ovvero-perche-la-pesca-italiana-sembra-rimanere-annegata-a-mare\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/squadra-che-perde-non-si-cambia-ovvero-perche-la-pesca-italiana-sembra-rimanere-annegata-a-mare\/","headline":"Squadra che perde non si cambia! Ovvero, perch\u00e8 la pesca italiana sembra rimanere annegata a mare","name":"Squadra che perde non si cambia! Ovvero, perch\u00e8 la pesca italiana sembra rimanere annegata a mare","description":"L\u2019eventuale lettore amante di calcio (oltrech\u00e9 di pesca) non si turbi della la prima parte del titolo di questa nota; non si tratta di un errore di battuta o una storpiatura della celeberrima frase \u201cSquadra che vince, non si cambia!\u201d attribuita all\u2019allenatore Serbo Vujadin Boskov. 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Il titolo del D20 potrebbe essere tradotto dall\u2019inglese, la lingua pi\u00f9 utilizzata dalla scienza che studia la pesca marittima (anche detta Scienza alieutica) in italiano come \u201cRapporto per il raggiungimento di un bilanciamento sostenibile fra capacit\u00e0 della pesca e opportunit\u00e0 di pesca\u201d. Anche tradotto, il titolo potrebbe apparire ostico per i non addetti ai lavori e appare opportuno un minimo richiamo teorico prima di affrontare i contenuti pi\u00f9 rilevanti del D20.Semplificando al massimo, la teoria della scienza alieutica dice che, dato un insieme di \u201cpesci\u201d (lo stock), localizzato in una data area geografica, da pescare ai fini commerciali utilizzando pescherecci ed attrezzi (la capacit\u00e0 di pesca di una data marineria), ci\u00f2 che in genere accade pu\u00f2 essere descritto da una curva parabolica (Fig. 1).Fig. 1 \u2013 L\u2019evoluzione delle catture (catch nell\u2019asse verticale) di una marineria che sfrutti uno stock presente in una certa area. L\u2019intersezione della parabola a destra con l\u2019asse orizzontale (che indica l\u2019abbondanza dello stock) rappresenta il punto in cui inizia lo sfruttamento. Sustainable e Maintanable yield indicano le diverse possibili catture sostenibili e la cattura massima sostenibile (oggi indicata con la sigla MSY).L\u2019interpretazione della Fig. 1 \u00e8 abbastanza semplice. Pi\u00f9 si aumenta la capacit\u00e0 ed attivit\u00e0 da pesca pi\u00f9 aumentano le catture (procedendo lungo l\u2019asse orizzontale da destra verso sinistra), ma solo sino ad un certo massimo (appunto il MSY) che corrisponde ad una mortalit\u00e0 di pesca (F) ideale denominata FMSY.Se per\u00f2 siamo presi dall\u2019ingordigia e riduciamo ancora pi\u00f9 severamente lo stock aumentando ulteriormente la capacit\u00e0 da pesca, quello che accade \u00e8 che le catture iniziano a diminuire (fase discendente a sinistra della parabola), rendendo non solo antieconomica l\u2019attivit\u00e0 (che quindi chiede soccorso allo stato), ma anche mettendo a serio rischio il mantenimento dello stock in mare.Persistendo nell\u2019accanimento peschereccio, ci si avvicina pericolosamente all\u2019intersezione degli assi e lo stock potrebbe \u201ccollassare\u201d da un momento all\u2019altro. \u00c8 proprio in questa fase di forte declino delle catture a fronte di flotte imponenti, ma economicamente sotto stress, che cominciano le pressioni da pi\u00f9 parti per ridurre la pesca e proteggere lo stock. Insomma tutto il settore cade in un vortice di sofferenza.Orbene, la pesca marittima italiana sembra aver toccato il vertice della parabola (MSY) pi\u00f9 o meno fra il 1975 ed il 1985, mentre \u00e8 sprofondata nella crisi pi\u00f9 acuta negli anni compresi fra il 1990 ed il 2005.A questo punto \u00e8 opportuno provare a sintetizzare, con pochi simboli matematici, i due precedenti stati di sovra pesca (a destra della parabola) e pesca \u201csostenibile al massimo\u201d (il vertice della parabola).Sofferenza Y = Fc*B\u00a0 -&gt; -&gt; Bilancio massimo sostenibile YMSY = FMSY*BMSYdove Y, F e B denotano la cattura (in peso), la mortalit\u00e0 dei pesci causata dalla pesca (che \u00e8 proporzionale alla capacit\u00e0 ed attivit\u00e0 da pesca) e la consistenza in peso (Biomassa) dello stock in mare, rispettivamente.Al lettore attento non sar\u00e0 sfuggita la diversa dimensione dei simboli con la quale si \u00e8 voluto manifestare il tipo di intervento che, in genere, si compie quando si vuole risalire la china: ridimensionare la capacit\u00e0 ed attivit\u00e0 di pesca corrente (Fc) ad un livello tale (FMSY) che permetta di ottenere il massimo delle catture \u201csostenibili\u201d (YMSY) mantenendo, nel contempo, uno stock a mare che non rischi il collasso (BMSY).L\u2019inizio di questa lodevole impresa da parte dell\u2019Italia, si pu\u00f2 far risalire dopo il 2005, quando vengono emanati i primi piani di gestione della pesca (PdG) su scala nazionale. I PdG hanno cominciato ad introdurre misure regolative sempre pi\u00f9 stringenti e con una progressiva escalation culminata in un grande piano di riduzione delle flotte da pesca il cd. Buy back. Un Buy back consiste nel ritiro e demolizione di pescherecci nel caso italico a spese dello stato (per un costo di centinaia di milioni di euro).Non \u00e8 questa la sede per affrontare i vari aspetti dei PdG italiani (il lettore curioso potr\u00e0 trovare alcuni documenti nella bibliografia essenziale), ma qui \u00e8 importante sottolineare che l\u2019azione di recupero (recovery) e ricostituzione (rebuilding) degli stock in mare ha avuto inizio almeno 15 anni fa.Fatta questa debita premessa, andiamo a vedere quali sono i risultati riassunti nel D20, ovviamente operando un\u2019indispensabile sintesi (per esempio, riferendoci solo alla pesca mediterranea e non considerando gli aspetti economici).La prima cosa che si cercher\u00e0 di verificare \u00e8 l\u2019entit\u00e0 della riduzione della capacit\u00e0 da pesca che il D20 ci presenta utilizzando 3 dei pi\u00f9 classici descrittori della scienza alieutica (Fig. 2).Fig. 2 \u2013 Andamento relativo (anno base, 100%, 2004) della capacit\u00e0 da pesca italiana in termini di numero di unit\u00e0 da pesca (Numero battelli), tonnellaggio grezzo (GT) e potenza motore (KW).Specialmente dopo il 2010, il calo \u00e8 impressionante e lo sfasamento dei punti negli ultimi anni ci dice anche che il ritiro delle unit\u00e0 (Buy back) ha riguardato in proporzione quelle di maggior GT. Dal testo del D20 si evince poi che anche i giorni a mare (il 4\u00b0 descrittore, ma collegato pi\u00f9 all\u2019attivit\u00e0 che alla capacit\u00e0) sono diminuiti (meno 10% solo negli ultimi 2 anni!).Quindi, a meno di non ipotizzare che le vetuste barche italiane sopravvissute alla sforbiciata abbiano aumentato in modo stratosferico la loro efficienza di cattura (fishing power), tale da vanificare il calo di capacit\u00e0, possiamo certamente congratularci con gli anonimi autori dei PdG e del D20 per il progresso nell\u2019obbiettivo di ridimensionare la F corrente, cio\u00e8Fc -&gt; -30% -&gt; FcAcclarata la lodevole riduzione in Fc, si pu\u00f2 andare a vedere cosa \u00e8 accaduto alle catture che, in base alla Fig. 1 ed alle precedenti espressioni, dovrebbero essere aumentate.Cosa ci fa vedere, a proposito, il D20? La risposta la troviamo nella seguente Fig. 3.Fig. 3 &#8211; Andamento relativo della cattura (\u201cproduzione\u201d nella figura originale e sbarcati nel testo) e del relativo \u201cvalore in euro\u201d dalle flottiglie di pesca italiane.Purtroppo, qui c\u2019\u00e8 qualcosa che non torna perch\u00e9, nonostante un certo rimbalzo nel 2014, la cattura sembra rimanere inchiodata a livelli di gran lunga pi\u00f9 bassi rispetto all\u2019anno base e tutto ci\u00f2 a fronte di un ulteriore calo della capacit\u00e0 degli ultimi anni.Pur prendendo atto che negli ultimi 5 anni la cattura si \u00e8 stabilizzata intorno a qualcosa di meno del 70% di quella del 2004, forse pu\u00f2 essere interessante visualizzare la Fig. 3 in termini assoluti. Purtroppo, questo grafico non c\u2019\u00e8 nel D20, ma \u00e8 stato possibile recuperare un omologo del D20 (riferito al 2015) che mostra il profilo di \u201cproduzione\u201d in assoluto (Fig. 4).Fig. 4 &#8211; Andamento assoluto in tonnellate (TON) delle catture (probabilmente quella commercializzata, \u201cproduzione\u201d nell\u2019originale) dalle flottiglie di pesca italiane dal 2004 al 2014.Integrando le due figure 3 e 4, si pu\u00f2 quindi affermare che dal 2012 le flotte da pesca marittima italiane commercializzano (sbarcano) da 160 a meno di 200 mila tonnellate di pescato; per inciso, il D20 presenta le catture assolute per gli anni 2018 (192256 t) e 2019 (176738 t).Puntare ad una stabilizzazione intorno alle 200000 tonnellate potrebbe apparire un buon obiettivo, ma guardando l\u2019evoluzione delle catture italiane nelle Fig. 2 e 3 con un occhio un po&#8217; pi\u00f9 esperto, la visione ottimistica si scontra con due importanti criticit\u00e0.La prima deriva dalla curva a campana in Fig. 1 che, per inciso, \u00e8 quella adottata anche dalla UE e dai PdG italiani; ripetendo quanto gi\u00e0 evidenziato, partendo da uno stato di acuta sofferenza (overfishing, F troppo alto, e overexploitation, stock in mare troppo basso) ci\u00f2 che si attende diminuendo la capacit\u00e0 \/ attivit\u00e0 (e di conseguenza la mortalit\u00e0 da pesca) \u00e8 un aumento delle catture verso il punto ritenuto di \u201cbilancio sostenibile\u201d.Questo punto dovrebbe essere raggiunto dopo un periodo di transizione variabile da pochi a diversi anni dipendendo dal ciclo di vita degli stock pi\u00f9 importanti.La seconda criticit\u00e0 riflette il fatto che, come detto prima, le catture realizzate nel 2004 gi\u00e0 riflettevano uno stato di acuta sofferenza delle marinerie e quindi dovevano essere di gran lunga inferiori al punto di massima della parabola.Detto in altre parole, sarebbe interessante vedere quali fossero i dati di cattura nel momento di massima espansione della pesca italiana (1975 \u2013 1985). Purtroppo, il D20 non esprime in termini quantitativi n\u00e9 quale sia il \u201cbilancio sostenibile\u201d italiano n\u00e9 quali fossero le catture massime; esiste per\u00f2 qualche fonte esterna al D20 che pu\u00f2 dare indicazioni in merito (Fig. 5).Fig. 5 \u2013 Evoluzione delle catture (Catch) italiane grezze, cio\u00e8 includendo anche i rigetti (o scarto), prodotte dal commerciale (artigianale ed industriale), dalla pesca di sussistenza e ricreativa, secondo una ricostruzione statistica retrospettiva. Il pallino bianco indica, invece, la stima non ricostruita ma ottenuta durante il primo esperimento di campionamento delle catture e sforzo di pesca condotto a livello nazionale (PESTAT).Anche in questo caso, i numeri sull\u2019asse delle ordinate non sono un errore di stampa.Per quanto oggi possa apparire incredibile ai ricercatori pi\u00f9 giovani, almeno per qualche anno, i pescatori italiani sono riusciti a produrre pi\u00f9 di 1 milione di tonnellate di pescato. Anche volendo accettare la stima pi\u00f9 conservativa di poco pi\u00f9 di 500000 t (il puntino bianco), \u00e8 evidente che si tratta di numeri di gran lunga pi\u00f9 alti degli attuali 180000 \/ 200000 t, anche considerando la presupposta assenza dei dati sullo scarto e della pesca ricreativa.Evidentemente qualcosa non torna.Per accendere una minima fiammella chiarificatrice, si riporta di seguito la situazione di uno stock emblematico in una area emblematica: il gambero rosa o bianco (Parapenaeus longirostris) nell\u2019area geografica denominata Sicilia meridionale GSA16 (di seguito G16).Il gambero \u00e8 stato scelto perch\u00e9 ritenuto un crostaceo a crescita rapida e con una durata breve del ciclo di vita (ergo con un breve periodo di transizione per ricostituirsi a seguito del calo della pesca). La G16 \u00e8 stata scelta sia perch\u00e9 ospita importanti marinerie (il D20 ci dice che producono il 12% della cattura nazionale) sia perch\u00e9 una parte della pesca (specialmente quella a strascico) si svolgeva, ed in parte ancora oggi si svolge, in aree diverse dalla G16.Cosa ci dice il D20 sullo stock della G16?Ben poco e con alcune sorprese.La prima \u00e8 che l\u2019area di riferimento include oltre quella italiana (G16) altre 4 GSA: 3 Tunisine (12, 13 e 14) ed 1 Maltese (15), un\u2019area allargata che include in alcune valutazioni anche la GSA 21 (Libia) e viene spesso definita impropriamente \u201cStretto di Sicilia\u201d risultando pi\u00f9 di 100000 km2 di superficie. Questa unione di GSA implica che il D20 accetti l\u2019ipotesi che le 5 GSA dalla 12 alla 16 ospitino un solo stock di gambero. La seconda sorpresa \u00e8 presentata in Tab.1.Tab. 1 &#8211; Risultato delle valutazioni come rapporto RF = Fc \/ FMSY per il gambero rosa, nelle diverse GSA, secondo il D20. L\u2019obbiettivo dei PdG \u00e8 RF = 1. RF &gt; 1 corrispondono ad uno stato di sovra pesca.No, non avete letto male! Per le GSA 12 -&gt; 16 non solo non risulta nessun cambiamento del RF nei 3 anni (nemmeno al centesimo!), contrariamente alle altre GSA, ma lo stesso (unico) RF indica che il gambero rosa si trova in sovra pesca.Ma com\u2019\u00e8 possibile che non ci sia stato alcun miglioramento nello \u201cStretto di Sicilia\u201d negli ultimi 3 anni nonostante il continuo calo nella capacit\u00e0 da pesca siciliana e le innumerevoli misure tecniche restrittive?Certo, si potrebbe pensare che i dati di prima siano una media su 3 anni (espressa in modo non chiaro) e che la situazione fosse di gran lunga peggiore negli anni precedenti al 2016. Per verificare questo assunto, si \u00e8 proceduto ad integrare la Tab. 1 con i valori presentati per le GSA 12 -&gt; 16 nei precedenti rapporti omologhi al D20 (Tab. 2).Tab. 2 \u2013 Ricostruzione dei rapporti RF = Fc \/ FMSY, per il gambero rosa, nelle GSA 12 -&gt; 16, secondo i precedenti rapporti omologhi inviati dall\u2019Italia alla UE.A parte la variabilit\u00e0 nelle stime degli stessi anni nei diversi rapporti, l\u2019impressione \u00e8 che lo stato del gambero rosa delle GSA 12 -&gt; 16 (manca all\u2019appello la GSA 21) sia addirittura peggiorato negli ultimi anni nonostante i PdG, la riduzione della capacit\u00e0 \/ attivit\u00e0 italiana e gli ulteriori inasprimenti delle misure (come l\u2019aumento dei giorni di fermo di pesca, cd fermo biologico) che hanno ovviamente interessato anche le flotte siciliane.Per inciso, il PdG del 2018 per il gambero rosa prevedeva, per il 2020, un RF pari a 1.18 e 0.76 ove fosse stata applicata una riduzione di Fc per anno pari a -5% e -15%, rispettivamente. Che il RF di 1.52 del 2018 possa ridursi a quelli prefissati nel giro di due anni rimane quasi nella sfera dei miracoli (come si vedr\u00e0 anche di seguito).Com\u2019\u00e8 possibile spiegare che lo stock di gambero rosa stia peggio di prima o come prima?Se si escludono (probabili) errori nella raccolta dati, valutazioni non appropriate, cambi nelle metodologie di analisi, l\u2019inconsistenza dell\u2019ipotesi di un solo stock, variazioni in negativo del ciclo di vita del gambero o del clima ed infine incidenza di pratiche illegali (quali il non rispetto delle norme), l\u2019unica cosa che rimane da esplorare \u00e8 trovare eventuali anomalie di contesto.In modo stupefacente, per\u00f2, gli anonimi autori del D20 non danno alcun commento sulle criticit\u00e0 evidenziate in questa nota enfatizzando solamente la riduzione dell\u2019attivit\u00e0 da pesca, nel corso del 2019, nelle 3 zone recentemente chiuse allo strascico che, si presuppone, daranno positivi effetti in futuro.Ma quali sono le flotte di pesca a cui si riferisce la riduzione dell\u2019attivit\u00e0 nelle zone chiuse?Implicitamente sono solo quelle italiane dato che non compaiono mai i nomi dei paesi delle altre GSA coinvolte (Libia, Tunisia e Isole Maltesi). Invero, \u201cMalta\u201d compare nella definizione di una delle 3 zone chiuse (East of Malta Bank) che quindi nella GSA 15 e non nella G16.Tuttavia, ci viene in aiuto un documento GFCM del 2020 (citato nel D20) da cui si apprende che lo stock unitario di gambero rosa delle GSA 12 -&gt; 21 (inclusa la G16) \u00e8 congiuntamente sfruttato (shared stock) dalle flottiglie da pesca Italiane, Tunisine, Maltesi e Libiche (ma di queste ultime non ci sono dati). Sempre gli Autori del documento GFCM stimano (mediando la Fc sugli ultimi 3 anni di dati) un intervallo di RF (= Fc \/ FMSY) pari a 1.37 \u2013 1.52 per il gambero rosa; non \u00e8 chiaro perch\u00e9 poi il D20 scelga solo il valore 1.52, ma anche 1.37 indicherebbe uno stato di sovra pesca.Incredibilmente, gli Autori del GFCM suggeriscono, come indicazione gestionale, di ridurre ulteriormente la Fc senza spiegare come mai la stessa rimanga lontana dall\u2019obbiettivo FMSY nonostante anni di riduzione della capacit\u00e0 ed attivit\u00e0 delle flotte italiane.Ed ecco forse la terribile spiegazione di contesto, almeno per il gambero delle GSA 12 -&gt; 21.Non \u00e8 che mentre l\u2019Italia demolisce i pescherecci siciliani e obbliga i suoi pescatori a rispettare una pletora di misure restrittive, i loro colleghi Tunisini, Libici e (almeno in parte visto l\u2019appartenenza alla UE) Maltesi continuano a pescare come prima e anche pi\u00f9 di prima traendo vantaggio dagli incrementi di stock in mare causati dal ridotto sforzo italiano?L\u2019ipotesi che, almeno nel caso specifico, l\u2019Italia abbia attivato i PdG praticamente unilateralmente ed esclusivamente per i pescatori siciliani, sembra essere confermata da una recente affermazione di Fabio Fiorentino, responsabile scientifico del Piano Nazionale Italiano di Raccolta di dati Alieutici, il quale testualmente scrive \u201c\u2026 spesso accade che tali obiettivi generali siano dichiarati ufficialmente negli accordi internazionali, ma disattesi nelle concrete politiche di gestione dei Paesi non comunitari, che hanno necessit\u00e0 diverse rispetto a quelle dei Paesi pi\u00f9 sviluppati. Mi sono perfettamente chiare le difficolt\u00e0 legate alla gestione delle risorse di stock condivisi tra Paesi che hanno strutture socio-economiche molto diverse come avviene nello Stretto di Sicilia, ma ritengo che i Paesi pi\u00f9 avanzati abbiano il dovere morale di dare l\u2019esempio nell\u2019adottare misure gestionali che contemplino da un lato la sostenibilit\u00e0 socio economica della pesca e dall\u2019altro la conservazione delle risorse.\u201dDato che Tunisia e Libia non fanno notoriamente parte della UE, la frase di cui prima conferma che da anni l\u2019Italia sta regalando (con denaro pubblico) ai pescatori Nord Africani una doppia opportunit\u00e0 di sviluppo. Da un lato riducendo la flotta e lasciando spazio alla concorrenza e, dall\u2019altro offrendo spazi di mercato al pescato \u201cforaneo\u201d pi\u00f9 ricco perch\u00e9 pi\u00f9 abbondante dato il miglioramento degli stock in mare.Infatti, non va dimenticato che l\u2019Italia deve colmare il deficit di prodotti della pesca aumentando le importazioni dall\u2019estero dato che gli italiani continuano ostinatamente a voler gustare pesci, molluschi e crostacei marini. Come recentemente evidenziato anche da Pesce in rete \u201c\u2026 un\u2019altissima percentuale di italiani (94%) dichiara di consumare abitualmente prodotti ittici e .. il 41% si dichiara un vero e proprio seafood lover, amante e appassionato dei prodotti offerti dal mare. Perch\u00e9 in Italia questi non sono solo un alimento, ma cultura e tradizione.\u201dInoltre, per gli Italiani la beffa si aggiunge al danno dato che la profetizzata ricostituzione degli stock al BMSY rimarr\u00e0 un\u2019utopia, almeno per quegli stock condivisi di mare aperto (cio\u00e8 non costieri come le triglie) che rimarranno comunque in sovra pesca.Insomma, un bilancio disastroso dal punto di vista di uno scienziato alieutico che ha anche a cuore gli interessi della pesca marittima del suo paese.In conclusione, forse \u00e8 il caso che l\u2019Italia cambi la sua politica sulla pesca magari creando un nuovo team di esperti, anche di fama internazionale, per rivedere dalle radici gli attuali Piani di Gestione, cambiare la cd governance e cercare di far rinascere la pesca marittima italiana prima che sia troppo tardi.Allora s\u00ec che si potr\u00e0 ripristinare la frase di Boskov: \u201cSquadra che vince, non si cambia!\u201d&nbsp;Bibliografia essenzialeAnonimo (2020) Annual report on Italy\u2019s efforts during 2019 to achieve a sustainable balance between fishing capacity and fishing opportunities (in accordance with Article 22 of Regulation (EU) No 1380\/2013). 33 pp.Fiorentino F. (2020) Senza titolo\u2026ovvero usare la pazienza \u00e8 una bell\u2019arte. Notiziario s.i.b.m. organo ufficiale della Societ\u00e0 Italiana di Biologia Marina, N\u00b0 77: 29 \u2013 38.Gancitano V., Scannella D., Falsone F., Ben Meriem S., Colloca F., Arneri E. et al. (2020) N: 6: Deep-water rose shrimp (Parapenaeus longirostris) &#8211; GSA: 12\u201316. Pagine 14 \u2013 15 in Anon. 2020 Scientific Advisory Committee on Fisheries (SAC) Working Group on Stock Assessment of Demersal Species (WGSAD). FAO headquarters, Rome, Italy, 9\u201314 December 2019 REPORT.Marine Stewardship Council &amp; Globescan (2020) Gli italiani si confermano grandissimi consumatori di pesce. Pesce in rete, 16 novembre 2020.Piroddi C., Gristina M., Zylich K., Greer K., Ulman A., Zeller D. &amp; Pauly D. (2015) Reconstruction of Italy\u2019s marine fisheries removals and fishing capacity, 1950\u20132010. Fish. Res., 172: 137\u2013 147.Ragonese S. (2018) Riflessioni sui Piani di Gestione Nazionali (2018-2020) relativi alle flotte di pesca per la cattura delle risorse demersali nell\u2019ambito delle Aree Geografiche Italiane. NTR-ITPP, sr90: 92 pp.Ragonese S. (2020) Il setaccio magico della vestale Tuccia ovvero perch\u00e9 i naselli sottotaglia non sfuggono dalle maglie regolamentari montate nei sacchi delle reti a strascico Italiane. Notiziario s.i.b.m. organo ufficiale della Societ\u00e0 Italiana di Biologia Marina, N\u00b0 77: 18 \u2013 28.Ragonese S. &amp; L. Cannizzaro (2017) The missed sides in the reconstruction of Italy\u2019s marine fisheries total removals by Piroddi et al. (2015). Fish. Res., 186: 23 \u2013 24.Ragonese S. &amp; G. Norrito (2020) Le principali criticit\u00e0 del Piano Italiano di Raccolta Dati Alieutici dal punto di vista di un collega esperto in pesca e proveniente da un esopianeta (in vista della nuova programmazione 2021 \u2013 2024). NTR-ITPP, sr102: 49 pp.Sergio RagoneseRicercatore senior presso l\u2019Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (IRBIM), del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Sede Secondaria di Mazara, Via Luigi Vaccara, 61, 91026, Mazara del Vallo (TP), Italia. E-mail: ragonesesergio@gmail.com"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Squadra che perde non si cambia! Ovvero, perch\u00e8 la pesca italiana sembra rimanere annegata a mare","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/squadra-che-perde-non-si-cambia-ovvero-perche-la-pesca-italiana-sembra-rimanere-annegata-a-mare\/#breadcrumbitem"}]}]