[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/supertrout-il-progetto-con-obiettivo-il-controllo-della-lattococcosi-nelle-troticolture-europee\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/supertrout-il-progetto-con-obiettivo-il-controllo-della-lattococcosi-nelle-troticolture-europee\/","headline":"SUPERTROUT, il progetto con obiettivo il controllo della lattococcosi nelle troticolture europee","name":"SUPERTROUT, il progetto con obiettivo il controllo della lattococcosi nelle troticolture europee","description":"In Europa \u00e8 presente principalmente una specie di trota: la Trota Iridea (Oncorhynchus mykiss), originaria del versante orientale del Nord America. Quest\u2019 ultima, introdotta in Europa verso la fine dell\u2019\u2018800, vive in ambienti simili a quelli della trota nostrana ma \u00e8 meno esigente relativamente alle temperature ed all\u2019ossigenazione delle acque. 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Quest\u2019 ultima, introdotta in Europa verso la fine dell\u2019\u2018800, vive in ambienti simili a quelli della trota nostrana ma \u00e8 meno esigente relativamente alle temperature ed all\u2019ossigenazione delle acque. Per tale motivo garantisce una maggiore velocit\u00e0 di accrescimento permettendo inoltre una maggiore densit\u00e0 di soggetti per unit\u00e0 produttiva; questi fattori la rendono pi\u00f9 adatta all\u2019allevamento a scopo alimentare.Dal dopoguerra la produzione mondiale di trote iridee \u00e8 in continua crescita, ed ha raggiunto il picco di quasi 900mila tonnellate nel 2012. In seguito si \u00e8 avuto un calo, ma la produzione si \u00e8 mantenuta sopra le 800 mila tonnellate.\u00a0In Italia la produzione di trote ha fatto registrare un continuo incremento fino alla fine degli anni \u201990, per poi decrescere stabilizzandosi su un livello comunque molto elevato: circa 35 mila tonnellate. Nell\u2019area mediterranea troviamo per lo pi\u00f9 troticolture a \u201csmall-scale farming systems\u201d (impianti su piccola scala), dove i maggiori produttori di trota iridea sono Italia, Spagna, Turchia e Grecia.In questo contesto produttivo, la principale criticit\u00e0 di carattere sanitario che gli allevatori devono gestire \u00e8 rappresentata dai microrganismi patogeni responsabili di possibili focolai di malattia e quindi di mortalit\u00e0. In particolare, il clima mediterraneo favorisce lo sviluppo di patogeni d\u2019 acqua calda, tra cui particolare importanza ha Lactococcus garvieae. Il settore richiede quindi al mondo della ricerca scientifica di sviluppare tecniche innovative, volte a garantire\u00a0da un lato condizioni di benessere degli animali allevati e dall\u2019altro, un\u2019elevata qualit\u00e0 sanitaria ed organolettica del prodotto con l\u2019obiettivo di\u00a0evitare perdite economiche\u00a0e di\u00a0presidiare la sostenibilit\u00e0\u00a0di queste attivit\u00e0 in termini di impatto sull\u2019ambiente.Per queste ragioni, l\u2019Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d\u2019 Aosta, in collaborazione con altri partner, ha avviato un progetto internazionale di ricerca scientifica mirato al miglioramento della sostenibilit\u00e0 e produttivit\u00e0 dei piccoli impianti di acquacoltura della trota attraverso il controllo della lattococcosi con strategie innovative. Parliamo di SUPERTROUT, coordinato dal Dr. Pier Luigi Acutis.Come \u00e8 nato il progetto?Il Ministero della Salute negli anni ha approvato diversi progetti di ricerca corrente mirati ad approfondire la resistenza su base genetica di specie animali allevate a scopo alimentare nei confronti di agenti patogeni. Partendo dai risultati ottenuti nell\u2019ambito di questi studi si \u00e8 quindi progettato di svolgere ricerche sulla resistenza della trota alla lattococcosi. La lattococcosi \u00e8 una delle principali malattie batteriche che colpiscono la trota iridea (Oncorhynchus mykiss), con notevoli ripercussioni economiche e sanitarie. Vaccinazioni e trattamenti antibiotici sono comunemente usati per prevenire e controllare i focolai di infezione; tuttavia, queste strategie presentano ancora oggi alcune criticit\u00e0, tra cui copertura, nei confronti dell\u2019infezione, limitata nel tempo, costi di gestione, induzione di resistenza agli antibiotici e persistenza di residui chimici nell\u2019ambiente.Da questa ricerca \u00e8 emerso come un particolare polimorfismo (140T) presente sul gene MHCIIB, sia associato a resistenza alla malattia (1).Individuato l\u2019importante potenziale applicativo di queste evidenze, \u00e8 emersa la necessit\u00e0 di approfondire questa ricerca che, per quanto riguarda il patogeno aveva gi\u00e0 evidenziato, come sopra segnalato, come i ceppi fossero diversi da uno stato all\u2019altro oltre che da una linea familiare diversa dell\u2019ospite variabile da allevamento ad allevamento.Si \u00e8 quindi dato vita al progetto internazionale SUPERTROUT che ha coinvolto sei diversi partner in quattro stati diversi: l\u2019Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d\u2019 Aosta (Torino, Italia), l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine (Udine, Italia), l\u2019Azienda Agricola Canali Cavour S.S (Cuneo, Italia), l\u2019Universitad Complutense de Madrid (Madrid, Spagna), l\u2019ELGO- DEMETER Veterinary Research Institute (Atene, Grecia) e la Surmene Faculty of Marine sciences Karadeniz Technical University (Trabzon, Turchia).SUPERTROUT, inserito nella Call multitopics 2019, area tematica Farming Systems, del bando PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), ha ricevuto un finanziamento di 817.500 euro, concorrendo ad un bando che ha visto una difficile selezione fra numerosi team di ricerca internazionali di 19 nazioni.Quali sono gli obiettivi del progetto?L\u2019obiettivo generale di questo progetto \u00e8 il miglioramento della sostenibilit\u00e0 e produttivit\u00e0 dei piccoli impianti di acquacoltura attraverso il controllo della lattococcosi con strategie innovative basate su due filoni principali di ricerca: il primo sullo sfruttamento di caratteristiche genetiche intrinseche dell\u2019animale, attraverso una selezione assistita da marcatori, per ottenere trote geneticamente resistenti alla lattococcosi; il secondo sulla realizzazione e somministrazione di un vaccino a proteine ricombinanti da somministrare per immersione.Per quanto riguarda il primo filone si \u00e8 deciso di concentrare le ricerche su marcatori di resistenza, utilizzando studi di associazione, con un duplice approccio: approccio del gene-candidato, basato sul gene MHCIIB, appartenente al Sistema maggiore di istocompatibilit\u00e0, e approccio Genome Wide, volto all\u2019individuazione di ulteriori marcatori a livello genomico. In questo Work package, guidato dalla Dott.ssa Silvia Colussi, oltre ai fattori genetici dell\u2019ospite, vengono indagati tutti i fattori fenotipici e genetici legati al patogeno, attraverso la caratterizzazione molecolare e la valutazione dei geni di patogenicit\u00e0 ed antibiotico resistenza.Il gene MHCIIB \u00e8 stato scelto anche per il miglioramento delle performance riproduttive, attraverso lo studio della presenza nella trota del fenomeno della Cryptic Female Choice (CFC). Questo fenomeno determinerebbe una scelta non casuale tra gameti, bens\u00ec dipendente dalla genetica e in particolar modo dalla struttura del gene MHCIIB.Il secondo filone si basa sulla necessit\u00e0 di ottenere un vaccino efficace ed innovativo; i vaccini ad oggi disponibili risultano talvolta non del tutto efficaci pertanto si \u00e8 pensato allo sviluppo di un vaccino a proteine ricombinanti, con costi di produzione molto ridotti, somministrabile per immersione, senza il ricorso alla inoculazione.Quali sono i ruoli dei diversi stati nel progetto di ricerca?In Italia, all\u2019 lZS del Piemonte, Liguria e Valle d\u2019Aosta il compito di: analizzare il gene resistente (MHCIIB); svolgere ricerche a livello genomico, per capire quali altri geni possano essere coinvolti nella resistenza a questo patogeno; studiare i geni di patogenicit\u00e0 di L. garvieae; individuare le proteine immunogene, che saranno successivamente utilizzate per la produzione di proteine ricombinanti. L\u2019Universit\u00e0 di Udine analizza i fattori che determinano l\u2019immunit\u00e0 naturale ed acquisita delle linee genetiche portatrici dei marcatori di resistenza a seguito di esposizione al patogeno. L\u2019azienda agricola Canali Cavour si occupa del miglioramento delle performance riproduttive, legato allo studio del gene MHCIIB e all\u2019utilizzo di accoppiamenti mirati su base genetica.Il team spagnolo si occupa della caratterizzazione molecolare di Lactococcus garvieae. Il gruppo greco ha come ruolo la produzione di proteine ricombinanti e lo sviluppo del vaccino. La Turchia \u00e8 stata coinvolta per le competenze nella caratterizzazione del patogeno, in particolare si occupa dello studio dell\u2019antibiotico-resistenza attraverso l\u2019analisi dei relativi geni.&nbsp;(1) Colussi S, Prearo M, Bertuzzi SA, Scanzio T, Peletto S, Favaro L, Modesto P, Maniaci MG, Ru G, Desiato R, Acutis PL. Association of a specific major histocompatibility complex class II\u03b2 single nucleotide polymorphism with resistance to lactococcosis in rainbow trout, Oncorhynchus mykiss (Walbaum). J Fish Dis. 2015 Jan;38(1):27-35. doi: 10.1111\/jfd.12193. Epub 2014 Jan 8. PMID: 24397583."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"SUPERTROUT, il progetto con obiettivo il controllo della lattococcosi nelle troticolture europee","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/supertrout-il-progetto-con-obiettivo-il-controllo-della-lattococcosi-nelle-troticolture-europee\/#breadcrumbitem"}]}]