[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/sushi-nessun-pericolo-se-sono-rispettate-le-condizioni-igienico-sanitarie\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/sushi-nessun-pericolo-se-sono-rispettate-le-condizioni-igienico-sanitarie\/","headline":"Sushi. Nessun pericolo se sono rispettate le condizioni igienico sanitarie","name":"Sushi. Nessun pericolo se sono rispettate le condizioni igienico sanitarie","description":"Negli ultimi anni la cucina giapponese &egrave; sempre pi&ugrave; presente nelle nostre abitudini alimentari. Secondo il Regolamento (CE) n. 2073\/2005 il sushi, nelle sue diverse preparazioni, &egrave; da considerarsi &ldquo;alimento pronto&rdquo;, quindi destinato al consumo umano diretto in assenza di preventivi trattamenti volti ad eliminare eventuali microrganismi patogeni. 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Secondo il Regolamento (CE) n. 2073\/2005 il sushi, nelle sue diverse preparazioni, &egrave; da considerarsi &ldquo;alimento pronto&rdquo;, quindi destinato al consumo umano diretto in assenza di preventivi trattamenti volti ad eliminare eventuali microrganismi patogeni. Inoltre il sushi &egrave; definito &ldquo;prodotto composto&rdquo; in quanto costituito da combinazione di prodotti di origine vegetale e animale.I principali pericoli microbiologici legati al sushi sono:&#8211; Bacillus cereus: le spore di questo batterio sono naturalmente presenti nel riso crudo, se il raffreddamento non avviene in modo corretto le spore hanno il tempo per germogliare, crescere a livelli elevati e produrre tossine;&#8211; Escherichia coli: indica scarsa igiene dell&rsquo;operatore, materie prime contaminate oppure una cattiva gestione del rapporto tempo\/temperatura quando si espone il prodotto finito;&#8211; Staphylococcus aureus: pu&ograve; indicare una scarsa igiene dell&rsquo;operatore e\/o una errata temperatura di conservazione;&#8211; Salmonella spp.: legata ad una cottura non corretta e ad una cattiva igiene del personale;&#8211; Vibrio spp. (in particolare Vibrio parahaemoliticus): indica una esposizione del prodotto ad una temperatura non adeguata per un tempo prolungato. I Vibrio sono naturalmente presenti nell&rsquo;ambiente acquatico, ma &egrave; necessario evitarne la moltiplicazione durante il processo di lavorazione;&#8211; Listeria monocytogenes: indica scarsa igiene dell&rsquo;operatore, materie prime contaminate oppure una cattiva gestione del rapporto tempo\/temperatura quando si espone il prodotto finito.In Italia in uno studio condotto da Muscolino et al. (2014), Hygienic-Sanitary Evaluation of Sushi and Sashimi Sold in Messina and Catania, Italy, sono stati analizzati 38 campioni di sushi e sashimi ed &egrave; stato visto che: il 92,1% dei campioni era accettabile per Bacillus cereus, il 55,26% per Stafilococchi coagulasi positivi (tra cui Staphylococcus aureus) e il 100% dei campioni era accettabile per Salmonella spp., Vibrio parahaemolyticus e Listeria monocytogenes.In uno studio pi&ugrave; recente di Tirioni et al. (2017), WhatHappens to the Microflora of Retail Sushi in the Warm Season?,&egrave; condotta una analisi di stoccaggio del prodotto in un abuso di temperatura, come spesso accade nel periodo estivo.I risultati sono che: le Enterobacteriaceae aumentano e superano 4 log UFC\/g dopo due giorni, Bacillus cereus e Stafilococchi coagulasi positivi erano al di sotto del limiti di rilevazione e Listeria monocytogenes non &egrave; mai stata rilevata. In generale, anche da altri studi condotti nel mondo, si pu&ograve; affermare che il sushi non sia un alimento pericoloso se vengono rispettate le condizioni igienico-sanitarie del personale e delle attrezzature, oltre alle modalit&agrave; di cottura, raffreddamento ed acidificazione del riso. Infatti l&rsquo;attivazione di alcune spore batteriche, come quelle di Bacillus cereus, dipendono da un raffreddamento troppo lento &#8211; il riso deve passare dagli 87&deg;C ai 48&deg;C in circa 5 minuti. Infine l&rsquo;acidificazione del riso, che avviene grazie all&rsquo;aggiunta di una miscela di aceto, zucchero e sale, &egrave; da considerarsi un CCP (Critical Control Point), poich&eacute; il pH raggiunto deve risultare inferiore a valori di 4,6; tali valori di pH sono in grado di inibire la maggior parte dei batteri patogeni, con le eccezioni di: Staphilococcus aureus, Listeria monocytogenes e Salmonella spp.Luna Lorito"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Sushi. Nessun pericolo se sono rispettate le condizioni igienico sanitarie","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/sushi-nessun-pericolo-se-sono-rispettate-le-condizioni-igienico-sanitarie\/#breadcrumbitem"}]}]