[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/tonno-in-scatola-e-conserve-ittiche-ecco-le-ultime-evidenze-scientifiche\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/tonno-in-scatola-e-conserve-ittiche-ecco-le-ultime-evidenze-scientifiche\/","headline":"Tonno in scatola e conserve ittiche: ecco le ultime evidenze scientifiche","name":"Tonno in scatola e conserve ittiche: ecco le ultime evidenze scientifiche","description":"Tonno in scatola e conserve ittiche: ecco le ultime evidenze scientifiche &#8211; La lunga durata e la facilit\u00e0 di conservazione, l\u2019accessibilit\u00e0, i valori nutrizionali, la versatilit\u00e0, l\u2019assenza di barriere geografiche e culturali e la semplicit\u00e0 della ricetta: un mix vincente che rende le conserve ittiche l\u2019alimento immancabile nel carrello della spesa. 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E se molte virt\u00f9 sono date per scontate (praticit\u00e0, accessibilit\u00e0, versatilit\u00e0, durabilit\u00e0, ecc.), ce ne sono ancora molte altre da scoprire cos\u00ec come sono ancora tanti i luoghi comuni da sfatare. ANCIT (Associazione Nazionale Conservieri Ittici), con l\u2019aiuto di tre esperti Andrea Poli (Presidente di Nutrition Foundation of Italy &#8211; NFI), Carlotta Franchi (Capo Laboratorio all&#8217;Istituto Mario Negri di Milano e Coordinatrice Scientifica dell&#8217;Italian Institute For Planetary Health) e Luca Piretta, (Gastroenterologo e Nutrizionista dell\u2019Universit\u00e0 Campus Bio-medico di Roma) ha raccolto le pi\u00f9 recenti evidenze scientifiche sulle conserve ittiche, anche per sfatare le principali fake news sul tonno in scatola.Una premessa \u00e8 fondamentale: mangiare pesce fa bene. La relazione favorevole tra il consumo alimentare di pesce e molti aspetti della salute umana \u00e8 confermata da una ricca serie di studi scientifici condotti in varie parti del mondo. Secondo la scienza, il consumo di pesce, che consente in particolare di assumere alcuni tipi di grassi, con effetti sulla salute molto favorevoli, \u00e8 raccomandato in almenno una o due porzioni a settimana per gli evidenti effetti protettivi. I risultati delle molteplici ricerche svolte supportano fortemente l&#8217;importante ruolo del pesce come parte di una dieta sana, raccomandata dalle linee guida dietetiche in vari paesi, passando per Australia e Stati Uniti fino a dell&#8217;Autorit\u00e0 europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Uno studio pubblicato sull\u2019International Journal of Food Sciences and Nutrition dal titolo \u201cFish and human health: an umbrella review of observational studies\u201d ha in particolare sintetizzato, dopo aver condotto una ricerca sistematica della letteratura disponibile, le evidenze di 63 studi da cui emerge un\u2019associazione tra la maggiore assunzione di omega-3 derivanti dal pesce e la diminuzione del rischio di sindrome coronarica acuta e malattie cardiovascolari, cancro al fegato e depressione.Andrea PoliOmega-3: miti e verit\u00e0 sugli acidi grassi essenziali, cos\u00ec amati ma ancora cos\u00ec sconosciutiIl pesce \u00e8 una delle fonti alimentari pi\u00f9 importanti di acidi grassi polinsaturi omega-3 a lunga catena (EPA e DHA). Recentemente \u00e8 emerso un loro ruolo nella modulazione dei fenomeni infiammatori, grazie alla loro capacit\u00e0 di generare composti (le resolvine) in grado di controllarne l\u2019intensit\u00e0 fino ad interromperli. Gli acidi grassi omega-3 EPA e DHA sono, inoltre, dotati di un\u2019importante serie di effetti protettivi, sia sul profilo lipidico (specialmente sul contenuto di trigliceridi nel sangue) ma anche sull\u2019aggregazione piastrinica e su alcune irregolarit\u00e0 del ritmo cardiaco, svolgendo anche effetti protettivi a livello del sistema nervoso centrale, prevenendo il declino cognitivo e agendo positivamente sul tono dell\u2019umore, con una significativa riduzione, per esempio, della comparsa di depressione.\u201cIncludere il pesce in una dieta sana \u00e8 altamente auspicabile per prevenire alcune malattie non trasmissibili \u2013 afferma Andrea Poli (Presidente di Nutrition Foundation of Italy &#8211; NFI) &#8211; E questo vale sia per il pesce fresco che per quello in conserva: grazie al trattamento termico a cui \u00e8 sottoposto che non impoverisce nessuno dei nutrienti essenziali presenti, il pesce in scatola mantiene di fatto le stesse propriet\u00e0 del pesce fresco. In cucina, attenzione alle modalit\u00e0 di trattamento e di cottura del pesce prima del consumo: la frittura ne riduce, in modo probabilmente marcato, gli effetti protettivi, che sarebbero invece mantenuti da tecniche meno aggressive. Nessuna perdita nutrizionale o funzionale significativa si osserva per contro nella preparazione del pesce in scatola.\u201dCarlotta FranchiLe conserve ittiche aiutano a ridurre le neoplasie dell\u2019apparato gastro intestinaleLa notizia \u00e8 recente, il cancro al colon retto rischia di diventare la prima causa di decessi, con una previsione di 3,2 milioni di casi e 1,6 milioni di decessi entro il 2040 (Cancer Today, Morgan E, et al. Gut 2023). Giusto un anno fa, uno studio condotto dall\u2019Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS\u00a0nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 dell\u2019Italian Institute for Planetary Health\u00a0(IIPH) ha dimostrato che consumare\u00a0due porzioni alla settimana di pesce in scatola sott\u2019olio (pari a 160 gr)\u00a0riduce del 34% il rischio di insorgenza di tumore al colon-retto. Ma non \u00e8 tutto. Gli stessi autori* hanno analizzato il rapporto tra il consumo di pesce in scatola e il rischio di incidenza di tumori del tratto digerente superiore, utilizzando i dati raccolti in una rete di ospedali italiani su un totale di 946 pazienti con cancro del cavo orale e della faringe, 304 pazienti con cancro esofageo, 230 pazienti con cancro gastrico e 3273 controlli, dimostrando un ruolo favorevole del pesce in scatola anche nel ridurre il rischio di insorgenza di tumori del cavo orale, della faringe e dello stomaco.\u201cI risultati emersi da questi studi \u2013 spiega Carlotta Franchi, Capo Laboratorio all&#8217;Istituto Mario Negri di Milano e Coordinatrice Scientifica dell&#8217;Italian Institute For Planetary Health \u2013 contribuiscono a sostenere che il pesce in scatola sott\u2019olio possa essere annoverato tra gli alimenti alla base di una dieta sana ed equilibrata. Il suo processo produttivo, infatti, conserva la maggior parte delle propriet\u00e0 benefiche del pesce fresco: \u00e8 pulito, cotto a vapore, messo sott\u2019olio e inscatolato senza aggiunta di conservanti. Le implicazioni di questi risultati per la salute pubblica possono essere molto rilevanti: parliamo di effetti benefici sul rischio di tumori ad alta incidenza e mortalit\u00e0 sia nei Paesi ad alto reddito che in quelli a basso e medio reddito, e di un alimento sempre pi\u00f9 consumato, grazie alla sua praticit\u00e0 e alla sua accessibilit\u00e0 economica\u201d.Luca PirettaPoche calorie e tante proteine, vitamine e sali minerali: un vero scrigno nutrizionaleIl tonno in scatola e le altre conserve ittiche sono uno scrigno di propriet\u00e0 nutrizionali sempre al passo con lo spirito dei tempi. Alla versatilit\u00e0 e alla praticit\u00e0, coniugano accessibilit\u00e0 e bont\u00e0. A fronte di limitate calorie (192 Kcal per 100 g di tonno in scatola sott\u2019olio sgocciolato), pochi grassi saturi e poco colesterolo, abbondanti acidi grassi polinsaturi, garantiscono un elevato apporto di vitamine A e D, B12 e B3, potassio e iodio ma soprattutto forniscono un importante introito proteico, oggi un fattore\u00a0fondamentale\u00a0di scelta nel carrello della spesa: per oltre 1 italiano su 2 le proteine sono essenziali per la\u00a0crescita muscolare e per oltre 4 italiani su 10 forniscono gli\u00a0aminoacidi essenziali per sviluppo e mantenimento di cellule e tessuti (Fonte: Ricerca Doxa). Per 1 italiano su 2 le proteine ittiche sono pi\u00f9 nobili rispetto a quelle di origine vegetale e il tonno in scatola si conferma un evergreen. Basti pensare che il tonno in scatola regge perfettamente il confronto con un alimento da sempre considerato ideale per il suo apporto di proteine come il filetto di bovino adulto: 100 g di tonno sott\u2019olio sgocciolato apportano 25,2 g di proteine contro i 20 g contenuti in 100 g di filetto di bovino adulto crudo, 35 microgrammi di selenio contro i 17 microgrammi del filetto, 5 microgrammi di vitamina B12 contro 2 microgrammi del filetto e 10,4 microgrammi di vitamina B3 contro i 4,7 microgrammi del filetto (Fonte: Banca dati IEO).\u201cOggi, il ruolo positivo delle conserve ittiche\u00a0\u00e8 un dato di fatto \u2013 afferma Luca Piretta,\u00a0gastroenterologo e nutrizionista all\u2019Universit\u00e0 Campus Biomedico di Roma &#8211; parliamo di\u00a0alimenti dotati di importanti\u00a0caratteristiche nutrizionali, cos\u00ec come il pesce fresco, ma con il vantaggio che si conservano a lungo e che possono arrivare anche dove il pesce \u00e8 difficilmente reperibile. Proteine nobili, cio\u00e8 di alto valore biologico, minerali (calcio, potassio, fosforo, ferro, iodio), vitamine del complesso B, oltre alle vitamine A, D ed E, sono solo alcuni degli elementi essenziali delle conserve ittiche. Inoltre, l\u2019olio della scatoletta di tonno \u00e8 un alimento da non eliminare, ma da riutilizzare in cucina, perch\u00e9 si arricchisce, a contatto col tonno, dei grassi polinsaturi, in particolare composti da acidi grassi Omega 3 (DHA) e di Vitamina D (colecalciferolo), naturalmente non presenti nell&#8217;olio d&#8217;oliva\u201d. La conferma arriva da una ricerca condotta dalla\u00a0Stazione Sperimentale per l&#8217;Industria delle Conserve Alimentari (SSICA)\u00a0di Parma.Tonno in scatolaTonno in scatola e mercurio: ecco i pregiudizi duri a morireCos\u00ec amato eppure ancora circondato da miti e leggende metropolitane non sempre veritieri o da allarmismi ingiustificati, come nel caso del mercurio. I consigli sanitari alle donne incinte riguardo al consumo di alimenti contenenti mercurio hanno portato talora a suggerire una drastica limitazione del consumo di pesce durante la gravidanza, e in alcuni casi, l\u2019eliminazione dalla dieta. Tuttavia, dallo studio \u201cThe benefits of fish intake: Results concerning prenatal mercury exposure and child outcomes from the ALSPAC prebirth cohort\u201d riguardante l&#8217;esposizione prenatale al mercurio e lo sviluppo dei bambini dalla coorte prenatale ALSPAC, emerge che il pesce contiene molti nutrienti fondamentali per la crescita e lo sviluppo dei bambini, i cui effetti protettivi sembrano nettamente maggiori dei possibili rischi associati alla presenta di mercurio nel pesce. Studi longitudinali alle Seychelles, dove il pesce \u00e8 un componente importante della dieta, hanno osservato effetti analoghi e non hanno rilevato impatti negativi sullo sviluppo cognitivo nei bambini. A supporto di questa osservazione, ci sono i risultati di un\u2019indagine condotta dalla Stazione Sperimentale per l\u2019Industria delle Conserve Alimentari (SSICA), che ha analizzato campioni di scatolette di tonno sott&#8217;olio di diverse marche, prelevate direttamente dal mercato: il valore di mercurio registrato \u00e8 risultato ben inferiore al limite fissato dalla legislazione europea e nazionale, pari a 1 milligrammo per chilo sul peso fresco del muscolo di pesce.\u201cNon sembrano esserci motivi concreti per ridurre il consumo di pesce in gravidanza, restando negli ambiti di consumo suggeriti dalle linee guida pi\u00f9 recenti \u2013 conclude Andrea Poli (Presidente di Nutrition Foundation of Italy &#8211; NFI) &#8211; perch\u00e9, in generale, si riscontra un bilanciamento complessivamente favorevole del rapporto costi-benefici. Inoltre, nel tonno in scatola e in generale nelle conserve ittiche la presenza di selenio (35 microgrammi per 100 grammi di prodotto) e altri elementi aiutano a compensare o superare l\u2019effetto nocivo del mercurio, senza dimenticare che i livelli analizzati sono sempre sotto i limiti di legge\u201d.Tonno in scatola e conserve ittiche: ecco le ultime evidenze scientifiche"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Tonno in scatola e conserve ittiche: ecco le ultime evidenze scientifiche","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/tonno-in-scatola-e-conserve-ittiche-ecco-le-ultime-evidenze-scientifiche\/#breadcrumbitem"}]}]