[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/trattato-alto-mare-bbnj-entrata-in-vigore\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/trattato-alto-mare-bbnj-entrata-in-vigore\/","headline":"Trattato sull\u2019alto mare: cosa cambia dopo l\u2019entrata in vigore del BBNJ","name":"Trattato sull\u2019alto mare: cosa cambia dopo l\u2019entrata in vigore del BBNJ","description":"Solo qualche giorno fa, lo scorso 17 gennaio, \u00e8 entrato ufficialmente in vigore il Trattato sull\u2019alto mare, formalmente denominato Accordo sulla biodiversit\u00e0 oltre la giurisdizione nazionale (BBNJ). 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Un passaggio storico che arriva dopo quasi vent\u2019anni di negoziati internazionali e che introduce, per la prima volta, un quadro giuridico globale per la tutela della biodiversit\u00e0 marina e per l\u2019uso sostenibile delle risorse oceaniche al di fuori delle acque nazionali.Il Trattato riguarda le aree marine che non ricadono sotto la sovranit\u00e0 di alcuno Stato, spazi che coprono circa la met\u00e0 della superficie del pianeta e il 95% del volume complessivo degli oceani. Si tratta del pi\u00f9 grande habitat naturale esistente, fondamentale per l\u2019equilibrio climatico, la sicurezza alimentare e l\u2019economia globale. Proprio in queste aree vengono catturate ogni anno circa 11 milioni di tonnellate di organismi marini, in gran parte tonni, palamite e pesci spada, specie centrali per molte filiere ittiche internazionali.L\u2019entrata in vigore del Trattato \u00e8 stata accolta con favore dall\u2019Unione Europea e dai suoi Stati membri, che hanno avuto un ruolo determinante nel percorso politico e negoziale concluso nel 2023. L\u2019Unione Europea \u00e8 inoltre copresidente della High Ambition Coalition, che riunisce 46 Paesi impegnati a garantire un\u2019attuazione ambiziosa dell\u2019accordo. Il Trattato ha raggiunto la soglia minima di 60 ratifiche il 19 settembre 2025, consentendone l\u2019entrata in vigore automatica 120 giorni dopo. Ad oggi, l\u2019accordo \u00e8 stato ratificato da oltre 80 Paesi ed \u00e8 stato firmato complessivamente da 145 Stati.Il BBNJ introduce un meccanismo giuridicamente vincolante per la governance dell\u2019alto mare. Consente l\u2019istituzione di reti di aree marine protette (AMP) in acque internazionali, disciplina l\u2019accesso e l\u2019utilizzo delle risorse genetiche marine, rafforza l\u2019obbligo di valutazioni di impatto ambientale per le attivit\u00e0 umane pianificate e promuove lo sviluppo delle capacit\u00e0 e il trasferimento tecnologico, in particolare a favore dei Paesi in via di sviluppo. Oggi, nonostante la sua importanza strategica, poco pi\u00f9 dell\u20191% dell\u2019alto mare risulta effettivamente protetto.Un ruolo centrale nell\u2019attuazione del Trattato \u00e8 riconosciuto alla FAO, indicata come partner fondamentale del processo. Secondo la FAO, il successo dell\u2019accordo dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 di adottare un approccio intersettoriale, capace di integrarsi con i regimi gi\u00e0 esistenti che regolano le attivit\u00e0 umane in acque internazionali, tra cui pesca, navigazione, attivit\u00e0 minerarie e ricerca scientifica. La pesca in alto mare \u00e8 oggi disciplinata da una rete di organizzazioni regionali e norme settoriali che presentano ancora significative lacune geografiche.\u201cL\u2019accordo rappresenta un passo avanti fondamentale per colmare le lacune critiche nella governance delle aree al di fuori della giurisdizione nazionale\u201d, ha dichiarato Manuel Barange, direttore generale aggiunto della FAO e responsabile del Dipartimento Pesca e Acquacoltura. Secondo Barange, i dati FAO su produzione, commercio, occupazione, capacit\u00e0 della flotta, consumo di risorse acquatiche e stato degli stock ittici marini saranno essenziali per supportare l\u2019attuazione concreta del Trattato.Anche il WWF ha accolto con favore l\u2019entrata in vigore del BBNJ, definendola un segnale di speranza per la salute degli oceani e del Pianeta. Il Trattato fornisce infatti un nuovo quadro di riferimento per proteggere e gestire i due terzi degli oceani che si trovano al di fuori della giurisdizione nazionale.\u201cL\u2019entrata in vigore del Trattato sull\u2019alto mare segna un momento storico per gli oceani del mondo e per tutti noi che da essi dipendiamo\u201d, ha dichiarato Kirsten Schuijt, sottolineando come la sua trasformazione in diritto internazionale apra una nuova fase di cooperazione oceanica, con un potenziale significativo per garantire oceani ed economie pi\u00f9 sani e resilienti.Il Trattato contribuisce in modo diretto al raggiungimento dell\u2019obiettivo globale di proteggere il 30% degli oceani entro il 2030, come previsto dal Quadro globale per la biodiversit\u00e0. Oltre all\u2019istituzione delle aree marine protette, rafforza i requisiti per le valutazioni di impatto ambientale relative ad attivit\u00e0 come pesca, trasporto marittimo, posa di cavi sottomarini ed estrazione di risorse dai fondali profondi. Promuove inoltre maggiore trasparenza, cooperazione scientifica e una ripartizione equa e giusta dei benefici derivanti dalle risorse genetiche marine.Secondo Giulia Prato, responsabile Mare del WWF Italia, \u00e8 ora necessario che Stati e utilizzatori degli oceani collaborino in modo concreto, integrando la tutela della biodiversit\u00e0 nelle decisioni legate alla pesca, alla navigazione e agli altri usi del mare, per garantire la conservazione degli ecosistemi e dei servizi ambientali nel lungo periodo.Il Trattato si inserisce in un contesto ambientale sempre pi\u00f9 complesso. L\u2019alto mare svolge un ruolo cruciale per la stabilit\u00e0 climatica globale. Gli oceani hanno assorbito circa il 90% del calore in eccesso generato dalle emissioni di gas serra e circa il 25% della CO\u2082 rilasciata dall\u2019uomo in atmosfera. Tuttavia, in assenza di una tutela efficace, la capacit\u00e0 dell\u2019oceano di svolgere queste funzioni di regolazione climatica rischia di ridursi drasticamente.Sul piano operativo, l\u2019Unione Europea ha gi\u00e0 annunciato un forte impegno per sostenere l\u2019attuazione del Trattato, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, attraverso il Programma Globale per gli Oceani dell\u2019UE, finanziato con 40 milioni di euro, e tramite il supporto al Segretariato BBNJ ospitato presso DOALOS, la Divisione delle Nazioni Unite per gli affari oceanici e il diritto del mare. La prima Conferenza delle Parti (COP) \u00e8 attesa entro la fine del 2026 e sar\u00e0 decisiva per definire le modalit\u00e0 operative della nuova governance dell\u2019alto mare.Resta infine aperto il tema del ruolo dell\u2019Italia. Nonostante il Paese faccia parte della coalizione di Stati che hanno sostenuto il Trattato e ne abbiano promosso una rapida attuazione, la ratifica non \u00e8 ancora stata completata. Insieme ad altre organizzazioni, il WWF Italia ha sollecitato il Governo, evidenziando come il ritardo rischi di compromettere la credibilit\u00e0 internazionale del Paese e di indebolirne il ruolo nelle politiche globali di tutela ambientale. Una ratifica tempestiva rappresenterebbe invece un segnale concreto di coerenza rispetto agli impegni assunti.Per il settore ittico, per la ricerca scientifica e per l\u2019economia del mare nel suo complesso, l\u2019entrata in vigore del Trattato BBNJ segna un cambio di paradigma. Per la prima volta, la sostenibilit\u00e0 dell\u2019alto mare diventa una responsabilit\u00e0 condivisa, regolata e misurabile, con implicazioni dirette per la gestione delle risorse, la tutela degli ecosistemi e il futuro delle attivit\u00e0 legate agli oceani."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Trattato sull\u2019alto mare: cosa cambia dopo l\u2019entrata in vigore del BBNJ","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/trattato-alto-mare-bbnj-entrata-in-vigore\/#breadcrumbitem"}]}]