[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/trivellazioni-wwf-una-sentenza-non-puo-sostituire-le-scelte-di-fondo\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/trivellazioni-wwf-una-sentenza-non-puo-sostituire-le-scelte-di-fondo\/","headline":"Trivellazioni. WWF, una sentenza non pu\u00f2 sostituire le scelte di fondo","name":"Trivellazioni. 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Il 25% della piattaforma continentale italiana &egrave; interessata da attivit&agrave; di sfruttamento&nbsp;degli idrocarburi offshore che mettono a rischio aree di pregio dal punto di vista naturalistico per un ritorno economico dalle attivit&agrave; di estrazione degli idrocarburi del tutto marginale. Il greggio disponibile &egrave; di scarsa qualit&agrave; e le riserve di petrolio presenti nei fondali marini sono molto limitate tanto che potrebbero soddisfare il fabbisogno nazionale solo per 7 settimane:&nbsp;le aziende petrolifere continuano ad investire perch&eacute; godono di un sistema di esenzioni che non fa pagare le prime 50mila tonnellate di petrolio estratte all&#8217;anno a mare e i primi 80 milioni di Smc di gas, oltre ad avere un prezzo delle concessioni per l&#8217;estrazione di idrocarburi risibile e godere numerosi sussidi.Le servit&ugrave; petrolifere, senza che esista nemmeno un Piano nazionale sulle aree dove svolgere attivit&agrave; di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi (cancellato dal Governo uscente), mettono a rischio, nel solo nel versante Adriatico, il patrimonio naturale costituito da 112 aree protette dalle norme italiane e comunitarie: 6 aree marine protette, un parco nazionale, 10 parchi regionali, 31 riserve naturali statali e regionali e 65 siti della Rete Natura 2000 distribuiti nella fascia costiera e nelle acque territoriali italiane. Nel solo tratto di mare dello Stretto (Canale di Sicilia) sono 13 i siti tutelati dall&rsquo;Europa.L&rsquo;air-gun&nbsp;&egrave; la sorgente d&#8217;energia&nbsp;oggi&nbsp;pi&ugrave; utilizzata per i rilievi sismici in mare nella fase di ricerca degli idrocarburi ed &egrave; da considerarsi tra le fonti di rumore ad elevata potenza che possono provocare gravi danni fisici alle strutture dell&#8217;apparato uditivo e provocare effetti temporanei, permanenti o addirittura letali, in alcune specie sensibili a tali emissioni, quali indiscutibilmente sono i Cetacei, come &egrave; stato dimostrato sin dal 2012 da uno studio dell&rsquo;ISPRA. Il WWF, inoltre, ricorda che le attivit&agrave; di ricerca e coltivazione degli idrocarburi a regime e durante le fasi di ricerca hanno un elevato impatto sull&#8217;ecosistema marino.Nel rilevare l&#8217;impatto delle attivit&agrave; di estrazione degli idrocarburi non vengono valutate adeguatamente le criticit&agrave; geologiche: n&eacute; la subsidenza e la produzione di ampie depressioni del fondale marino, che richiamano al largo i sedimenti favorendo l&#8217;erosione delle spiagge e lo scalzamento delle coste alte; n&eacute; la sismicit&agrave; delle aree dove vengono localizzate le piattaforme, che vengono realizzate con strutture che raramente possono resistere ad uno scuotimento sismico.Nella fase operativa di estrazione degli idrocarburi: a) vengono usati fanghi perforanti a base di acqua che contengono sostanze (argille bentoniche, solfato di bario, carbonato di calcio, ematite) alcune delle quali sono tossiche per la vita marina specialmente quando mescolate con scarti gassosi e fluidi durante la perforazione dei pozzi, oppure di seguito a reazioni chimiche che normalmente si sviluppano nella fase di perforazione; b) le acque di produzione (PFW) vengono immesse nel pozzo, per aumentare la pressione del giacimento e favorire la fuoriuscita di petrolio e contengono alcuni contaminanti, come i metalli pesanti e i microinquinanti organici, che inquinano i fondali e provocano danni agli organismi marini."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Trivellazioni. 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