[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/ugl-agroalimentare-presentata-ricerca-su-occupazione-settore-pesca-e-acquacoltura\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/ugl-agroalimentare-presentata-ricerca-su-occupazione-settore-pesca-e-acquacoltura\/","headline":"UGL Agroalimentare. Presentata ricerca su occupazione settore pesca e acquacoltura","name":"UGL Agroalimentare. Presentata ricerca su occupazione settore pesca e acquacoltura","description":"UGL Agroalimentare. 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Presentata ricerca su occupazione settore pesca e acquacoltura &#8211; Affrontare le sfide del ricambio generazionale nel settore della pesca e acquacoltura, migliorando la formazione, le condizioni lavorative e la comunicazione per attrarre nuove generazioni, superando i pregiudizi legati a una percezione negativa della professione. \u00c8 quanto \u00e8 emerso dal nuovo Rapporto di UGL Agroalimentare settore Pesca &#8220;Ricambio generazionale e formazione: orientamenti e pregiudizi degli italiani sull&#8217;occupazione nel settore pesca e acquacoltura&#8220;, realizzato dall&#8217;Istituto demoscopico Lab21.01 e presentato alla Sala Capitolare del Senato. Lo studio analizza le percezioni degli italiani riguardo al settore della pesca e dell&#8217;acquacoltura, con particolare attenzione alle sfide del ricambio generazionale e alla necessit\u00e0 di una maggiore formazione per attirare le nuove generazioni. L&#8217;evento \u00e8 stato realizzato con i fondi del Piano Nazionale Triennale per la pesca e l&#8217;acquacoltura 2022-2024, annualit\u00e0 2024.La percezione del settoreI dati dell&#8217;indagine rivelano che il 70,5% degli italiani ritiene la pesca un settore fondamentale per l&#8217;economia nazionale, un valore che sale al 92,7% tra gli addetti ai lavori. Tuttavia, persistono preoccupazioni legate alla redditivit\u00e0 (25,8%) e alle condizioni di lavoro (39,2%), con un&#8217;alta percentuale di intervistati che associa alla pesca l&#8217;idea di un lavoro duro, faticoso e poco remunerativo. Nonostante la percezione negativa, una quota significativa della popolazione riconosce l&#8217;importanza della pesca come attivit\u00e0 legata alla tradizione e al rispetto per la natura (30,9%).Le sfide del ricambio generazionaleIl ricambio generazionale rappresenta una delle principali sfide del settore: il 55,6% degli intervistati vede questa transizione come un&#8217;opportunit\u00e0 di sviluppo e sopravvivenza, mentre solo il 9,1% lo percepisce come una minaccia per la tradizione. Le nuove generazioni potrebbero portare innovazione tecnologica (25,8%) e una maggiore attenzione all&#8217;ambiente (35,3%), fattori considerati fondamentali per rendere il settore pi\u00f9 sostenibile e competitivo. Tuttavia, tra i fattori che scoraggiano i giovani dall&#8217;intraprendere una carriera nella pesca spiccano la &#8220;scarsa valorizzazione sociale del mestiere&#8221; (19,8%) e la &#8220;mancanza di prospettive di crescita professionale&#8221; (15,2%). Le difficili condizioni lavorative e i bassi guadagni sono altre barriere che incidono negativamente sull&#8217;attrattivit\u00e0 del settore. Tra le sfide principali segnalate dagli intervistati vi sono la concorrenza internazionale (22,6% del comparto), l&#8217;eccesso di regolamentazione e burocrazia (21,4% del comparto) e la bassa redditivit\u00e0 del settore (18,9% del comparto).Formazione e innovazione: le chiavi per il futuroUno degli elementi chiave per il successo del ricambio generazionale \u00e8 la formazione: il 39,3% degli intervistati del comparto ritiene essenziale offrire percorsi di formazione moderni e specializzati per attrarre i giovani. Anche la promozione dell&#8217;immagine del pescatore come professionista qualificato \u00e8 considerata cruciale per migliorare la percezione del settore. Le nuove tecnologie e la digitalizzazione delle flotte, insieme a iniziative come il pescaturismo e la didattica ambientale, sono viste come opportunit\u00e0 di diversificazione e sviluppo economico. Tuttavia, la maggior parte degli intervistati concorda sulla necessit\u00e0 di migliorare le condizioni di lavoro e aumentare i guadagni per rendere il settore pi\u00f9 attraente.Comunicazione e immagineUn altro aspetto significativo riguarda la comunicazione sul settore. Due italiani su dieci ricordano almeno una campagna di comunicazione o pubblicitaria sul tema della pesca (22,2%; + 2,4% rispetto al 2023): il 53,4% degli italiani ritiene che le informazioni sui prodotti ittici siano ancora insufficienti.Questo gap comunicativo influisce negativamente sull&#8217;immagine del pescatore, che \u00e8 ancora visto come un lavoro poco rispettato socialmente.Luca De Carlo, Presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione Agroalimentare del Senato della Repubblica ha rilevato che: &#8220;Per la prima volta a un G7 si \u00e8 parlato di pesca, un tema che \u00e8 stato sviscerato molto e questo \u00e8 positivo anche perch\u00e9 negli ultimi anni la politica europea ha penalizzato questo settore. Va invertita questa tendenza. Come emerge dal sondaggio di oggi la pesca \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 che gli italiani ritengono economicamente strategica e con un valore sociale altissimo. Dobbiamo far capire che l&#8217;agricoltura e la pesca di oggi non sono un lavoro di serie B, ma fanno parte di un sistema che ha puntato molto sull&#8217;innovazione. Occorre, altres\u00ec, incentivare la rottamazione per avere barche che attraggano i giovani e favorire un rinnovamento delle flotte. Certamente si tratta di un settore sul quale bisogna continuare ad investire, ma gli operatori sanno che hanno il Governo al loro fianco sia in Italia che in Ue&#8221;.Per Mirco Carloni, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati: &#8220;In un momento di sfide e trasformazioni, il settore della pesca e dell&#8217;acquacoltura riveste un ruolo cruciale per l&#8217;occupazione e lo sviluppo sostenibile. \u00c8 fondamentale, dunque, promuovere iniziative che favoriscano la formazione e l&#8217;innovazione, essenziali per garantire posti di lavoro di qualit\u00e0. Al contempo \u00e8 necessario favorire una parit\u00e0 di regole a tutela del libero mercato. Occorrono, pertanto, strumenti legislativi e finanziari che vadano a supporto della redditivit\u00e0 e della riconoscibilit\u00e0 sociale della marineria&#8221;.Secondo Francesco Battistoni, Vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio, Lavori Pubblici della Camera dei Deputati: &#8220;Il ricambio generazionale in un settore economicamente strategico come quello della pesca e dell&#8217;acquacoltura \u00e8 un tema ricorrente nel dibattito pubblico e il rapporto UGL-Lab21.01 lo fotografa chiaramente. Come in agricoltura stiamo assistendo ad un ritorno verso la campagna da parte delle terze generazioni, anche il settore della pesca pu\u00f2 rinnovarsi favorendo l&#8217;ingresso dei giovani. Le nuove tecnologie applicate all&#8217;ambiente marino e alla sostenibilit\u00e0 della risorsa ittica, la digitalizzazione delle flotte, la nascita di una nuova cultura degli ecosistemi e le nuove opportunit\u00e0 di lavoro legate al turismo possono essere le leve incentivanti per questo ricambio generazionale che, nel suo sviluppo, non deve mai dimenticare di saper coniugare la sostenibilit\u00e0 del mare con quella sociale. L&#8217;una senza l&#8217;altra produrrebbe uno squilibrio difficilmente sanabile con pesanti ripercussioni sull&#8217;intera filiera e sul futuro stesso del comparto&#8221;.Per Paolo Capone, Segretario Generale UGL: &#8220;La pesca e l&#8217;acquacoltura sono settori chiave per lo sviluppo sostenibile e per la tutela delle risorse naturali, ma spesso sono penalizzati da condizioni di lavoro difficili e una crescente instabilit\u00e0 occupazionale. Il nostro obiettivo, come UGL, \u00e8 portare all&#8217;attenzione delle istituzioni la necessit\u00e0 di politiche mirate che possano garantire maggiore sicurezza, stabilit\u00e0 e formazione per i lavoratori di questo comparto. Auspichiamo che i risultati di questa ricerca possano contribuire a delineare un percorso di crescita sostenibile per il settore, in grado di favorire l&#8217;occupazione e di migliorare la qualit\u00e0 della vita di chi lavora quotidianamente a contatto con il mare. Il nostro impegno, come UGL, \u00e8 continuare a sostenere con forza questo comparto, affinch\u00e9 le politiche del lavoro siano sempre pi\u00f9 orientate alla tutela dei lavoratori e alla valorizzazione del nostro patrimonio ambientale ed economico&#8221;.Paolo Mattei, Segretario Nazionale UGL Agroalimentare, ha dichiarato che: &#8220;Le principali sfide che il settore della pesca sta affrontando riguardano prevalentemente il tema del ricambio generazionale e l&#8217;impatto legato al surriscaldamento del mare. L&#8217;attuale parco di pescherecci, inoltre, ha un&#8217;et\u00e0 di 50 anni e con i guadagni di oggi non si riesce a rinnovare le flotte. Servono interventi come la rottamazione per consentire la dotazione di nuove attrezzature e, infine, bisogna valorizzare il prodotto ittico italiano riducendo i costi di produzione e puntando sulla qualit\u00e0 dei nostri mari&#8221;.Secondo Carla Ciocci, Segretario Nazionale UGL Agroalimentare settore Pesca: &#8220;Come UGL Pesca, sottolineiamo l&#8217;urgenza di azioni mirate per sostenere il settore in questo momento di transizione generale verso il suo futuro. Tra le priorit\u00e0, come emerge dal Rapporto, occorre incentivare la formazione specifica e moderna per i giovani, migliorare le condizioni di lavoro e aumentare i guadagni, oltre a potenziare la comunicazione e la valorizzazione del ruolo del pescatore, innescando inoltre un virtuoso processo di autoconsapevolezza dell&#8217;importanza economica e sociale del proprio lavoro. Solo attraverso interventi strutturali e politiche mirate si potr\u00e0 invertire la tendenza di decrescita degli occupati nel comparto e superare i pregiudizi che ne limitano lo sviluppo&#8221;.Paolo Marzio, Capo Reparto Pesca Marittima, Capitano di Vascello, ha affermato: &#8220;\u00c8 con grande piacere che partecipiamo a questo evento. I pescatori li vediamo nascere, perch\u00e9 il primo atto lo fanno presso la Capitaneria di Porto, con l&#8217;iscrizione dei tesserini nel registro pescatori. La nuova generazione pu\u00f2 sicuramente trovare nella pesca un&#8217;attivit\u00e0 forte, soprattutto in questo momento, perch\u00e9 stiamo andando verso la sostenibilit\u00e0 della risorsa. Vedo per il futuro una grande possibilit\u00e0 per i nostri pescatori di ricominciare ad amare il mare e svolgere l&#8217;attivit\u00e0 di pesca&#8221;.Roberto Baldassari, Direttore Generale Lab 21.01 e Professore Universit\u00e0 Roma Tre, ha dichiarato: &#8220;Il settore della pesca e dell&#8217;acquacoltura in Italia affronta un&#8217;importante fase di trasformazione, guidata dal ricambio generazionale e dalla necessit\u00e0 di formazione. Molti italiani vedono la professione del pescatore e dell&#8217;acquacoltore con pregiudizi che ne minano l&#8217;attrattivit\u00e0, soprattutto tra i giovani. Nonostante ci\u00f2, il settore rappresenta ancora un&#8217;opportunit\u00e0 di sviluppo economico e occupazionale, soprattutto se affrontate le principali sfide che lo caratterizzano&#8221;.UGL Agroalimentare. 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