[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/world-wildlife-day-in-italia-ancora-centinaia-di-specie-a-rischio\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/world-wildlife-day-in-italia-ancora-centinaia-di-specie-a-rischio\/","headline":"World Wildlife Day, in Italia ancora centinaia di specie a rischio","name":"World Wildlife Day, in Italia ancora centinaia di specie a rischio","description":"In occasione del\u00a0World Wildlife Day,\u00a0che si celebre il 3 marzo in tutto il mondo, il WWF valuta lo stato di salute di specie e habitat italiani pi\u00f9 a rischio, elaborando i dati messi a disposizione dal nostro Paese alla Comunit\u00e0 Europea per il report quinquennale sulla Direttiva Habitat, la norma che a livello comunitario protegge [&hellip;]","datePublished":"2020-03-04","dateModified":"2020-03-06","author":{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/author\/comunicato-stampa\/#Person","name":"Redazione","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/author\/comunicato-stampa\/","identifier":2217,"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2d27b5a1a7cf9a003c987f35693dd7fe345733443eaa68034a2ee9e92782e25d?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2d27b5a1a7cf9a003c987f35693dd7fe345733443eaa68034a2ee9e92782e25d?s=96&d=mm&r=g","height":96,"width":96}},"publisher":{"@type":"Organization","logo":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/pesceinrete.png","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/pesceinrete.png","width":600,"height":60}},"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/specie-a-rischio.jpg","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/specie-a-rischio.jpg","height":429,"width":640},"url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/world-wildlife-day-in-italia-ancora-centinaia-di-specie-a-rischio\/","about":["Sostenibilit\u00e0"],"wordCount":754,"keywords":["pesci","specie ittiche a rischio","WWF"],"articleBody":"In occasione del\u00a0World Wildlife Day,\u00a0che si celebre il 3 marzo in tutto il mondo, il WWF valuta lo stato di salute di specie e habitat italiani pi\u00f9 a rischio, elaborando i dati messi a disposizione dal nostro Paese alla Comunit\u00e0 Europea per il report quinquennale sulla Direttiva Habitat, la norma che a livello comunitario protegge le specie maggiormente minacciate d\u2019estinzione. Purtroppo, sebbene le valutazioni siano ancora preliminari, il quadro per la natura italiana \u00e8 tutt\u2019altro che roseo.I dati generaliDelle 570 specie italiane protette dalla Direttiva Habitat, solo 248 (43%) mostrano uno stato di conservazione favorevole. Purtroppo ben 206 (36%) presentano ancora uno stato di conservazione inadeguato e 93 (16%) addirittura sfavorevole. Del restante 5% non si hanno dati sufficienti per una valutazione secondo gli standard europei.I gruppi pi\u00f9 a rischioTra i diversi gruppi di animali considerati (esclusi gli uccelli, tutelati da una specifica Direttiva), a passarsela peggio sono i\u00a0pesci\u00a0(a rischio estinzione specie quali\u00a0storione cobice, barbo canino e trota macrostigma) con oltre l\u201980% delle specie considerate che presentano uno stato di conservazione non favorevole, il 39% addirittura cattivo e con trend di popolazione in diminuzione.Seguono a ruota gli\u00a0anfibi, con il 64% delle specie in cattivo o inadeguato stato di conservazione (fortemente minacciati ululone appenninico e salamandra di Aurora);\u00a0ma anche i\u00a0mammiferi\u00a0(lince, foca monaca, orso marsicano ma anche i pipistrelli) non se la passano bene: in media, solo 4 specie su 10 tra quelle presenti in direttiva presentano uno stato di conservazione favorevole.La situazione appare lievemente migliore per i\u00a0rettili\u00a0(67% in buono stato) e gli\u00a0artropodi\u00a0(insetti, ragni, etc.; 53%). Anche per le\u00a0piante,\u00a0solo il 46% presenta uno stato di conservazione favorevole, che per\u00f2 scende al 21% per muschi e licheni. Tra le specie che rischiamo di perdere: l&#8217;abete dei Nebrodi e ribes di SardegnaLo stato degli habitatAnche la situazione a livello dei diversi ambienti naturali \u00e8 tutt\u2019altro che rosea. Appena il 10% di quelli in Direttiva (pari a 26 tipi di habitat) presenta infatti un buono stato di conservazione, che risulta invece inadeguato per 47% (124 habitat) e addirittura cattivo per il 39% di essi (102 habitat), per il restante 4% non ci sono dati sufficienti alla valutazione.Tra gli habitat che presentano, in media, le peggiori condizioni troviamo quelli dunali, quelli di acqua dolce, torbiere e acquitrini, nessuno dei quali (0%) \u00e8 in uno stato di conservazione favorevole. Per gli\u00a0habitat\u00a0dunali, in particolare, il 71% di quelli tutelati dalla Direttiva sono in cattivo stato e in regressione, cos\u00ec come il 47% di acqua dolce, il 39% delle praterie, il 28% di torbiere e acquitrini, ma anche il 21% delle foreste, che includono gli habitat tutelati dalla Direttiva pi\u00f9 estesi d\u2019Italia (oltre 17.000 km2).Solo per lande e arbusteti temperati la maggioranza degli habitat (55%) \u00e8 in uno stato di conservazione favorevole, percentuale che scende al 26% per gli habitat costieri e marini, 15% sia per quelli rocciosi sia per le macchie di sclerofille.Le causeTra le pressioni principali alla biodiversit\u00e0 del nostro Paese, troviamo al primo posto (in termini di numero di habitat impattati da ciascun fattore) l\u2019agricoltura, che interessa oltre il 68% degli habitat protetti dalla Direttiva. Al secondo posto (con impatti negativi sul 58% degli habitat) troviamo invece le\u00a0specie aliene,\u00a0ovvero animali o piante trasportati volontariamente o involontariamente dall\u2019uomo in aree geografiche diverse da quelle in cui si sono originate, creando squilibri ecologici agli ecosistemi locali. Segue a breve distanza, impattando quasi il 56% degli habitat, lo sviluppo delle infrastrutture ad uso industriale, commerciale, residenziale e ricreativo. Tra gli ulteriori fattori di minaccia troviamo infine attivit\u00e0 forestali, modifiche ai regimi idrici legate alle attivit\u00e0 umane e cambiamenti climatici, oltre a processi naturali che favoriscono l\u2019espansione di alcuni habitat a discapito di altri.Carenza di datiUna percentuale significativa di specie e habitat \u00e8 caratterizzata da uno stato di conservazione incerto o del tutto indefinito: in molti casi regioni ed enti locali non hanno infatti provveduto ai monitoraggi indispensabili per valutare lo stato di conservazione della biodiversit\u00e0, che vanno fatti con personale, competenze e risorse adeguate: da questo dipende l\u2019efficacia delle misure di conservazione.&nbsp;\u201cLa biodiversit\u00e0 \u00e8 il nostro vero tesoro, la cui ricchezza non ha pari in Europa\u201d, dichiara\u00a0Marco Galaverni, Direttore Scientifico WWF Italia.\u00a0\u201cCome le opere d\u2019arte che riempiono d\u2019orgoglio il Bel Paese, anche la natura di casa nostra va tutelata al meglio. Purtroppo siamo ancora ben lontani dal riuscirci, per questo speriamo che il 2020 sia finalmente un anno di svolta in cui governi, regioni, comuni, aziende e singoli cittadini comprendano che senza natura non possiamo vivere e si attivino per conservarli con ambizione e coraggio. Non possiamo pi\u00f9 rimandare\u201d."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"World Wildlife Day, in Italia ancora centinaia di specie a rischio","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/world-wildlife-day-in-italia-ancora-centinaia-di-specie-a-rischio\/#breadcrumbitem"}]}]