Alleanza Cooperative Pesca: “Bene voto Parlamento che apre alla costituzione ZEE, allargando mare italiano”

Nelle relazioni internazionali pesa il macigno Libia

costituzione ZEE

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“Questo voto unanime della Camera indica la volontà del Paese di aprire una fase nuova nella gestione degli affari marittimi, sia sul piano interno – attraverso una maggiore consapevolezza della nostra storia marinara – sia su quello delle relazioni esterne”.

È questo il commento dell’Alleanza Cooperative Pesca in seguito all’approvazione odierna della Camera della proposta di legge per l’istituzione della ZEE (Zona Economica Esclusiva di pesca, che si estende fino a 200 miglia dalla costa), in conformità a quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare di Montego Bay del 10 dicembre 1982.

Il disegno di legge costituisce un ulteriore passo verso l’istituzione vera e propria di una ZEE che comprende tutte le acque circostanti il mare territoriale italiano attraverso un DPR previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, da notificare agli Stati il cui territorio è adiacente al territorio italiano o lo fronteggia. I limiti esteri della ZEE dovranno poi essere determinati sulla base di accordi con questi Stati.

All’interno della ZEE, l’Italia eserciterà i diritti sovrani attribuiti dalle norme internazionali vigenti, applicando anche nei confronti delle navi battenti bandiera straniera le norme del diritto italiano, della Ue e dei trattati internazionali in vigore per l’Italia, ferma restando la libertà di navigazione e di sorvolo nonché di posa in opera di condotte e di cavi sottomarini.

“L’istituzione di una ZEE italiana – spiega l’Alleanza – non sarebbe la prima in Mediterraneo; altri prima di noi vi hanno pensato: Francia, Spagna, Cipro, Tunisia, Egitto, Israele, Libano, Marocco, Monaco, Siria e Turchia. Ciò richiede sempre più lo sviluppo di un quadro di relazioni internazionali nel bacino con accordi relativi allo sfruttamento delle risorse marine, tra le quali quelle della pesca, così da fornire le necessarie garanzie agli interessi delle marinerie in questo nuovo quadro”.

Sul piano delle relazioni internazionali, l’Alleanza non può non rilanciare l’assoluta necessità di riportare a casa i 18 pescatori di Mazara del Vallo tuttora sequestrati illegalmente a Bengasi, liberando sia loro, sia le imbarcazioni “Medinea” ed “Antartide”.

“Occorre un intervento immediato che consenta il rilascio dei marittimi e dei motopescherecci, senza i quali avremo oltre cento famiglie senza reddito”, sottolinea l’Alleanza Pesca, ricordando che da oltre due mesi alcuni familiari stazionano davanti a Montecitorio nella speranza che questa terribile vicenda venga risolta.

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