Demolizione dei pescherecci e riduzione della capacità di pesca

Il fine è anche quello di garantire sicurezza alla navigazione

Demolizione dei pescherecci per incentivare la politica dell’abbattimento dello sforzo di pesca

L’abbattimento dello sforzo di pesca ha portato negli anni alla costruzione di Regolamenti Europei a tutela del prodotto ittico, senza considerare la tutela e la continuità di reddito degli operatori del settore.

I FEAMP negli anni hanno erogato fondi per il settore pesca, aiutando o cercando di aiutare coloro che vivono di pesca, puntando molto anche sulla messa in sicurezza e ammodernamento dei Motopesca, fino arrivare a misure di demolizione degli stessi.

Soffermiamoci un attimo sulle misure di demolizione. La demolizione nasce per incentivare la politica dell’abbattimento dello sforzo di pesca, ma non solo, il fine è anche quello di garantire sicurezza alla navigazione, lasciando operare motopesca ”giovani”, di recente costruzione con standard di sicurezza più alti e aggiornati ed eliminando quelli più datati come motopesca degli anni 60/70, così da dare anche eventualmente una speranza a vecchi pescatori di poter andare in pensione e finire la vita lavorativa passata in mare.

Se noi prendiamo ad esame il Reg.E.U. 508/2014 che mette le linee base sulla problematica prima citata, notiamo che la tendenza è esattamente l’opposto, si incentivano dando più punteggio ad un fine di graduatoria i motopesca di recente costruzione, quindi costruiti con parametri di sicurezza più aggiornati,  con standard di sicurezza nettamente superiore rispetto alle vecchie costruzioni.

Una volta stilata la graduatoria ai fini di demolizione troveremo unità navali più sicure più nuove con il nulla osta per essere demolite e le conclusioni le possiamo tirare da soli, più carrette del mare in pesca. Ricordando ovviamente che il Reg. E.U. 508/2014 è un regolamento che legifera sulla sicurezza in mare.

Cristian Varisco

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