“Il settore pesca, che dal governo non ha ancora ricevuto ristori adeguati alle gravissime perdite patite durante l’emergenza Covid, viene usato come vacca da mungere dalla maggioranza giallorossa. Nel dl Agosto, che doveva servire a dare risposte alle imprese in difficoltà, il governo ha fatto schizzare di ben cinque volte l’aumento dei canoni demaniali marittimi minimi per le attività di pesca, acquacoltura e tutti i settori produttivi che lavorano nell’ambito marittimo come ormeggiatori e attività turistiche, già messe in ginocchio dall’emergenza Covid. Dagli attuali 370 euro di canone base, fino a un massimo di 500, si passa infatti a 2.500 euro di minimo versamento per una postazione per imbarcazioni a uso pesca. Questo governo, che abbandona i nostri pescatori per settimane nelle carceri libiche, si ricorda della pesca solo per fare cassa sulla pelle di chi, con sacrificio, ha continuato a lavorare, approvvigionando le nostre tavole, anche durante il lockdown. Una vergogna e uno schiaffo a migliaia di imprese del nostro made in Italy”.
Lo dichiara il deputato e responsabile nazionale del dipartimento pesca della lega Lorenzo Viviani.
