Gli interventi introdotti dal Governo finalizzati a garantire alle imprese di pesca una adeguata liquidità per fronteggiare l’emergenza sanitaria tuttora in atto, rappresentano un tassello fondamentale per la sopravvivenza delle aziende del settore, attinte dalle conseguenze economiche derivanti soprattutto dalla contrazione dei consumi nel segmento ho.re.ca.
In particolare, la “cambiale pesca” è risultata un vero “salvagente” per un esiguo numero di imprese ammesse in crisi di liquidità, consentendo di evitare alle stesse effetti ulteriormente pregiudizievoli, se non esiziali.
Diviene pertanto fondamentale il rifinanziamento della cambiale stessa attraverso l’assegnazione di una nuova e cospicua dotazione all’ISMEA. Le somme sin qui affidate all’Ente sono state esaurite nel breve volgere di poche ore, con grande delusione delle aspettative del settore.
Federpesca ritiene che i fondi in questione potrebbero peraltro essere utilizzati in modo ancora più efficiente, destinando gli stessi alla copertura della garanzia, dei costi finanziari e delle spese accessorie, ma riportando l’erogazione agli istituti di credito ordinario.
Ciò potrebbe determinare un effetto di moltiplicazione delle operazioni ammesse, stimabile in un intorno di 10 volte, sulla base di quanto sperimentato sul mercato da analoghe attività di garanzia in capo ad altri strumenti di politica industriale. Ciò consentirebbe ad Ismea di accogliere un numero di molto maggiore di richieste già presentate e di quante potranno essere invogliate da un meccanismo maggiormente inclusivo.
Sarebbe poi opportuno distinguere l’accesso delle imprese ittiche da quelle agricole, sulla base di una evidente sproporzione in atto.
