A meno di un mese dai fatti di Terrasini, ancora un lutto per il mondo della pesca: nelle prime ore del pomeriggio di ieri è morto ad Anzio un pescatore. Poteva essere una tragedia di più vaste proporzioni: erano tre infatti gli uomini imbarcati sul peschereccio che, a causa del forte vento e delle alte onde, si è inabissato imbarcando acqua. Il comandante e uno dei due membri dell’ equipaggio si sono salvati, mentre inutili sono stati i tentavi di rianimare l’altro pescatore di origine tunisina.
È successo tutto nell’arco di poco tempo e a pochi metri dalla terra ferma.
“UNCI Agroalimentare esprime il proprio cordoglio per questa perdita che, al di là del fato avverso, ci sembra a tutti gli effetti figlia di una crisi che rischia di generare altre vittime. Proprio così. Condizioni meteomarine avverse e scoraggianti, non fermano la voglia o meglio ancora la necessità di uscire in mare e guadagnarsi da vivere. Settimane di inattività hanno decretato, per il settore della pesca, una crisi di vaste proporzioni. Non si parla di numeri e cifre sterili, astratte. Si parla di uomini e famiglie che, giornalmente e concretamente, debbono fare i conti con la vita. Ecco che si cerca dunque di riprendere a lavorare, a guadagnare per risalire la china e riappropriarsi anche di quella dignità che solo il lavoro sa dare. La necessità dunque è ciò che spinge a prendere il mare nonostante forse tutto suggerisca il contrario. Mentre piangiamo questa nuova vittima non possiamo non esprime sentimenti di rabbia e di delusione che ci spingono a chiedere, a chi di dovere, che si faccia in fretta. Bisogna aiutare un comparto tra i più penalizzati a causa della crisi economica che stiamo vivendo. Devono arrivare quanto prima gli aiuti che sono stati promessi; bisogna fare presto o altri disperati potrebbero decidere di sfidare la sorte pur di portare qualcosa a casa. Ai nostri pescatori viene chiesto continuamente di rispettare norme, leggi, convenzioni, accordi; ma qualcuno riserva loro lo stesso rispetto? Qualcuno si ricorda o rispetta questi lavoratori messi letteralmente in ginocchio dalla pandemia?
Il comparto vuole risposte, è dovere di chi ci governa darle: bisogna dare concretezza a quanto previsto dal DL Cura Italia.
Rinnovo il dolore per la morte di un lavoratore del mare, senza dimenticare che quelli rimasti hanno visto affondare ogni speranza di vita insieme al loro peschereccio”
Cosi Gennaro Scognamiglio presidente nazionale UNCI Agrialimentare.
