Amoroso: “Il cambio di rotta annunciato dal Governo si traduca in misure concrete per le marinerie”

Il presidente di AIC Pesca scrive al Ministro e al Sottosegretario: sostegno alla liquidità, interventi sul gasolio, revisione delle quote e tutela degli equipaggi.

AIC pesca

AIC Pesca chiede al Governo di trasformare gli impegni sulla pesca in misure operative per le marinerie: liquidità, gasolio, quote, sanzioni, rinnovo della flotta e tutele per gli equipaggi sono i punti indicati dal presidente Natale Amoroso.

Roma, 30 settembre 2026 – Dalle dichiarazioni politiche ai provvedimenti per salvaguardare le flotte italiane. È la richiesta avanzata dal presidente di AIC Pesca, Natale Amoroso, in una lettera indirizzata al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e al Sottosegretario, accompagnata da una piattaforma di interventi urgenti per la piccola pesca e la pesca industriale d’altura.

“Il riconoscimento delle difficoltà prodotte dalla burocrazia e dall’impostazione delle politiche europee sulla pesca apre uno spazio di confronto che chiediamo di tradurre rapidamente in decisioni – dichiara Amoroso –. Le imprese devono poter sostenere i costi delle uscite in mare, mantenere gli equipaggi e programmare la propria attività. La sopravvivenza delle marinerie richiede risposte concrete”.

Sul fronte della liquidità, AIC Pesca propone una moratoria di dodici mesi sulla quota capitale dei mutui e dei finanziamenti per le imprese in regola con i pagamenti che attestino una contrazione della liquidità, senza penalizzazioni nell’accesso futuro al credito. Per affrontare il caro gasolio, l’Associazione chiede un contributo diretto di 0,50 euro al litro al momento del rifornimento in porto, superando le difficoltà legate all’anticipazione dei costi e alla successiva compensazione fiscale.

Una parte della lettera riguarda la pesca d’altura e il gambero rosso, con particolare attenzione alla flotta di Mazara del Vallo. Le richieste comprendono meccanismi di compensazione tra contingenti di cattura non utilizzati nelle sottoaree GSA 12 e 16, l’apertura di un tavolo tecnico al MASAF sulle quote individuali per peschereccio e una revisione dei vincoli territoriali per le unità autorizzate a operare nel Mediterraneo oltre le quaranta miglia.

AIC Pesca sollecita inoltre un intervento sulle posizioni sanzionatorie pendenti e sul sistema dei punti, proponendo misure di sospensione e definizione agevolata che consentano alle imprese di recuperare la piena operatività e l’accesso ai bandi pubblici.

Il rilancio del comparto passa anche dal rinnovo della flotta, attraverso lo scorrimento delle graduatorie per la demolizione delle unità più anziane e programmi di ricostruzione selettiva di pescherecci moderni, sicuri e a basso impatto ambientale, con incentivi per i giovani. Per il personale imbarcato, l’Associazione chiede ammortizzatori sociali tempestivi nei periodi di blocco o riduzione forzata dell’attività e un adeguamento del reddito minimo garantito durante il fermo biologico.

La piattaforma richiama infine una diplomazia del mare fondata su accordi stabili con Tunisia e Libia e condizioni di reciprocità per le flotte dei Paesi terzi. Chiede inoltre di rafforzare le Organizzazioni di Produttori negli investimenti di filiera e di assicurare una quota finanziaria dedicata alla pesca nel prossimo bilancio pluriennale europeo.

“Siamo pronti a un confronto costruttivo con il Governo – conclude Amoroso –. Salvaguardare la pesca italiana significa difendere il lavoro, la sicurezza alimentare e il futuro delle comunità costiere. Ora occorre dare tempi e strumenti all’attuazione degli impegni”.

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