Aqua De Mâ partner EcoeFISHent

È l'unica azienda di acquacoltura a partecipare al progetto di economia circolare

Aqua De Mâ partner EcoeFISHent. La società di acquacoltura, che alleva branzini e orate nel golfo del Tigullio, tra Sestri Levante e Portofino, prenderà parte al progetto europeo EcoeFISHent, finalizzato al recupero e alla riutilizzazione degli scarti del pesce e del materiale da pesca per ridurre gli sprechi alimentari e salvaguardare gli ecosistemi marini grazie all’innovazione tecnologica.
Aqua De Mâ gestirà il proprio ciclo produttivo al fine di recuperare tutti i possibili co-prodotti. Il materiale di scarto sarà raccolto da altri partner di EcoeFISHent per il pre-trattamento attraverso una particolare attrezzatura, situata presso la sede della società, che esegue la separazione e il recupero; le reti da pesca saranno raccolte e inviate a una fabbrica di plastica per il riciclo creativo e le scatole utilizzate per il confezionamento del pesce saranno sostituite gradualmente con eco-box compostabili e biodegradabili.
Aqua De Mâ partner EcoeFISHent
Aqua De Mâ partner EcoeFISHent
“Si tratta di un progetto virtuoso a cui siamo onorati di prendere parte – spiega Roberto Cò, amministratore delegato di Aqua De Mâ – Da sempre siamo attenti alla qualità del nostro mare e le analisi che conduciamo periodicamente confermano che il nostro impianto è ecologicamente sostenibile. Questa di EcoeFISHent è però un’occasione unica che ci permetterà di migliorare ulteriormente nella tutela ambientale concretizzando i principi dell’economia circolare”.
Il progetto EcoeFISHent è stato presentato sotto la guida di FI.L.S.E. Spa (Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico) e avrà la durata di cinque anni. 34 i partner, provenienti da 7 Paesi, di cui 5 Stati membri UE (Italia, Spagna, Norvegia, Bulgaria e Francia), un Paese associato al programma Horizon 2020 (Israele) e un paese extra-UE (Kenya).
Grazie a EcoeFISHent sarà possibile ottenere dagli scarti derivanti dalla lavorazione del pesce numerose sostanze bioattive che potranno essere utilizzate in diversi settori: alimenti funzionali, integratori alimentari, cosmetici, farmaci. I residui di queste sostanze saranno a loro volta impiegati per fertilizzanti ad uso agricolo, biodiesel e chitina. In alternativa all’utilizzo di materiale plastico per trasportare e conservare il pesce, il progetto prevede la realizzazione di scatole riutilizzabili in Moca (materiale destinato al contatto con gli alimenti), già brevettato, biodegradabile e compostabile. Anche le reti e le lenze da pesca abbandonate in mare verranno riutilizzate, attraverso lo sviluppo di un modello di impianto per il recupero e il riciclo dei materiali da pesca, e trasformate in confezioni per prodotti cosmetici oppure cinture di sicurezza per automobili.
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