Caldaroni. I pescatori di tutta Italia si organizzano per scendere nuovamente in piazza

Sembrerebbe che la manifestazione dei pescatori di tutta Italia che si è tenuta a Roma lo scorso 28 ottobre abbia esaurito il suo clamore. Sembrerebbe ma non è così!
Di fatto come un tam tam che si sussegue incessantemente, uomini e donne di mare, si stanno riorganizzando per tornare nuovamente a protestare insieme, in tanti, molti di più della scorsa volta e maggiormente motivati.

Stamattina abbiamo “chattato” con Francesco Caldaroni, presidente di Marinerie d’Italia e d’Europa, alle 5,50 del mattino, si trovava in mare, noi in redazione.

“Abbiamo già manifestato pubblicamente i problemi di tutte le marinerie d’Italia, ma se, come ci è stato promesso lo scorso 28 ottobre, i tavoli di contrattazione di camera e senato non si apriranno, torneremo in piazza a manifestare nuovamente”, ha scritto Caldaroni

Le pagine Facebook dei gruppi dedicati alla pesca sono tante e da ognuna di esse c’è un rimbalzo di notizie circa ciò che già è stato fatto per risollevare il settore e ciò che si dovrà ancora fare. L’ipotesi più ricorrente è proprio quella di unirsi in un’unica voce e manifestare nuovamente con maggiore risonanza.
E da Porticello (PA) giunge a Marinerie d’Italia e d’Europa la richiesta di unirsi in una sola voce.

“Io domenica 6 sono a Porticello, in Sicilia. Ci hanno invitati i pescatori del posto, vogliono unirsi a noi. Faremo una riunione per essere di più e meglio prepararti ad esporre i nostri problemi e ad avanzare delle lecite richieste”, continua in chat Caldaroni.

Quali sono esattamente le vostre richieste chiediamo dalla redazione di Pesceinrete

“Ho più volte detto che se le promesse ricevute a Roma lo scorso 28 non saranno mantenute noi siamo pronti a riscendere in piazza. In quella sede abbiamo chiesto che fosse sospesa la 154 per poterci permettere di lavorare in regola. Noi peschiamo con reti e palangari a norma EU ma il tonno e il pesce di piccola taglia entra lo stesso. Che senso ha buttare i pesci in mare? Ai palangari devono dare la possibilità di poter tenere almeno 3 tonni al giorno”, aggiunge Caldaroni.

Quindi chiedete che vengano rivisitate alcune norme che non sono applicabili proprio perché impossibile da applicare oggettivamente?

“L’obbligo del giornale di pesca elettronico, con la pesatura prima dello sbarco non ha senso, perché il pesce viene venduto anche 12 ore dopo e il peso nel frattempo è sceso del 20 percento e i pescherecci sono in verbale”, scrive ancora Caldaroni e conclude: “Siamo in attesa che riaprano il discorso in Commissione Agricoltura, camera e senato, se ciò non avverrà scenderemo nuovamente in piazza con la chiara richiesta di incontrare il ministro Maurizio Martina”. 

Candida Ciravolo

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