Carburanti, Confeuro: “Preoccupati per la protesta in Sicilia. Soluzioni da UE e Italia”

Tiso: "Comprendiamo le difficoltà delle imprese agricole, ma i blocchi stradali non sono una risposta strutturale. Servono interventi immediati e una maggiore autonomia energetica europea"

Confeuro - Tiso

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Confeuro segue con preoccupazione la protesta degli agricoltori siciliani contro l’aumento del costo del carburante e dei costi di produzione. Il presidente Andrea Tiso chiede interventi concreti da parte dell’Italia e dell’Unione europea, insieme a una strategia di medio e lungo periodo per ridurre la vulnerabilità del settore agricolo alle crisi energetiche e geopolitiche.

“Confeuro sta seguendo con attenzione e preoccupazione la protesta degli agricoltori siciliani, scesi in strada con i trattori per denunciare l’aumento del costo del carburante e dei costi di produzione. Comprendiamo pienamente il momento di difficoltà che stanno vivendo le imprese agricole in Sicilia, così come nel resto d’Italia: il caro-energia sta incidendo pesantemente sulla sostenibilità economica delle aziende”.

È quanto dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro.

“Allo stesso tempo – prosegue Tiso – riteniamo che i blocchi stradali non possano rappresentare la risposta strutturale ai problemi del settore primario. Occorrono confronto, responsabilità e soprattutto interventi concreti e tempestivi da parte delle istituzioni. L’Italia e l’Unione europea – sottolinea il presidente Confeuro – sono fortemente esposte alle crisi geopolitiche internazionali e alle conseguenze che queste producono sui mercati energetici. La situazione dimostra ancora una volta quanto sia strategica una maggiore autonomia energetica europea, sulla quale è necessario accelerare”.

“Come Confederazione Agricoltori Europei – conclude Tiso – siamo disponibili a confrontarci con le autorità competenti per individuare soluzioni proattive, capaci di calmierare gli effetti dell’attuale crisi e sostenere concretamente gli agricoltori. Servono misure immediate per affrontare l’emergenza, ma anche una strategia di medio e lungo periodo che renda il comparto agricolo meno vulnerabile alle crisi energetiche e geopolitiche”.

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