Lotta al degrado e all’erosione del suolo, valorizzazione della biodiversità e della pesca sostenibile: questi gli obiettivi di quattro progetti che la Fao realizzerà in otto Paesi, grazie ad un finanziamento di circa 13,6 milioni di dollari. Una decisione nata in occasione della 61esima riunione del Consiglio GEF (Global Environment Facility), il suo principale organo di governo.
“Prevenire il degrado è particolarmente importante per la trasformazione dei sistemi agroalimentari globali – ha affermato QU Dongyu, Direttore Generale della FAO – Questi progetti costituiscono una nuova fondamentale iniziativa volta a proteggere e migliorare le nostre risorse al fine di ottenere una migliore produzione, una migliore alimentazione, un migliore ambiente migliore e, dunque, una migliore vita per tutti“.
I progetti approvati dal GEF saranno realizzati in collaborazione con i governi di Barbados, Capo Verde, Guyana, Malesia, Isole Marshall, Suriname, Thailandia e Trinidad e Tobago: saranno cofinanziati, porteranno benefici a oltre 135.000 persone e risaneranno più di 4.150 ettari di paesaggio; 37.000 tonnellate di stock ittici sovrasfruttati saranno portate a livelli più sostenibili, nell’ambito di un’iniziativa chiave che coincide con l’Anno Internazionale della Pesca Artigianale e dell’Acquacoltura.

Tra i quattro progetti, uno sarà messo in campo nel bacino del fiume Golok/Kolok, al confine tra Thailandia e Malesia: il suo obiettivo è garantire la gestione dell’acqua, la mitigazione delle inondazioni e il controllo dell’erosione. Ai Caraibi e a Capo Verde si punterà sulla sicurezza alimentare, l’ambiente e i mezzi di sussistenza dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS), che affrontano sfide ambientali uniche e duramente colpite dal punto di vista economico a causa della pandemia. Barbados, Guyana, Suriname e Trinidad e Tobago collaboreranno a un progetto volto a ridurre la pesca eccessiva e a promuovere una pesca più responsabile e la conservazione dell’ambiente marino, mentre un progetto nelle Isole Marshall sarà dedicato al recupero delle foreste e alla gestione dell’habitat marino, nel tentativo di trasformare i sistemi agroalimentari.