Fase 2. Senza linee guida il settore pesca è allo sbando

Ad oggi tutto è lasciato in mano agli RSPP di bordo

Un nuovo DPCM è stato pubblicato, linee guida per i vari settori sono state emanate dalla task force ministeriale, ma per il settore pesca ad oggi nessuna linea guida da parte dello stato per far sì che gli armatori possano garantire la loro sicurezza e quella dell’equipaggio durante le bordate di pesca.

Ad oggi il tutto è lasciato in mano ai Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) di bordo, i quali a seconda della loro percezione ed esperienza adottano criteri differenti. Senza uno standard uguale per tutti non si ha la percezione di cosa si debba fare. Una linea guida è fondamentale, anche per mettere nelle condizioni gli RSPP di svolgere la propria mansione in modo ottimale, senza tralasciare nulla.

Un settore particolare, e delicato come la pesca non può non avere un protocollo standard legiferato ed approvato dagli enti competenti, specialmente dopo l’applicazione della ILO 188.

È doveroso prendere in considerazione l’argomento, utilizzare gli esperti del governo, le federazioni, le organizzazioni sindacali in modo tale da unificare le competenze di tutti ed erigere un protocollo ad hoc per il settore suddiviso per tipologia di pesca ed unità, in modo tale che ogni armatore possa garantire un protocollo anti contagio approvato ed inattaccabile, in virtù del fatto che il D.lgs 271/99 non ha decreti attuativi riguardo la formazione e lo standard di sicurezza a bordo.

La fase 2 non ha preso in considerazione questa possibilità, la fase 3 è alle porte, oramai è palese la convivenza futura con il COVID 19 e non si può più lasciare una tal lacuna non colmata.

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