03/03/15 – ISTITUZIONI & POLITICA – La biodiversità marina e costiera rappresenta un ambito di particolare preoccupazione. Le pressioni comprendono danni al fondo marino, inquinamento, specie esotiche invasive e acidificazione.
La pesca eccessiva è diminuita nell’Atlantico e nel Baltico, tuttavia non nel Mediterraneo che mostra un quadro negativo, con il 91% degli stock valutati soggetti a eccessivo sfruttamento nel 2014.
Questo è quanto evidenziato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA) che ha presentato oggi la Relazione sullo Stato dell’Ambiente Europeo.
Per l’Italia, i lavori sono stati coordinati dall’ISPRA in accordo con il Ministero dell’Ambiente.
La valutazione quinquennale “L’ambiente in Europa – Stato e prospettive nel 2015” (SOER 2015) fornisce una valutazione completa e integrata sullo stato, le tendenze e le prospettive dell’ambiente in Europa in un contesto globale. Rende nota l’attuazione della politica ambientale europea tra il 2015 e il 2020. Analizza le possibilità di modifica delle politiche esistenti (e le conoscenze utilizzate per rendere note tali politiche) al fine di raggiungere la “Visione 2050” dell’Unione europea di vivere bene entro i limiti del nostro pianeta.
La relazione è stata preparata come un impegno comune in stretta collaborazione con Eionet, nonché con i servizi della Commissione europea. Inoltre, diverse organizzazioni internazionali sono state coinvolte nella revisione tra pari della valutazione.
Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA ha affermato: “La nostra analisi mostra che le politiche europee hanno affrontato con successo le numerose sfide ambientali nel corso degli anni. Tuttavia evidenzia al tempo stesso che continuiamo a danneggiare i sistemi naturali che sostengono la nostra prosperità. Sebbene vivere entro i limiti del pianeta rappresenti una sfida immensa, vi sono enormi benefici nel raccogliere questa sfida. Utilizzare appieno la capacità innovativa dell’Europa potrebbe renderci realmente sostenibili e situarci alla frontiera della scienza e della tecnologia, creando nuovi settori produttivi e una società più sana”.