Il Senato approva il “Salva Mare”

Un passo importante nella lotta al "marine litter" e all'inquinamento dei nostri mari

Il Senato approva il Salva Mare

Il Senato approva il “Salva Mare”, un passo importante nella lotta al “marine litter” e all’inquinamento dei nostri mari. Il via libera dell’Aula al provvedimento è arrivato con 220 voti favorevoli, 15 astensioni e nessun contrario. Ora, alla luce di alcune modifiche apportare al disegno di legge, si dovrà attendere il ritorno alla Camera per l’approvazione definitiva.

Il Salva Mare, bandiera dell’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa, approvato a Montecitorio il 24 ottobre 2019, ha l’obiettivo di contribuire al risanamento dell’ecosistema marino e alla promozione dell’economia cir­colare, nonché alla sensibilizzazione della collettività verso modelli comportamentali virtuosi volti alla prevenzione dell’abbandono dei rifiuti in acqua (mare, laghi, fiumi e lagune) e alla loro corretta ge­stione. Uno strumento efficace per far fronte all’emergenza planetaria dell’inquinamento del mare, vera e propria piaga per un ecosistema che, se in salute, è in grado di produrre più del 50% dell’ossigeno che respiriamo e assorbire il 30% della CO2 prodotta. In quest’ottica, nelle scorse settimane, era stato presentato un nuovo appello al Parlamento, per una rapida approvazione della legge, firmato da tutto il mondo del mare: Confindustria Nautica, Marevivo, Federazione del Mare, Assonave, Assoporti, Confitarma, Federpesca, Lega Navale, LIV e Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Il Salva Mare, dunque, consentirà a pescatori, comandanti e conducenti di natanti, di portare a terra i rifiuti in plastica raccolti in acqua affinché vengano correttamente smaltiti, senza incorrere in sanzioni; metterà in campo misure contro l’inquinamento di mari e corpi idrici e promuoverà nelle scuole iniziative dedicate all’educazione ambientale.

Tra le associazioni che hanno espresso soddisfazione per l’approvazione in Senato del disegno di legge c’è anche la Federpesca: “Con il ddl Salvamare finalmente viene riconosciuto l’importante ruolo dei pescatori che da anni si occupano della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in plastica – commenta Francesca Biondo, direttore generale di Federpesca – Fino ad oggi infatti i rifiuti pescati accidentalmente in mare o prodotti dall’attività di pesca sono considerati rifiuti speciali e soggetti ad una procedura molto complessa dal punto di vista burocratico. Con il ddl Salvamare i pescatori saranno invece autorizzati a portare i rifiuti nei porti e ottenere un certificato ambientale“.

La Federpesca, da sempre in prima linea per l’abbattimento dell’inquinamento marino, si augura che ci sia un ulteriore passo avanti: “Auspichiamo lo stanziamento di risorse volte a supportare lo smaltimento dei rifiuti e l’approvazione definitiva del provvedimento – conclude la direttrice Biondo – che costituisce una prima risposta concreta al grande dibattito in corso proprio in questi giorni a Glasgow all’interno della COP26

Il Senato approva il “Salva Mare”, qui il testo del disegno di legge: https://bit.ly/3bWoIge

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