Nuovo accordo di pesca tra UE e Mauritania

Questo nuovo accordo conferma diversi decenni di cooperazione nel settore della pesca

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L’Unione Europea e la Repubblica Islamica di Mauritania hanno concluso lo scorso mercoledì 28 luglio i negoziati per il rinnovo dell’accordo bilaterale sulla pesca sostenibile.

Questo nuovo accordo, che sostituisce quello in vigore dal 2008, contribuisce a rafforzare ulteriormente il partenariato politico tra l’UE e la Mauritania e conferma diversi decenni di cooperazione nel settore della pesca, settore chiave per lo sviluppo dell’economia mauritana e uno dei principali pilastri della crescita blu europea.

Coerentemente con la politica europea della pesca, il nuovo accordo arriva dopo un lungo negoziato, avvenuto in una fase di riforma della gestione della pesca della Mauritania e recepisce le priorità della nuova strategia nazionale settoriale recentemente adottata.

Il protocollo di attuazione che accompagna il nuovo accordo è stato concluso per un periodo di cinque anni e mira ad un graduale allineamento delle possibilità di pesca offerte alle navi dell’Unione che operano nelle acque della Mauritania con la loro attività effettiva, tenendo conto dei migliori pareri scientifici nel contesto di una maggiore monitoraggio dello stato delle risorse alieutiche interessate. Per questo motivo il protocollo prevede, tra l’altro, una clausola di revisione prima del terzo anno di applicazione al fine di consentire l’eventuale adeguamento delle possibilità di pesca e del contributo finanziario versato dall’Unione alla luce dell’effettivo utilizzo di tali possibilità dalle navi dell’Unione.

Il nuovo protocollo contribuisce alla pesca responsabile e alla gestione sostenibile delle risorse alieutiche in condizioni tecniche e operative e trasparenza migliorate. Mira in particolare a ridurre al minimo l’impatto della pesca sugli ecosistemi marini e rispetta le attività delle flotte costiere e artigianali mauritane.

Il protocollo prevede l’accesso della flotta europea alle acque mauritane per la pesca di crostacei, pesci demersali, tonni e piccoli pelagici, per un totale di circa 290.000 tonnellate annue. Per i primi anni di applicazione del protocollo, oltre alle catture pagate dai pescatori europei, l’UE dedicherà 57,5 ​​milioni di euro all’anno a questo partenariato. L’Unione Europea verserà altri 16,5 milioni di euro, ripartiti sulla durata del protocollo, come sostegno settoriale per accompagnare l’attuazione della strategia nazionale mauritana attraverso misure approvate congiuntamente.

Con questo nuovo protocollo, l’Unione Europea e la Mauritania ribadiscono la loro volontà di generare più ricchezza e opportunità di lavoro in Mauritania, garantendo al contempo la continuazione delle attività di pesca per le navi europee tradizionalmente operanti nelle acque mauritane. In questo contesto, il protocollo incoraggia la cooperazione tra operatori economici.

Il nuovo protocollo prevede, tra l’altro, una modifica a breve termine della zona di pesca per la categoria dei piccoli pelagici, sulla base di un parere scientifico favorevole, che è già stato emesso dal Comitato scientifico congiunto indipendente. Questa misura migliorerà l’attrattività delle acque mauritane per la flotta europea, garantendo al tempo stesso, attraverso l’adozione di un piano di gestione, la conservazione di questa risorsa.

Le autorità mauritane hanno già avviato l’elaborazione di questo piano di gestione, che sarà convalidato dal Comitato congiunto quanto prima dopo la conclusione del processo di adozione a livello nazionale.

Altre misure all’interno del protocollo includono il miglioramento della raccolta dei dati attraverso l’applicazione di sistemi elettronici per il monitoraggio quotidiano e un migliore monitoraggio delle attività della flotta, definizioni chiare dei limiti di catture accessorie, disposizioni più dettagliate sull’osservazione scientifica, condizioni e requisiti migliorati per i marittimi.

Il protocollo include anche un nuovo allegato specificamente dedicato alla trasparenza, che mira a facilitare la raccolta dei dati e la diffusione delle informazioni sulle attività di tutte le flotte che operano nelle acque mauritane.

Sono previste misure per facilitare e migliorare l’efficienza del sostegno settoriale nei prossimi anni. In concomitanza con la Strategia nazionale per lo sviluppo del settore della pesca recentemente adottata dalla Mauritania, il protocollo definisce preventivamente le linee di intervento per l’assegnazione del sostegno settoriale, che sarà approvato in sede di prima Commissione paritetica entro i primi tre mesi di applicazione del nuovo protocollo.

In tale contesto, sarà prestata particolare attenzione alla ricerca scientifica, in particolare per quanto riguarda il monitoraggio rafforzato dello stato degli stock, anche attraverso l’attuazione di programmi di osservazione scientifica recentemente raccomandati dal comitato scientifico congiunto e dalle pertinenti organizzazioni regionali di pesca.

Le azioni per proteggere gli ambienti e gli ecosistemi marini continueranno nell’ambito del nuovo protocollo attraverso progetti a beneficio dei Parchi Nazionali Costieri. Le azioni volte a rafforzare la capacità di controllare e monitorare le attività di pesca, nonché le capacità dei dipartimenti che attuano la nuova strategia nazionale, sono ammissibili al finanziamento dell’UE.

Inoltre, parte dello stanziamento sarà utilizzato anche per migliorare e controllare le condizioni sanitarie durante la produzione e la trasformazione dei prodotti della pesca al fine di migliorare l’impatto economico a livello nazionale.

Infine, uno specifico asse di intervento sarà dedicato alle misure a sostegno della pesca artigianale e delle comunità costiere, che ricevono anche altri sostegni europei attraverso programmi di cooperazione bilaterale.

Rispetto all’attuale protocollo, le modalità di attuazione del sostegno settoriale sono state semplificate e rafforzate, per tener conto dei principi di trasparenza, efficienza, efficacia e sana gestione finanziaria. L’assegnazione sarà monitorata dal Comitato misto previsto dall’accordo, che si riunirà almeno una volta all’anno, e dal monitoraggio periodico delle attività svolte in collaborazione con la Delegazione dell’Unione europea a Nouakchott.

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