29/04/2015 – ISTITUZIONI & POLITICA – “La pesca siciliana non può ulteriormente essere mortificata da scelte del Governo nazionale che la danneggiano. Le quote accidentali aggiuntive attribuite al tonno rosso devono essere assegnate alla pesca
che viene effettuata con la tecnica del palangaro affinché si possa garantire la sopravvivenza minima delle imprese e dei pescatori siciliani”. Lo dice l’assessore regionale dell’Agricoltura, Nino Caleca, dopo aver ascoltato le richieste emerse nel corso degli Stati Generali della Pesca che si sono svolti a Palermo.
“La quantità di tonno rosso nelle acque del Mediterraneo – aggiunge – per effetto delle inibizioni alla pesca e delle quote assegnate dall’Unione Europea, è oggi cresciuta in maniera esponenziale mettendo a rischio anche l’equilibrio della fauna marittima presente. Il tonno, infatti, si ciba di pesce azzurro e la riduzione di quantità di questo tipo di pescato è quella che fa lanciare oggi un autentico grido di allarme ai pescatori siciliani. Corollario di questo problema anche l’aumento di incidenza del pescato accidentale di tonno, per il quale i nostri pescatori vengano duramente sanzionati”.
