Regno Unito. Brexit opportunità per ripresa del settore ittico

Due tra le principali organizzazioni del Regno Unito rappresentative dei pescatori commerciali – la Scottish Fishermen’s Federation (SFF) e la National Federation of Fishermen’s Organisations (NFFO) – hanno stabilito dei principi comuni per assicurare il migliori condizioni possibili per le comunità costiere nei prossimi negoziati Brexit.

Le due federazioni si sono incontrate a Edimburgo lo scorso 25 novembre e hanno concordato gli obiettivi che vogliono dai negoziati per lasciare l’Unione europea.
I pescatori di tutto il Regno Unito vedono la Brexit come una opportunità storica per assicurare un significativo beneficio economico per le comunità costiere una volta che il Regno Unito riprenderà il controllo delle sua 200 miglia di zona economica esclusiva (ZEE).

Le federazioni si sono trovate d’accordo sul fatto che non deve esserci alcun ribaltamento dell’attuale politica comune della pesca (PCP) e che i negoziati in materia di pesca non devono essere intrappolati in questioni che non riguardano la pesca.
Inoltre, le federazioni insistono sul fatto che dai negoziati devono beneficiare tutti i settori dell’industria della pesca.
In particolare, le federazioni ritengono che questa sia l’occasione per andare oltre i risultati limitati della PCP e per far ciò è necessario creare una strategia di gestione ambiziosa per le acque del Regno Unito che sia eco-sostenibile e ad alto rendimento economico. In particolare, vi è la necessità di elaborare e attuare una politica praticabile dei rigetti.

Bertie Armstrong, capo esecutivo della SFF ha detto: “La Brexit ha un significato monumentale per l’industria della pesca della nazione e per le nostre comunità costiere in termini di opportunità per un significativo aumento dell’attività economica. È di vitale importanza che i pescatori parlino con una sola voce per garantire che il Regno Unito e i governi decentrati lottino per gli interessi di queste comunità nei prossimi negoziati.
Barrie Deas, direttore esecutivo del NFFO, ha detto: “L’industria britannica è unita, una grande opportunità per mettere le cose a posto”

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