
UNCI Agroalimentare, attraverso un suo comunicato, si dice favorevole a dare maggior quota ai tanti pescatori che accidentalmente si trovano a pescare tonno rosso. Il perché è semplice afferma Gennaro Scognamiglio presidente dell’associazione di categoria: “diminuisce l’offerta estera ed aumenta il prodotto sul mercato italiano e dà una maggior valutazione a quanto venduto da chi detiene la quota e quindi l’equilibrio di mercato, inoltre rompe il muro della pesca illegale e non crea ulteriori disaggi alla pesca professionale”.
“Quindi una possibilità per i tanti ed una conferma economica per i detentori di quota. – Prosegue Scognamiglio – Aumento proporzionale tra quote detenute e pesca accidentale, oseremmo affermare tanti proprietari di quota, pochi illegali. Gli investimenti fatti dagli armatori detentori vanno salvaguardati e tutelati, ma non svalutati creando una maggior cattura ed un minor valore economico della quota”. “Ancora riceviamo lamentele per il mancato pagamento del Fermo biologico 2015 e 2016 alle imprese.
Come sarà il fermo pesca 2017? Una cambiale in bianco, firmata dalla Direzione o una programmazione basata sull’esigenza di doversi fermare per una reale opportunità di ripopolamento senza contributo? Il problema dei delfini e la nostra richiesta di risarcimento ed attivazione misure compensative chi le sta discutendo? Siamo a maggio 2017 e il programma operativo FEAMP 2014 2020 ancora non si manifesta come un’opportunità reale per i pescatori. A questo punto, – conclude Scognamiglio – che fare? “