Unci Agroalimentare: “Le tavole rotonde e la non pretesa di primato”

Una disamina della associazione di categoria sull'onere e l'onore di rappresentare i pescatori

Che bella immagine “la Tavola Rotonda”: tutti  trovano  posto in un contesto di assoluta uguaglianza! E che bel concetto evoca tale immagine: parlare, discutere, confrontarsi con l’ altro senza temere posizioni di privilegio o viceversa sentirsi superiori per qualsivoglia motivo. Tutti sono alla pari; tutti portano il proprio bagaglio fatto di cultura, esperienza, capacità, conoscenza, competenza, lavoro; insieme si elaborano proposte, insieme si prospettano le varie soluzioni, insieme si tracciano le  eventuali rotte da seguire. Chiaramente come Associazione di Categoria legata alla pesca, giornalmente ci adoperiamo nel tentativo di risolvere  tutte quelle problematiche che un lavoratore del mare incontra.

Altrettanto chiaramente riteniamo, rappresentando circa il 20% delle cooperative di pesca italiane,  di possedere una identità autentica, ben definita e strutturata che ci permette il confronto, e a volte il contraddittorio, con altri Enti a noi equiparabili.

Partecipare alle tavole rotonde organizzate dalle Istituzioni per noi non è motivo di vanto ma un dovere al quale non ci sottraiamo: abbiamo l’onore e l’onere di tutelare, assistere e salvaguardare gli interessi dei nostri pescatori e quindi della pesca italiana nel suo complesso.

Partecipare all’individuazione di strategie comuni per l’equo sviluppo del settore della pesca è tra i nostri obiettivi principali. Ben conosciamo l’attenzione che la Ministra Bellanova riserva al nostro settore accordando piena fiducia alla DG della pesca italiana che lavora per cercare di dare risposte concrete a un comparto si in crisi, ma dalle potenzialità enormi. Senza deleghe, ma con impegno diretto e in completa sinergia con il Direttore Generale della pesca italiana, la Ministra sta cercando di affrontarle tutte le problematiche che affliggono i nostri pescatori.

Noi, come Associazione, non  perdiamo mai l’occasione per evidenziarle queste difficoltà cercando e suggerendo delle soluzioni che non scontentino ne’ i pescatori ne’ tutti i portatori di interesse del settore. Crediamo fortemente nel lavoro di squadra e peccato per gli altri se in Europa non ci considerano abbastanza rappresentativi del settore: ci basta avere voce in Italia.

Ai nostri pescatori diciamo “Abbiate fede e andate a pescare”.

Il politicamente scorretto ci richiama alla memoria il racconto Biblico che ci parla di un Giacobbe che compra  dal fratello gemello Esaù  la primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie. Il tutto perchè a ogni costo Giacobbe vuole ottenere la benedizione del padre e legittimare un  primato che significa per lui affermazione. La tradizione fa anche  riferimento a una tale incauta  impazienza e a una tale ingordigia che Esaù consuma il piatto di lenticchie senza attenderne la completa cottura.

UNCI Agroalimentare conferma la sua scelta di compiere il proprio dovere con  pazienza e senza pretesa di primato.

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