
La Yale University ha redatto la classifica mondiale degli stati sostenibili, facendo una panoramica globale di chi rispetta e tutela l’ambiente. Tale rapporto vuole essere uno strumento indirizzato alla classe politica e atto a mostrare le criticità e le azioni condivise da intraprendere per migliorare le prospettive dei singoli stati in materia di sostenibilità. Dalle stime dell’ Enviromental Performance Index è lampante come a primeggiare in classifica sia il Nord Europa, dove lo stato più attento all’ecosistema e in cui la qualità della vita è migliore è la Finlandia, a cui fanno seguito Islanda, Svezia, Danimarca, Slovenia, Spagna, Portogallo, Estonia, Malta e Francia. L’Italia si staglia in ventinovesima posizione con un punteggio di 8,43, preceduta da Stati Uniti, Repubblica Ceca ed Ungheria. La bassa posizione italiana in classifica denota un dato allarmante, ovvero che le pratiche e le politiche in materia di sostenibilità sono ancora poco considerate. Tra le 180 nazioni analizzate fanno da fanalino di coda Afghanistan, Nigeria, Madagascar, Eritrea, per chiudere con l’ultima in classifica, la Somalia. I criteri di analisi di ogni singolo paese sono stati livello di salute degli abitanti, la qualità dell’aria, la distribuzione di acqua potabile nel territorio, l’utilizzo delle risorse idriche, l’impatto sull’ambiente delle attività agricole, la salute delle foreste, le tecniche di pesca consentite, la tutela della biodiversità e degli habitat e la correlazione tra cambiamento climatico e metodologie di produzione di energia.