
Un nuovo arrivato nel settore, Rizhao Res Mo Ze Feng Yu Ye Ltd Co., ha presentato un progetto per aprire un allevamento di salmoni al largo della costa Rizhao nel Mar Giallo, lo specchio d’acqua che collega la Cina e le due Coree.
L’azienda punta a produrre 20.000 tonnellate di salmone all’anno, questo è quanto ha detto il founder e CEO della società, Li Ze Ming. Nata solo nel 2013, l’azienda ha già speso 3,2 milioni di euro per l’acquisto di avannotti, che sono stati poi rilasciati in una zona di acqua fredda a Rizhao, regione più nota per la produzione di gamberi e capesante. Secondo le previsioni della società il pesce crescerà fino a cinque chili in due anni per poi essere venduto a 27 euro ciascuno.
I margini lucrativi possibili con il salmone hanno da sempre attirato le aziende cinesi operanti nel settore della pesca.
Secondo Dong Shuanglin, professore presso l’Ocean University a Qingdao (centro leader per la ricerca di acquacoltura cinese), la Cina ha adeguate risorse di acqua nel Mar Giallo.
“Ci sono 130.000 chilometri quadrati di mare, con temperature adatte all’allevamento di salmone”, ha detto Shuanglin. “Se usiamo solo l’uno per cento di quella superficie per l’allevamento del salmone, avremo una risorsa enorme.”
La sempre più vivace domanda di salmone, dovuta in parte in parte alla scelta della Cina di abbracciare la cucina giapponese e alla decennale stategia di marketing messa in atto dal Norwegian Seafood Council, continua a guidare le importazioni, così come sta impegnando gli attori locali nell’impegno di far crescere stock di salmone a livello locale.
L’Oriental Ocean è uno tra i players di più alto profilo del paese e vende il salmone vivo in diverse catene di supermercati cinesi, una strategia di marketing che però ha avuto risultati contrastanti, visto che la maggior parte dei cinesi preferisce mangiare il salmone al ristorante.
La crescente domanda online di giovani consumatori urbani, che ordinano piatti pronti a base di salmone, ha fatto poco per incrementare la domanda di salmone vivo.