Acquacoltura. Nuovi sviluppi nella ricerca di mangimi alternativi

Una nuova ricerca lascia sperare in un’alternativa economica in grado di sostituire i mangimi convenzionali

Acquacoltura mangimi alternativi

Acquacoltura mangimi alternativi

Una delle più importanti sfide in acquacoltura è quella di interromperne la dipendenza da pesce foraggio, farina e olio di pesce.
Oggi, dopo una lunga ricerca, durata sei anni, arrivano i risultati per un team di scienziati dell’Università della California. I ricercatori hanno sviluppato un’alternativa economica che sostituisce i mangimi convenzionali e in grado di consentire un aumento del peso del pesce allevato.

Il nuovo mangime per pesci garantisce anche un valore nutritivo più elevato al prodotto finale ed è il primo ad assicurare importanti guadagni lungo tutta la filiera produttiva, in termini di sostenibilità, prestazioni, redditività economica e salute umana.

Pallab Sarker e Anne Kapuscinski, entrambi coinvolti nella ricerca, hanno sviluppato il loro nuovo mangime con l’utilizzo di cellule intere di una microalga marina Schizochytrium e con la biomassa residua della microalga marina Nannochloropsis.
La nuova formula di mangime è stata quindi testata in un esperimento in cui sono state allevate 480 tilapia del Nilo per sei mesi, dimostrando percentuali di aumento di peso superiori del 58% rispetto a quelle con alimentazione convenzionale ed anche la più alta quantità di acidi grassi DHA omega-3.

L’acquacoltura è il settore alimentare in più rapida crescita nel mondo e questa ricerca – secondo i ricercatori – potrebbe essere un punto di leva chiave per garantire una crescita sostenibile in modi che non danneggino gli ecosistemi terrestri o acquatici.

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