
Un grande risultato. Con l’impegno e le attività realizzate sul territorio dalle nostre due associazioni e il confronto tra gli operatori della filiera della pesca e dell’acquacoltura si sono messe in evidenza le possibili sinergie tra i due settori che si collocano in modo complementare nella filiera ittica “Made in Italy”.
Il comparto deve diventare sempre più strategico, il pesce d’allevamento è buono, controllato e accessibile. Servono, però, maggiore informazione e promozione. “Questo l’obiettivo, pienamente riuscito, di questa nostra iniziativa che è stata capace di unire i territori, valorizzando tipicità e tradizioni” Lo ha detto Pier Antonio Salvador, presidente dell’Associazione Piscicoltori Italiani, introducendo i lavori del convegno in occasione della chiusura dell’iniziativa: “Tutela e valorizzazione delle tradizioni alimentari locali, dei prodotti tipici, biologici e di qualità”, finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF).
Il progetto, realizzato dall’Associazione Temporanea di Scopo costituita dalla Federazione Italiana delle imprese di pesca (Federpesca) e dall’Associazione Piscicoltori Italiani (API), è iniziato nello scorso ottobre e ha promosso una strutturata campagna che, da un lato, serviva ad informare gli operatori del settore della pesca e dell’acquacoltura sulle misure per garantire le migliori condizioni di gestione delle attività di produzione e di commercializzazione dei prodotti, dall’altro a promuovere il settore ittico ed i suoi prodotti, attraverso azioni di comunicazione mirate a rafforzare una visione positiva del ruolo dei produttori anche nella gestione responsabile delle risorse. Quattro gli eventi svolti a Chioggia (VE), Torre Canne (BR), Stintino (SS) e Piombino (LI).
Solo il 15% del fabbisogno nazionale viene soddisfatto dalle imprese italiane di pesca ed acquacoltura: in Italia l’85% dei prodotti ittici è importato.
Luigi Giannini, presidente di Federpesca, si è soffermato sulle opportunità di sviluppo dell’acquacoltura e della pesca e sulle criticità che gli operatori dei due settori affrontano quotidianamente. “La valorizzazione e la commercializzazione delle nostre produzioni ‘Made in Italy’ – ha osservato – passano anche attraverso la creazione di Organizzazioni di Produttori, altre forme associative e attraverso la creazione di Marchi Collettivi capaci di promuovere il settore ittico ed i suoi prodotti, valorizzandone le tradizioni e promuovendone la tipicità”