
“Oggi anche per il pesce spada ci troviamo a dover ricorrere nuovamente al ‘male estremo’ del sistema di quote già applicato altonno rosso. Ci troviamo a constatare che il Governo, nonostante già sapesse che si andava in questa direzione, non abbia avuto la lungimiranza peragire in tempo. Chiediamo che almeno per la gestione della pesca del pesce spada sia scongiurato un sistema di quote che crei, come accaduto per il tonno, un monopolio nelle mani di pochi grandi armatori a scapito della piccola e media pesca che usa sistemi di cattura piùsostenibili”. Lo afferma la deputata Silvia Benedetti del M5S della Commissione Agricoltura a proposito del Consiglio Ue Agricoltura e Pesca che si èsvolto ieri in Lussemburgo.
“Ad oggi il Governo, dopo l’apposito decreto dello scorso 29 settembre, ha reso pubblica una sola misura, buona ma del tutto insufficiente, come appunto l’estensione del fermo biologico autunnale alla pesca all’alalunga. Resta ancora tanto da fare”, spiega Benedetti, che sul tema ha presentato una risoluzione in Commissione Agricoltura.
Oltre all’introduzione del sistema di quote per il pesce spada, tra le altre misure fondamentali proposte dal M5S ci sono: la priorità nell’assegnazione delle quote a sistemi di pesca sostenibili e che sono in grado di dare un contributo alle economie locali; ottimizzare la tracciabilità delle catture e il loro controllo attraverso l’istituzione di un certificato e la disponibilità dei dati scientifici sulle catture storiche nazionali, per valutare l’entità della pesca illegale che per il pesce spada rappresenta un valore di oltre 25 milioni di euro l’anno; escludere, per un determinato periodo di tempo, dalla lista delle imbarcazioni autorizzate, quelle precedentemente sanzionate per pesca illegale