“Il vertice Nato ha dato un segnale chiaro all’Ue sulla Cina: basta ambiguità con chi viola i basilari diritti umani. Un segnale che condivido in pieno e che deve valere anche per la pesca. La Cina è infatti il secondo fornitore extra-Ue di pesce nel mercato europeo. Nel 2019, Pechino ha esportato verso l’Ue prodotti ittici per un valore di oltre 2 miliardi di euro. E come si evince dalla ‘List of Goods Produced by Child Labor or Forced Labor’ degli Stati Uniti, la produzione cinese si basa sullo sfruttamento dei lavoratori, persino con il ricorso al lavoro forzato. L’Ue che continua a chiedere sacrifici ai nostri pescatori in nome di un ambientalismo che dimentica la sostenibiltà economica, non può al contempo avvallare una concorrenza sleale alimentata dalla violazione dei principi su cui si basa la stessa Ue”.
Lo dice l‘eurodeputata della Lega e capogruppo di Identità e democrazia in commissione Pesca al Parlamento europeo, Rosanna Conte.
