COP26, nuotata simbolo nell’Atlantico

"Salvare l'oceano per salvare il clima”: gli attivisti di Our Fish in acqua a Ardrossan Beach

COP26, nuotata simbolo nell’Atlantico: “Salvare l’oceano per salvare il clima”. In occasione della 26ª Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, alcuni attivisti, ad Ardrossan Beach, vicino Glasgow, si sono tuffati nelle gelide acque dell’Oceano Atlantico nord-orientale e hanno fatto una nuotata, per dimostrare l’importanza e il valore dell’oceano nel mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

COP26, nuotata simbolo nell'Atlantico

L’evento è stato organizzato dalla campagna Our Fish, impegnata a contrastare, nelle acque europee, l’overfhising, causa del dissesto di interi ecosistemi marini. Oggi, il 63% dei pesci mondiali di cui ci nutriamo viene pescato in quantità decisamente oltre quelle sostenibili dalla natura, sia in termini di possibilità riproduttive che in termini di biodiversità.

«Congelarci nell’Atlantico non è solo un ottimo modo per fortificarci per i prossimi giorni della COP26 – ha dichiarato il nuotatore Mike Walker, consulente della campagna – È anche un forte promemoria: dobbiamo salvare l’oceano per salvare il clima. I decisori della COP26 devono abbracciare il potere dell’oceano per combattere il cambiamento climatico e, considerandolo il più grande pozzo di carbonio del pianeta, devono attuare piani di azione per il clima che mettano fine ad attività distruttive come la pesca a strascico e la pesca eccessiva». 

COP26, nuotata simbolo nell’Atlantico: la nuotata ad Ardrossan Beach, non è l’unica promossa dalla campagna Our Fish. L’evento è infatti una replica di quanto già organizzato in Francia durante il Congresso mondiale sulla conservazione dell’IUCN per celebrare, anche in questa occasione, il potere dell’oceano nel combattere il cambiamento climatico: un invito, dunque, riservato ai leader politici, affinché considerassero strategie per il clima capaci di porre fine alla pesca distruttiva. A Marsiglia, decine di persone si sono tuffate nel Mar Mediterraneo, mentre ai tavoli istituzionali, scienziati, ambientalisti e potenti della terra discutevano su come adottare un nuovo quadro globale per evitare la perdita di biodiversità entro il 2050.

L’evento di Marsiglia ha visto in campo insieme ad Our Fish, Seas at Risk, Oceana e WeMove Europe.

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