Il nuovo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) sottolinea l’enorme portata e pericolo dell’impatto umano su tutti i sistemi planetari, a causa delle emissioni di gas serra (principalmente CO2, metano e protossido di azoto), impatti che dureranno per secoli e persino millenni.
Il documento individua la necessità di accelerare sostanzialmente la riduzione delle emissioni durante questo decennio -fino al 2030- per mantenere la possibilità di non superare la soglia di 1,5ºC fissata dall’Accordo di Parigi. Il rapporto dell’IPCC sottolinea la crescente influenza del riscaldamento globale sulla crescente distribuzione, frequenza e gravità degli eventi estremi e presenta cinque scenari di possibili percorsi di riduzione delle emissioni. Tuttavia, nei casi più ambiziosi, c’è la possibilità di superare la soglia di 1,5°C entro il 2040, per poi iniziare a diminuire entro la fine di questo secolo.
Per l’IPCC, il periodo fino al 2030 è un “decennio cruciale”. Nello scenario migliore, una parte significativa della riduzione delle emissioni di gas serra causate dall’uomo dovrebbe essere raggiunta entro il 2030. Gli esperti affermano che è probabile che l’Artico sarà praticamente privo di ghiaccio almeno una volta prima del 2050, anche nello scenario più ambizioso di decarbonizzazione. Inoltre, avvertono che maggiori sono le emissioni e il riscaldamento, minore è la percentuale di carbonio assorbita dai pozzi naturali (oceano, foreste, suoli, zone umide). Allo stesso tempo, l’innalzamento del livello del mare quasi certamente continuerà per il resto del 21° secolo e almeno per i prossimi 20 secoli, anche con lo scenario di emissioni più basse che aumenterà di ulteriori 10-25 cm entro il 2050 e il 28. – 55 cm entro la fine del secolo.
Infine, l’IPCC non esclude il raggiungimento di punti di non ritorno con effetti bruschi e gravi su alcuni sistemi planetari, come il crollo della Corrente del Golfo e il relativo sistema di circolazione oceanica, la mortalità forestale massiccia o il disgelo improvviso dell’Antartide.
