In risposta alla pubblicazione della “Physical Science Basis for the Sixth Assessment Report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)“, che afferma inequivocabilmente che emissioni di CO2 senza precedenti stanno portando a cambiamenti diffusi, rapidi e intensificanti non visto da migliaia di anni, la direttrice di Our Fish, Rebecca Hubbard ha dichiarato:
“Questo ultimo rapporto IPCC è il campanello d’allarme. L’UE deve ora considerare ciò come il segnale per portare a termine ogni possibile azione per il clima, inclusa la fine della pesca distruttiva e della pesca eccessiva: questo è fondamentale per l’oceano, fondamentale per rallentare il riscaldamento globale poichè assorbe calore in eccesso ed emissioni di CO2”.
“Il riscaldamento che gli esseri umani hanno generato ha già bloccato i cambiamenti per centinaia o migliaia di anni a venire, specialmente per l’oceano, con l’innalzamento del livello del mare e lo scioglimento dei ghiacciai terrestri e marini”.
“Anche la frequenza e l’intensità delle ondate di calore marine – come quella che ha recentemente ucciso un miliardo di animali marini nel nord-ovest del Pacifico – diventeranno maggiori. Quindi l’impatto sull’oceano del cambiamento climatico avrà anche conseguenze sempre peggiori per i pescatori”.
“Gli scienziati sono certi che entro vent’anni raggiungeremo 1,5 gradi di riscaldamento, ma che se decarbonizziamo con urgenza e raggiungiamo la neutralità carbonica entro il 2050, possiamo fermare il riscaldamento. Pertanto le attività che danneggiano gli ecosistemi che immagazzinano carbonio, come i fondali marini e le popolazioni ittiche, devono essere fermate e l’ambiente ripristinato”.
“Nell’oceano, l’UE deve accelerare la transizione dalle attività che producono più emissioni di carbonio come la pesca a strascico; deve eliminare tutti i sussidi al carburante per l’industria della pesca e deve ridurre al minimo tutti gli impatti climatici causati dalla pesca, quindi che i nostri ecosistemi oceanici possano essere ripristinati e continuare a mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici estremi”, ha aggiunto.
