È di recente pubblicazione il Decreto MInisteriale (n.210 del 16 maggio 2019) contenente le disposizioni attuative per la campagna del tonno rosso 2019, a tal proposito afferma Gennaro Scognamiglio presidente UNCI Agroalimentare: “I segmenti del comparto pesca interessati a tale attività aspettavano con ansia la pubblicazione di un provvedimento che si preannunciava ricco di novità. Effettivamente le novità ci sono, e testimoniano la volontà di rendere il sistema di assegnazione delle quote più dinamico rispetto al passato. È necessario abbandonarla definitivamente quella staticità che scontentava tutti gli operatori”.
“Consideriamo i numeri: per il 2019 l’ Italia ha a disposizione una quota aggiuntiva di 414,23 tonnellate che porta a 4.308,36 tonnellate la quota complessiva disponibile; della quota aggiuntiva 66, 48 tonnellate sono destinate alla “quota non divisa” (UNCL); 332, 75 tonnellate vanno ai settori tradizionalmente autorizzati (tonnare fisse, circuizioni, palangari e pesca sportiva); 15 tonnellate (questa l’assoluta novità) vengono assegnate al nuovo settore delle feluche, il sistema di pesca selettivo tradizionalmente legato alla cattura del pesce spada. Le novità non finiscono qui: pensiamo all’ introduzione di meccanismi tendenti a premiare le O.P. che presentano Piani di Produzione sperimentali e innovativi; pensiamo alla definizione di nuove regole (basate sui livelli medi di catture per il triennio 2015/17 ) per l’attribuzione delle quote agli impianti di tonnara fissa ; pensiamo alla possibilità di trasferire, in maniera momentanea, la quota; pensiamo infine all’aumento del 20% di catture accessorie ammesse in sede di sbarco su base annuale per le imbarcazioni non in possesso di quote individuali di pesca (la piccola pesca costiera)”.
“In virtù di quanto fin qui affermato – aggiunge ancora Scognamiglio – bisogna ammettere che questo Decreto, pur non risolvendo le annose problematiche legate al settore, segna l’ inizio del giusto percorso da seguire per riuscire a soddisfare buona parte delle esigenze degli operatori. L’introduzione di elementi innovativi e soprattutto migliorativi dimostra che ci si sta muovendo verso la direzione giusta per poter creare un solido equilibrio tra attività di prelievo e conservazione degli stock”.
“Il Decreto in discussione segna anche un’importante apertura alla piccola pesca attraverso l’incremento della percentuale di catture accessorie; sicuramente le aspettative di molti degli operatori sono state disattese ma le premesse ci sono. – Conclude Scognamiglio – Siamo fiduciosi: ci aspettiamo assegnazioni più corpose alla piccola pesca in modo da incentivarne il reddito senza intaccare quello degli assegnatari storici. Come Associazione abbiamo il dovere di sottolineare il carattere positivo di tutte le novità introdotte da questo Decreto; abbiamo il dovere di sottolineare l’impegno di tutte le parti coinvolte, e soprattutto del Sottosegretario di Stato Franco Manzato e del Direttore Generale della Pesca Italiana Riccardo Rigillo, a mettere in atto un deciso cambiamento di rotta a tutto favore del comparto. Se il cambiamento inizia anche col mettere ordine, possiamo pensare che abbiamo cominciato a farlo con questo Decreto che contiene anche, all’.art. 3, l’ ufficiale definizione di piccola pesca costiera“.
