Prendiamo scienza, mare e persone e creiamo un legame (Bringing Science, Sea, People) questo il motto della settimana al Fish Forum 2018 della FAO, un evento che vede 550 partecipanti su scala internazionale. Iniziato lunedì 10 dicembre con una serie di workshop tematici, ben 7 diversi, che andavano dal riconoscimento dei successi in materia di realizzazione di misure di protezione spaziale per ecosistemi vulnerabili (aree di riproduzione e crescita dei giovanili; fortemente promosso da Oceana) fino agli attuali progetti in corso introduttivi ai processi di certificazione di pesca sostenibile nel Mar Mediterraneo (standard Marine Stewardship Council, progetto italiano Bluefish e progetto MedFish tra Spagna e Francia). Passando per le nuove tecnologie di monitoraggio delle attività di pesca in mare verso un futuro all’insegna di tecnologie e approcci sempre più evoluti (Università Tor Vergata e CSIRO).
Ieri 11 novembre la cerimonia di apertura di una settimana di lavori che si concluderanno nella mattinata di venerdì. Ricche le sessioni plenarie ad inizio lavori per ciascuna giornata e tre le sessioni parallele: “Migliore scienza per suggerimenti migliori” (Better science for better advice), “Strategie innovative per la realizzazione di nuovi suggerimenti” (Innovative strategies for the provision of advice), “L’efficacia di misure di gestione spaziale” (The effectiveness of area-based management).
Tre eventi a corollario nella giornata di ieri, il lancio del SoMFI 2018 lo State of Mediterranean and Black Sea Fisheries 2018, la dimostrazione dello strumento ICES Transparent Assessment Framework, e la presentazione dei risultati del progetto SponGES Horizion 2020.

Durante la cerimonia di apertura ieri è stata stressata l’importanza di identificare priorità di ricerca per la prossima decade, all’insegna di più scienza, risultati più accurati frutto di maggiore cooperazione e condivisione di dati e risorse. Open access uno dei principi portanti, ovvero accesso ai database scaturiti e che scaturiranno da progetti ed attività di ricerca per poter produrre misure di gestione basate sul rigore scientifico, per rendere possibile un dialogo ed una pianificazione ed utilizzo delle risorse transfrontaliere e condivise. Cooperazione dunque e produzione di misure armonizzate, di tecnologie sempre più avanzate, di analisi socio economiche e di studi sugli effetti combinati ed aggiunti dei cambiamenti climatici e building capacities, creazione di competenze, formazione sempre basata sullo stretto legame Science-Policy nexus in cui la scienza informa le misure di gestione e i gestori.
Questa la ricetta per fronteggiare nel prossimo decennio lo stato di sovrasfruttamento che caratterizza il 78% degli stock ittici in Mar Mediterraneo. Cosi se non fosse chiaro, Scienza, Mare e Persone insieme possono e potranno fare la differenza.