Niente più ‘spunta blu’ per il merluzzo proveniente da Danimarca, Scozia e Norvegia. La no profit internazionale Marine Stewardship Council ha deciso di sospendere momentaneamente a partire dal 24 ottobre l’omonima certificazione di pesca ecosostenibile dopo che gli stock di merluzzo nel mare del Nord sono crollati sotto al livello di salvaguardia biologica.
La notizia non è giunta completamente inaspettata. In giugno, l’organizzazione intergovernativa ICES (International Council for the Exploration of the Sea) che fornisce supporto scientifico agli Stati in materia di scienze marine, aveva raccomandato di ridurre le catture a 10,457 tonnellate nel 2020, circa il 64% rispetto alla quota per l’anno precedente.
Il merluzzo nordico, utilizzato nel noto piatto della tradizione inglese fish and chips, aveva ottenuto la certificazione MSC solo due anni fa, quando lo stock si pensava in buona salute. La certificazione era arrivata dopo gli sforzi dell’industria per evitare le catture di pesce giovane, ma anche in seguito alla chiusura alla pesca delle grandi zone di riproduzione e alle sperimentazioni di nuove reti.
Gli esperti non sono ancora sicuri su cosa ci sia dietro il collasso, ma al momento i maggiori indiziati sono il riscaldamento delle acque dovuto al cambiamento climatico e la riduzione negli ultimi anni del novellame capace di diventare adulto.
“Il declino dello stock di merluzzo nel mare del Nord è uno sviluppo preoccupante e gli ultimi modelli che suggeriscono che non ha ancora recuperato bene come pensavamo in precedenza,” ha detto Erin Priddle, direttore del programma MSC per il Regno Unito e l’Irlanda.
Secondo Mike Park, presidente dello Scottish Fisheries Sustainable Accreditation Group, l’industria è spiazzata dal fatto che, nonostante gli sforzi per ricostruire gli stock nel mare del Nord, alcuni sviluppi sembrano al di fuori del loro controllo. Il merluzzo è sotto la lente d’ingrandimento dell’ICES dal 1960, registrando una riduzione degli stock di circa 40-60% ogni anno fino al crollo del 2007, che costrinse la Commissione a introdurre un piano di recupero del merluzzo con riduzioni delle catture.
Gerardo Fortuna
