Il progetto BAPSI promuove il dialogo e la collaborazione tra industria e accademia mettendo insieme i rappresentanti del comparto industriale con gli enti accademici e i protagonisti della ricerca scientifica. Il fine ultimo è quello di sviluppare, implementare e potenziare l’occupazione dei giovani aiutando a comprendere l’importanza di nuove figure professionali legate al settore ittico, caratterizzate da una formazione ancorata su solide conoscenze e competenze “trasversali” in tema di sostenibilità ambientale e valorizzazione del mare.
L’ultimo rapporto della FAO sullo “Stato della Pesca e dell’Acquacoltura Mondiale” consegna l’analisi di una produzione ittica totale che entro il 2030 supererà i 200 milioni di tonnellate. Negli ultimi 40 anni, il consumo di pesce per scopi alimentari è aumentato considerevolmente, con un tasso medio annuo doppio rispetto alla crescita della popolazione mondiale (1,6%), dati molto superiori al consumo di tutti gli altri alimenti proteici di origine animale.
L’emergenza sanitaria, i dati sui consumi alimentari e la necessità di inseguire innovazione e sostenibilità stanno riscrivendo l’industria ittica nel Mediterraneo che sta vivendo una profonda trasformazione. Una metamorfosi, necessaria ed improrogabile, che mira a ridisegnare il settore attraverso l’innovazione e l’efficienza in modo da affrontare con successo le tante sfide che l’attendono, prima fra tutte quella della sostenibilità. In tale processo si inserisce il progetto BAPSI, sostenuto da Assoittica Italia.
In una recente intervista, Raffaele Mancini, nuovo Senior Project Manager del progetto ha indicato le potenzialità del progetto, dichiarando: “In ogni settore ci sono resistenze al cambio, resistenze che sono più forti quanto più forte è il cambio che si persegue. Devo dire che il settore ittico nel suo complesso è già un settore moderno, visto che per sua stessa natura necessita di efficienza ed innovazione per restare competitivo. Attualmente, il grande nemico di BAPSI è il Covid. L’impossibilità di attuare il progetto come era stato scritto ed approvato ha creato grandissime difficoltà ma anche curiosità ed interesse nella filiera ittica specialmente per questa “alleanza” tra industria e accademia. Bisogna guardare alla formazione nel settore ittico non come ad uno spot o un singolo e specifico progetto, poiché BAPSI è limitato nel tempo, ma il concetto che sta dietro l’idea progettuale è una formula che ci auguriamo possa essere replicata molte volte in futuro”.
Il progetto permetterà non solo difendere i nostri mari ma di ancorare la crescita su fondamenta più solide, tutelando il lavoro dei tanti operatori. BAPSI contribuisce a preparare il settore a questa sfida attraverso un percorso formativo innovativo ma rigoroso.
“Mi lasci ricordare che non solo non esistono molte opportunità di formazione per gli operatori del settore ittico, ma una formazione costruita sulla collaborazione tra industria e accademia è unica fino ad oggi. Un settore in grande fermento, moderno e dinamico, nella continua ricerca di migliorarsi. Opportunità molto significative in termini lavorativi e dobbiamo dirlo ai giovani. Il settore necessita di figure professionali nuove che concilino specificità settoriale con conoscenze, e consapevolezze, trasversali, la necessità di una formazione di alto livello”, ha dichiarato Raffaele Mancini.
