Indagine Nestlé fa luce sul traffico umano nella filiera ittica thailandese

Per la serie anche le multinazionali hanno un cuore. In un’indagine durata oltre un anno, la ong svizzera “La Verité” ha passato al setaccio la filiera produttiva di Nestlé. A volerlo, la stessa Nestlé, decisa a scovare eventuali “falle umanitarie” nella propria catena di fornitori. Nome in codice: operazione coscienza pulita. Le ricerche sono iniziate nel dicembre 2014, e l’esito è inaspettato.

L’ insolita voluntary-disclosure ha portato alla luce un enorme traffico di esseri umani, con base in Thailandia e destinazione l’industria del pesce più florida dell’Asia. Il rapporto pubblicato da Nestlé dimostra che “potenzialmente ogni azienda che importa prodotti ittici dalla Thailandia in Europa e negli Stati Uniti è esposta allo stesso rischio di abusi nella propria catena di rifornimento”.

La denuncia arriva poco dopo quella con cui, a inizio 2015, l’Associated Press scoperchiò un sottobosco di violenza e schiavitù nell’industria del pesce del Sud Est asiatico: rivelazioni che hanno portato alla liberazione, in Thailandia, di circa 2000 pescatori dalla morsa dei trafficanti.

L’indagine di “La Verité” commissionata da Nestlé è andata oltre. Racconta di esseri umani comprati per pochi soldi in Birmania e Cambogia e da lì contrabbandati, come merce, nei mari thailandesi. Qui “i pescatori possono lavorare anche per 10 anni senza mettere da parte un soldo” raccontano i testimoni intervistati. Uno di loro spiega che “diversi pescatori hanno perso la vita a causa delle condizioni di lavoro rischiose. I loro corpi – aggiunge – vengono semplicemente buttati in mare e spariscono”.

Sono oltre un centinaio le persone intervistate da “La Verité”: tra questi 80 pescatori ma anche proprietari di pescherecci, funzionari, grossisti. Le accuse sono gravi, e Nestlé le ha prese sul serio. Nei prossimi mesi la multinazionale ha annunciato che pubblicherà i report online, assieme a una descrizione dettagliata delle proprie strategie d’intervento. “Imporremo nuovi standard a tutti i nostri fornitori” ha assicurato il numero due di Nestlé Magdi Batato.

Fonte Corriere Sociale

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