Dal 2021 al 2030 la produzione ittica crescerà dell’1,2% annuo è quanto previsto dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico sulla base di proiezioni a medio termine dello sviluppo dell’acquacoltura in termini di produzione, prezzi, consumo e commercio elaborate per fornire informazioni alle aziende dei settori dell’acquacoltura e della pesca.
La produzione raggiungerà i 201 milioni di tonnellate entro il 2030, con un aumento totale di 23 milioni di tonnellate e un incremento del 12,8% rispetto al periodo di riferimento (2018-2020). La crescita, che interesserà i paesi in via di sviluppo e l’Asia in particolare, è prevista principalmente nell’acquacoltura a un tasso del 2,0% annuo (a un ritmo più lento rispetto al decennio precedente, quando la crescita era del 4% annuo) e raggiungerà i 103 milioni di tonnellate entro il 2030. Tra le ragioni della crescita lenta della produzione acquicola nel periodo 2021-2030, margini più bassi, rigide normative ambientali (principalmente in Cina) e la difficoltà nell’individuazione di spazi per nuovi impianti di produzione.
L’Asia manterrà la sua leadership rappresentando, nel 2030, l’88% della produzione totale di acquacoltura. Una crescita determinante della produzione è prevista nei principali paesi produttori: India (+ 24,7%), Indonesia (+ 30, 5%), Vietnam (+ 20,4%) e Thailandia (+ 30,0%).
A livello globale l’acquacoltura (JRC report) ha recentemente superato la pesca selvatica come fonte principale di nutrimento. Nell’UE rappresenta circa il 25% del consumo di prodotti ittici.
