La tracciabilità e la valorizzazione delle acciughe per una nuova cooperazione tra Italia e Tunisia

Al centro di questa collaborazione il progetto “Surefish”

La tracciabilità e la valorizzazione delle acciughe per una nuova cooperazione tra Italia e Tunisia

La tracciabilità e la valorizzazione delle acciughe per una nuova cooperazione tra Italia e Tunisia

La tracciabilità e la valorizzazione delle acciughe per una nuova cooperazione tra Italia e Tunisia – L’acciuga è un pesce che si trova in grandi quantità nel Mar Mediterraneo. Un pesce gregario che vive in grandissimi banchi della stessa specie, ma a volte è possibile rintracciarlo accanto a pesci simili come le sarde o le alacce. Le carni delle acciughe sono ottime e vengono utilizzate in cucina sia fresche che conservate. Un prodotto tipico della Dieta Mediterranea, consumato ovunque nel nostro mare comune. Le sue carni sono bianche, saporite e gustose, ma facilmente deperibili. Molto versatile, si presta a tantissime preparazioni. La famiglia delle acciughe rientra tra i pesci azzurri che si trovano sia nel Mediterraneo che nell’Oceano Atlantico. In Italia, la gran parte delle acciughe proviene dall’Adriatico ma vi sono alcune località che hanno fatto di tale prelibatezza ittica un patrimonio materiale e immateriale conosciuto ovunque. Nel meridione italiano ritroviamo l’eccellenza ittica di Cetara e Pisciotta, le note acciughe di Menaica. I progetti che vogliono affrontare l’importanza del prodotto ittico nel Mediterraneo non possono ignorare la cultura e il patrimonio sociale e antropologico che vi è dietro la pesca e il consumo dell’acciuga nella sponda Nord e in quella Sud. Il progetto “Surefish”, vincitore dei Bandi Prima 2019 per il settore “agrifood value chain”, filiera alimentare, consente di avviare buone pratiche e sinergie per la valorizzazione e la tutela della pesca, in particolare per acciuga, cernia, tilapia e tonno rosso, con la finalità di garantire la tracciabilità del prodotto ittico nel Mediterraneo per combattere la pesca illegale.
Il consorzio del progetto Surefish, costituito da 13 partner di entrambe le sponde del Mar Mediterraneo (Egitto, Italia, Libano, Spagna e Tunisia), sta lavorando in maniera sinergica con tecnologie e competenze su ICT, blockchain, etichettatura e imballaggi intelligenti, metodi analitici e sensoriali innovativi per la tracciabilità e la valutazione della pesca. Grazie alla cooperazione tra Italia e Tunisia è stata sviluppata una ricerca importante sull’acciuga pescata in Tunisia e consumata anche in Italia. In Tunisia, tra la costa del Golfo di Gabes e il Golfo di Kelibia ritroviamo un’importante zona di pesca per l’acciuga che con il progetto Surefish si vuole valorizzare, garantendo tramite la tracciabilità del prodotto una precisa identificazione geografica della specialità ittica. Grazie alle ricerche condotte da Slow Food Tebourba e Gi.&Me. Association, due organizzazioni tra i partner del progetto Surefish, sono state condotte delle analisi sulle acciughe pescate presso Kelibia, una zona caratterizzata da particolari correnti calde che conducono i pesci dall’Oceano al Mediterraneo attraverso il Golfo di Gibilterra. Tale tipologia di pescato presenta un livello di salinità ottimale grazie al plancton consegnando alle acciughe pescate in Tunisia elementi autoctoni legati al benessere ambientale locale e differenziandosi da altre tipologie di pescato. La cooperazione tra Italia e Tunisia e i laboratori di confronto tra pescatori, agricoltori e consumatori, già avviati da Gi.&Me Association, presieduta dall’ingegnere Franz Martinelli, consente, attraverso il progetto Surefish, di concepire innovativi sistemi di tracciabilità per consegnare al pescato tunisino una caratteristica specifica alimentare territoriale, valorizzando il metodo di pesca locale, la tipologia di conservazione che avviene sul territorio e nuove modalità di marketing per la promozione e commercializzazione del prodotto ittico. La ricerca consente di comprendere anche le caratteristiche biochimiche, nutrizionali e sensoriali del prodotto ittico locale approfondendo le opportunità di cooperazione con gli altri partner del progetto, Italia compresa. Inoltre, quest’area del Mediterraneo è una delle più sicure in termini di basso impatto ambientale ed è ubicata al largo della costa siciliana. Le ricerche e i servizi digitali e innovativi che il progetto sta elaborando con le acciughe in Tunisia possono divenire estremamente utili anche per ammodernare e digitalizzare la pesca delle acciughe in altre zone del Mediterraneo, valorizzando la sostenibilità, la tracciabilità e l’autenticità del patrimonio ittico del mare comune.

La tracciabilità e la valorizzazione delle acciughe per una nuova cooperazione tra Italia e Tunisia

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