La digitalizzazione della filiera ittica sta entrando in una fase nuova. Dopo aver informatizzato aste, vendite e tracciabilità, la sfida è collegare informazioni che oggi nascono in punti diversi della catena e trasformarle in dati utilizzabili per gestire prodotto, logistica e processi. TITAN, progetto di ricerca e innovazione avviato in Abruzzo e guidato da Infoteam, proverà a farlo integrando tecnologie digitali, informazioni ambientali e strumenti previsionali.
Portare un’asta online non è più la frontiera dell’innovazione nei mercati ittici. In diverse strutture italiane questo passaggio è avvenuto da anni. Il salto successivo è mettere in relazione informazioni sul pescato, tracciabilità, movimentazione, ambiente e flussi logistici. È su questo terreno che si colloca TITAN – Tracciabilità Intelligente delle filiere iTtiche, Ambiente marino e logistica iNtegrata – progetto finanziato nell’ambito del Programma Regionale Abruzzo FESR 2021-2027. Avviato nell’aprile 2026, ha una durata prevista di 30 mesi e punta a portare le soluzioni sviluppate fino a un livello di maturità tecnologica TRL 8. Capofila è Infoteam, insieme a Beta 80, Futura IT, Innovacoop e Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. La questione centrale, però, non è quante tecnologie verranno impiegate. È che cosa diventa possibile quando dati finora utilizzati per funzioni diverse cominciano a dialogare.
Dal mercato che vende al mercato che connette
Nei mercati ittici alla produzione convergono già prodotto, operatori e una quantità rilevante di informazioni: conferimenti, lotti, specie, peso, prezzi, acquirenti, transazioni e dati necessari alla tracciabilità. La capofila Infoteam porta nel progetto oltre vent’anni di esperienza nella digitalizzazione del settore della pesca e nell’automazione dei processi di gestione e commercializzazione del prodotto ittico, compresi sistemi d’asta adottati in diversi mercati italiani. Questo patrimonio di competenze rappresenta una base importante per lo sviluppo delle soluzioni previste da TITAN. Il progetto amplia il perimetro mettendo insieme filiera, logistica, ambiente e capacità di analisi. La piattaforma prevista utilizzerà un’architettura cloud-edge integrando IoT, blockchain, cybersecurity, intelligenza artificiale e dati satellitari. L’AI sarà impiegata anche nella logistica: Beta 80, partner del progetto, lavorerà su algoritmi e modelli previsionali, integrazione dei dati e dashboard destinate a supportare le decisioni degli operatori. L’obiettivo non è quindi raccogliere più informazioni, ma verificare se dati provenienti da funzioni diverse possano essere messi in relazione e trasformati in strumenti utili alla gestione della filiera.
La tracciabilità diventa digitale
TITAN arriva mentre anche il quadro europeo sta spingendo il settore verso una gestione sempre più digitale delle informazioni. Il Regolamento (UE) 2023/2842 ha rafforzato il sistema europeo di controllo della pesca e gli obblighi di tracciabilità. Per i prodotti della pesca e dell’acquacoltura interessati, le informazioni minime relative ai lotti devono essere registrate e messe a disposizione in formato digitale lungo la catena di approvvigionamento. Per i prodotti compresi nel capitolo 3 della nomenclatura combinata le nuove disposizioni sulla tracciabilità digitale sono applicabili dal 10 gennaio 2026. Per alcune categorie di prodotti preparati o conservati comprese nelle voci 1604 e 1605, specifici obblighi troveranno applicazione dal 10 gennaio 2029. Sempre dal 10 gennaio 2026 è obbligatorio CATCH, il modulo della piattaforma europea TRACES NT per la gestione digitale dei certificati di cattura nelle operazioni interessate dalla normativa dell’Unione contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata. Sono strumenti e ambiti differenti da TITAN e non vanno sovrapposti. Descrivono però un cambiamento di scenario comune: generare, trasmettere e utilizzare informazioni digitali sta diventando parte strutturale del funzionamento della filiera ittica. Per i mercati la conseguenza è concreta. Digitalizzare una singola funzione può non essere più sufficiente se le informazioni prodotte rimangono confinate nel sistema che le ha generate. Il valore del dato cresce quando può essere utilizzato anche oltre l’operazione per la quale è stato raccolto.
L’Abruzzo è il laboratorio, la scalabilità è la prova
La sperimentazione riguarda le filiere ittiche abruzzesi. Il progetto prevede Living Lab e attività di co-progettazione con gli operatori, analisi del livello di digitalizzazione del comparto e ricerche sulle condizioni delle acque, dei sedimenti e sulla presenza di contaminanti. Le tecnologie sviluppate saranno sperimentate sul campo per valutarne prestazioni e affidabilità, insieme agli effetti organizzativi, economici e gestionali e all’efficacia dei modelli previsionali applicati alla logistica. Una piattaforma tecnologicamente avanzata produce valore soltanto se riesce a entrare nei processi quotidiani della filiera senza trasformare la digitalizzazione in un ulteriore livello di complessità. Interoperabilità, qualità dei dati e semplicità di utilizzo saranno quindi decisive almeno quanto le singole tecnologie impiegate. L’obiettivo di raggiungere TRL 8 porta la ricerca verso un livello avanzato di maturità tecnologica, vicino all’applicazione operativa. La sperimentazione è abruzzese, ma l’architettura prevista viene indicata come scalabile e interoperabile, con soluzioni in modalità SaaS pensate per essere accessibili anche alle PMI. La trasferibilità del modello ad altri contesti, tuttavia, dovrà essere dimostrata. Se TITAN riuscirà a dimostrare sul campo che prima vendita, identità del prodotto, tracciabilità, logistica e informazioni ambientali possono essere messe in relazione in modo utile agli operatori, il mercato ittico potrebbe assumere una funzione ulteriore: diventare uno dei nodi informativi della filiera, oltre che luogo di incontro tra domanda e offerta. A quel punto la domanda non sarà più soltanto se TITAN funziona in Abruzzo, ma a quali condizioni un modello validato in quel territorio possa funzionare anche in mercati e filiere organizzati diversamente nel resto d’Italia.
