
Dal 3 agosto 2016 sono disponibili sul sito della Commissione Europea due nuovi report che fanno luce sui possibili piani di gestione per la pesca europea. Quello che interessa maggiormente l’Italia è il documento “Study on the evaluation of specific management scenarios for the preparation of multiannual management plans in the Mediterranean and the Black Sea”.
L’obiettivo dello studio è la valutazione di scenari specifici di gestione della pesca al fine di stabilire i relativi piani pluriennali secondo gli obiettivi della PCP (politica comune della pesca) e le linee guida adottate dalla CGPM (Commissione Generale per la Pesca in Mediterraneo).
A tal fine, lo studio approfondisce quattro casi:
1- Pesca di piccoli pelagici e demersali nel Golfo del Leone e nel Nord della Spagna (Geographical Sub Aareas 6 e 7);
2- Pesca di piccoli pelagici e demersali nel Mar Ligure, Nord Tirreno e Sardegna (GSA 8, 9 e 11);
3- Pesca di piccoli pelagici e demersali nel Mare Adriatico (GSA 17 e 18);
4- Pesca del rombo e delle specie associate nel Mar Nero (GSA 29).
Sono stati previsti due scenari di gestione per ciascun caso di studio nel progetto:
1- Ottenere il rendimento massimo sostenibile (Maximum, Sustainable Yield, MSY) entro il 2018;
2- Raggiungere MSY entro il 2020.
Il secondo report è denominato “Establishment of reference points and harvest control rules in the Framework of the International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (ICCAT)” L’obiettivo dello studio è di fornire alla Commissione europea la consulenza scientifica su adeguati framework di gestione, comprese le regole di controllo della cattura, per i principali stock di competenza dell’International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (ICCAT), stock rilevanti per la pesca europea.