Oceana. L’industria ittica italiana influenza il MedAC per condizionare la decisione del Parlamento Europeo sulla pesca nel Mediterraneo occidentale

Il rinvio potrebbe rendere impossibile l'approvazione della proposta prima delle elezioni europee di maggio e resterebbe pertanto nel limbo

Lasse Gustavsson Oceana Europe interviene sulla pesca nel Mediterraneo occidentale

Oceana ha le prove che un organismo finanziato dall’UE, il Consiglio consultivo mediterraneo (MedAC), si è allineato con una parte dell’industria ittica italiana per fare pressione sugli eurodeputati e posticipare l’ultimo voto del Parlamento europeo sul piano pluriennale del Mediterraneo occidentale, che avrebbe potuto decidere il futuro del mare più sovrasfruttato del mondo.

Figure di alto livello all’interno di questo organo consultivo, che sono tenute a rimanere imparziali, avrebbero comunicato la posizione dell’industria della pesca ai membri del Parlamento europeo, esortandoli a ritardare il voto. Secondo le prove,  non è la prima volta che si è fatto uso di questa tattica per i negoziati nel Mediterraneo.

“L’industria ittica del Mediterraneo ha dimostrato che farà tutto ciò che è nelle sue mani e ad ogni costo per fermare qualsiasi tentativo di ricostruire la pesca nel Mediterraneo, anche se implica l’uso di un Consiglio consultivo finanziato dalle tasse per tentare di legittimare i suoi argomenti. Oceana, membro di vari consigli consultivi della Commissione europea, ritiene che questa azione viola chiaramente i principi di imparzialità e trasparenza dei consigli consultivi, come stabilito dal diritto dell’UE. Ora chiediamo un’indagine approfondita da parte della Commissione europea e misure proporzionate per ripristinare la credibilità danneggiata di questo Consiglio consultivo”, ha affermato Lasse Gustavsson, direttore esecutivo di Oceana Europe.

Lo scorso 27 novembre, il voto sul piano del Mediterraneo occidentale nel Comitato europeo per la pesca del Parlamento è stato rinviato all’ultimo minuto, a seguito di una richiesta da parte del relatore Clara Aguilera (S & D, Spagna). Questo improvviso rinvio sembra essere il risultato di una forte azione di lobby da parte delle associazioni dell’industria ittica di Italia, Spagna e Francia, che si oppongono con forza all’adozione del Piano.

Il rinvio potrebbe rendere impossibile l’approvazione della proposta prima delle elezioni europee di maggio e resterebbe pertanto nel limbo. Il piano è un atto legislativo fondamentale con la possibilità di riformare le attività di pesca nel Mediterraneo allineandole alla scienza, salvaguardando i terreni di riproduzione da attività distruttive e prevenendo il collasso di stock altamente sovrasfruttati.

 

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